F1 | GP Giappone, Pirelli pronta alla sfida Suzuka

Le mescole nominate quest’anno sono più dure di uno step rispetto a medium, soft e supersoft dello scorso anno

Suzuka enfatizza soprattutto i carichi laterali, anziché quelli longitudinali, con alcuni curvoni lunghi e veloci come 130R e Spoon
F1 | GP Giappone, Pirelli pronta alla sfida Suzuka

Tutto pronto in casa Pirelli per il prossimo Gran Premio del Giappone, sedicesimo appuntamento di questo mondiale 2019 di Formula 1. Dopo gli ottimi riscontri ottenuti a Sochi, la casa italiana adotterà una strategia conservativa per quello che riguarda il prossimo round nella terra del Sol Levante, offrendo a squadre e piloti la fascia di mescole più dura della gamma 2019 (C1, C2 e C3.ndr).

Il motivo di questa scelta, ovviamente, sono i grandissimi carichi laterali a cui sono soggette le gomme durante un giro di pista a Suzuka (Spoon e 130R i punti di picco.ndr). Da notare che i composti nominati per questa edizione sono più duri di uno step rispetto al 2018, aspetto che aiuterà i piloti a spingere per l’intera durata del Gran Premio.

CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
* Le mescole nominate quest’anno sono più dure di uno step rispetto a medium, soft e supersoft scelte lo scorso anno. Ciò dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo in ogni stint, anziché ricorrere a una gestione del passo gara per impostare una strategia a una sosta.
* Suzuka enfatizza soprattutto i carichi laterali, anziché quelli longitudinali, con alcuni curvoni lunghi e veloci come 130R e Spoon. Il tracciato è un susseguirsi di curve senza brusche frenate dove è importante mantenere il giusto ritmo.
* L’asfalto presenta livelli di rugosità e abrasività tra i più elevati dell’anno: un fattore che aumenta l’usura e il degrado dei pneumatici.
* Nel 2018, Lewis Hamilton (Mercedes) ha vinto con una strategia a una sosta soft-medium, scelta anche dal compagno di squadra Valtteri Bottas, 2°. Max Verstappen (Red Bull) è arrivato 3° con un pit stop supersoft-soft.
* Il meteo in Giappone è molto variabile in questo periodo dell’anno, in cui ci possono essere anche tifoni. La pioggia notturna ha spesso l’effetto di “resettare” la pista, che si presenta poco gommata al mattino seguente. Nel 2018 si è notata una decisa evoluzione del tracciato nel corso di tutto il fine settimana.
* Il circuito giapponese è molto simile a quello di Sochi in termini di lunghezza e tempi sul giro, ma la natura e le caratteristiche dei due tracciati sono completamente diverse.

“Da sempre, Suzuka è una delle gare più imprevedibili ed entusiasmanti dell’anno: un circuito old school che premia l’impegno e il coraggio dei piloti”, ha affermato Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing di Pirelli. “Abbiamo nominato le tre mescole più dure della gamma, visti i carichi impegnativi imposti dal tracciato. Una scelta che dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo, anche con una strategia a una sosta, la tattica più utilizzata lo scorso anno”.

“Nel 2017 è stato firmato il nuovo record assoluto in qualifica, e sarà molto interessante vedere se sarà abbassato nel corso di questo fine settimana date le prestazioni in curva delle monoposto attuali”, ha aggiunto. “Suzuka è famosa anche per il meteo variabile, quindi potremmo vedere in pista i pneumatici da bagnato su questo circuito particolarmente esigente”.

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