F1 | Ferrari, filming day a Monza per testare il maxi pacchetto di aggiornamenti

Si lavora sull'aerodinamica e sull'efficienza energetica: in pista Hamilton e Leclerc

F1 | Ferrari, filming day a Monza per testare il maxi pacchetto di aggiornamenti

Mentre il calendario della Formula 1 osserva una sosta forzata, i cancelli dell’Autodromo Nazionale di Monza si aprono per ospitare una sessione di lavoro importante in casa Ferrari. La scuderia di Maranello ha scelto il tracciato brianzolo per svolgere un filming day, un evento che, pur avendo ufficialmente finalità commerciali e di marketing, assume in questa fase della stagione una valenza tecnica di primissimo piano. La protagonista è la SF-26, sulla quale i tecnici hanno iniziato a montare le prime componenti del pacchetto di aggiornamenti previsto per il Gran Premio di Miami.

Nonostante la vicinanza geografica con la pista di casa a Fiorano, la scelta di Monza non è casuale. La configurazione del tracciato, caratterizzato da lunghi rettilinei e frenate violente, rappresenta il banco di prova ideale per analizzare due aspetti critici delle attuali monoposto: l’efficienza aerodinamica e la gestione della potenza elettrica. Con il debutto delle nuove regole, il comportamento del sistema ibrido è diventato il vero ago della bilancia prestazionale e la Ferrari sta cercando di correggere alcune lacune emerse nei primi round dell’anno.

Correlazione aerodinamica e gestione dei dati

Il regolamento FIA relativo ai filming day concede ai team la possibilità di installare componenti con una veste aerodinamica inedita, ma impone dei paletti rigidi sulla strumentazione utilizzabile. Essendo catalogati come eventi promozionali, i team non possono montare i classici rastrelli aerodinamici né utilizzare la vernice fluorescente flow-viz per mappare visivamente i flussi. Per questa ragione, il lavoro degli ingegneri si sposta su una rilevazione dei dati più discreta ma altrettanto efficace.

Sulla SF-26, come ci spiegano gli amici di Formula Tecnica, vengono utilizzate le celle di carico interne, sensori capaci di misurare la pressione e il carico aerodinamico generato dalle ali e dal fondo in condizioni di alta velocità. L’obiettivo primario è confermare la correlazione tra i dati ottenuti nelle simulazioni CFD (Fluidodinamica computazionale), quelli registrati in galleria del vento e l’effettivo riscontro sull’asfalto. Sebbene la conferma definitiva sulla bontà degli upgrade arriverà solo durante le sessioni di prove libere in Florida, i rilievi di Monza forniscono una base indispensabile per affinare il modello virtuale della vettura.

Il ruolo del simulatore e il contributo dei piloti

I dati raccolti durante i giri a Monza verranno inviati in tempo reale alla sede di Maranello, dove il reparto simulazione lavora a pieno regime per elaborare le informazioni. Una volta processati, questi valori permettono di aggiornare il software del simulatore, rendendo il modello digitale della SF-26 estremamente fedele alla realtà. Questo passaggio è cruciale per preparare il setup per il Gran Premio di Miami.

In questo processo, l’esperienza di Charles Leclerc e Lewis Hamilton diventa determinante, e spetterà a loro il compito di confrontare le sensazioni percepite in pista con quelle restituite dal simulatore nei giorni successivi al test. Questo “loop” di feedback serve a identificare eventuali discrepanze tra il comportamento della monoposto fisica e quella virtuale, permettendo ai tecnici di deliberare una configurazione di base solida prima ancora di sbarcare negli Stati Uniti. A Miami, infatti, il team probabilmente alternerà prove tra la versione standard della SF-26 e quella aggiornata per quantificare con precisione il salto di qualità.

Ottimizzazione della batteria ed efficienza energetica

Oltre all’aerodinamica, con ali e fondo al centro dell’attenzione, il test di Monza si concentra in modo specifico sull’erogazione della power unit. I regolamenti attuali permettono di sfruttare i filming day per testare nuove logiche di gestione del software, in particolare per quanto riguarda i cicli di carica e scarica della batteria. La configurazione di Monza, con le sue lunghe zone di percorrenza a tutto gas, mette sotto stress il sistema ibrido, evidenziando rapidamente se le strategie di rilascio dell’energia sono efficienti o se portano a tagli di potenza prematuri alla fine dei rettilinei.

Attualmente, la gestione elettrica sembra essere uno dei punti deboli della Ferrari rispetto alla concorrenza. La ricerca di una maggiore efficienza nel recupero di energia e di una resistenza all’avanzamento più contenuta sono i pilastri su cui si basa lo sviluppo della SF-26. Sul fronte degli pneumatici, invece, la giornata resta poco indicativa: la FIA impone l’uso di gomme con mescola “demo”, che non permettono di spingere al limite né di ricavare dati utili sul degrado o sulla prestazione pura sul giro.

Il contesto: la pausa e le prospettive di Fred Vasseur

Questo test si inserisce in una finestra temporale atipica per la Formula 1, generata dalla cancellazione delle tappe in Bahrain e Arabia Saudita. Il mese di sosta forzata ha concesso alle squadre un tempo prezioso per analizzare i problemi di gioventù delle nuove vetture e preparare massicci pacchetti di evoluzione, oltre a votare le modifiche al regolamento. Prima di questa interruzione, il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, aveva già delineato l’importanza di questo periodo, parlando di una sorta di nuovo inizio per la stagione.

“Voglio che il concetto sia limpido: parlando di un nuovo inizio a Miami, mi riferivo al fatto che ogni scuderia introdurrà evoluzioni significative e sfrutterà il tempo a disposizione per affinare la gestione elettronica del motore. Non saremo certamente i soli a spingere in questa fase di sosta. Una pausa di un mese intero è un evento atipico per la Formula 1; ogni concorrente sta lavorando sodo per progredire, di conseguenza prevedo che l’intera griglia farà un salto in avanti in termini di performance”.

La Scuderia ha scelto di aspettare per capire quali novità regolamentari sarebbero state decise dalla votazione del 20 aprile. Logicamente, con alcune modifiche all’erogazione elettrica delle power unit, i test saranno calibrati sulle nuove indicazioni alle normative vigenti.

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