F1 GP Canada | Ferrari: Hamilton soddisfatto, ma il divario di motore con Mercedes è elevato
"Nutro comunque un certo ottimismo in vista della gara", ha detto Lewis
Il fine settimana sul circuito Gilles Villeneuve si sta rivelando un banco di prova prevedibilmente complicato per la Ferrari. Nelle qualifiche della gara principale del Gran Premio del Canada, Lewis Hamilton ha però confermato l’ottimo stato di forma mostrato sin dalle prime sessioni del venerdì, conquistando la quinta posizione sulla griglia di partenza. Il sette volte campione del mondo ha fatto segnare un tempo che lo colloca a 290 millesimi di distacco dal pole man di giornata, il connazionale George Russell su Mercedes. Si tratta di un margine contenuto, specialmente se si analizzano le caratteristiche strutturali del tracciato di Montréal, dove i lunghi rettilinei avrebbero potuto penalizzare in misura maggiore il pacchetto tecnico della scuderia di Maranello.
La Ferrari SF-26 continua infatti a pagare un deficit evidente in termini di velocità massima nei confronti della Mercedes, un limite emerso chiaramente fin dalle prime battute del campionato. Alla vigilia della trasferta canadese, gli ingegneri del Cavallino temevano che questo divario potesse tradursi in un distacco ben più pesante sul cronometro, considerando quanto la pista esalti l’efficienza dei motori. Invece, la stabilità meccanica della monoposto rossa ha permesso di limitare i danni nei tratti guidati e nelle chicane. Hamilton, che interpreta le varianti dell’Isola di Notre-Dame con una naturalezza straordinaria, è riuscito a massimizzare il potenziale a sua disposizione, offrendo una prestazione solida per quelle che sono al momento le potenzialità della vettura.
L’analisi della qualifica e le aspettative per la gara
Il percorso che ha portato Hamilton alla terza fila dello schieramento è stato caratterizzato da una progressione costante, ad eccezione di qualche piccola incertezza legata alla gestione degli pneumatici nelle fasi iniziali della sessione. Il confronto interno con Leclerc ha premiato il britannico, apparso decisamente più a suo agio con il bilanciamento della monoposto sulle insidie dell’asfalto canadese. Al termine delle prove ufficiali, Hamilton ha analizzato con estrema precisione l’andamento del suo sabato, spiegando le dinamiche che hanno caratterizzato i suoi tentativi cronometrati in Q3 e rivolgendo lo sguardo alle incognite meteorologiche della domenica.
“Nel corso della Q1, utilizzando gli pneumatici usati, non ho espresso un potenziale ottimale, mentre nella Q2 e nella Q3 ho ravvisato una partenza convincente; ero consapevole di poter limare ancora qualcosa dal mio riscontro cronometrico, ma non ho concretizzato questo passo avanti, in particolar modo durante l’ultimo tentativo della Q3”.
“Conservo comunque un certo ottimismo in vista della corsa, sebbene resti complesso fare previsioni accurate sull’andamento del Gran Premio; dovremo valutare lo scenario meteorologico, ma stasera analizzeremo a fondo ogni dettaglio con il team e, nell’eventualità in cui dovesse piovere, l’obiettivo sarà massimizzare ogni opportunità partendo da una base meccanica che giudico solida. Confido che l’arrivo della pioggia possa parificare i valori in campo, consentendoci di essere maggiormente competitivi”.
Il bilancio della Sprint Race e il nodo della velocità massima
Le qualifiche della gara principale hanno parzialmente riscattato l’esito della Sprint Race disputata nella mattinata canadese. Nella mini corsa da cento chilometri, infatti, Hamilton era scattato con ottime premesse, ma una sbavatura commessa nelle fasi conclusive mentre difendeva la posizione lo ha costretto ad accontentarsi del sesto posto finale. Senza quell’errore, il pilota inglese avrebbe potuto blindare la quarta piazza, ma lo scivolone ha aperto la strada al sorpasso combinato da parte di Oscar Piastri su McLaren e di Leclerc. Al di là della sbavatura, la gara breve ha messo a nudo le attuali carenze della Ferrari nel corpo a corpo ravvicinato, specialmente quando si tratta di contenere le vetture dotate di motorizzazione Mercedes lungo i rettifili più lunghi del circuito.
Nei commenti rilasciati a caldo subito dopo la della Sprint, Hamilton ha voluto fare chiarezza sulle ragioni tecniche che impediscono alla SF-26 di lottare ad armi pari nei tratti ad alta velocità, evidenziando comunque le doti del telaio della macchina nelle zone guidate: “Allo stato attuale non disponiamo della velocità massima necessaria nei tratti rettilinei per sfidare le vetture motorizzate Mercedes, si tratta di un dato evidente. Accusiamo un deficit troppo marcato lungo i rettifili. Escludendo questo fattore, la monoposto si comporta egregiamente nelle curve, dove riusciamo a esprimere una notevole rapidità”.
“La Mercedes ha capitalizzato al meglio l’introduzione dei suoi ultimi aggiornamenti tecnici, ma noi rimaniamo pienamente in partita. Semplicemente, non siamo ancora in grado di generare una velocità tale da compensare il terreno che cediamo sistematicamente nei tratti rettilinei. Ho profuso ogni sforzo utile per difendere la mia posizione in pista, ma contrastare le monoposto equipaggiate con il propulsore Mercedes si rivela un’impresa quasi impraticabile. Nonostante queste difficoltà, stiamo portando avanti un ottimo lavoro di squadra, avverto buone sensazioni all’interno dell’abitacolo e conservo la speranza di disputare una sessione di qualifica ufficiale di alto livello”.
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