F1 GP Miami | Leclerc sporca una bella prestazione con un errore grave
"Non posso permettermi di fare errori del genere, sono molto arrabbiato"
Miami – Finale completamente amaro per Charles Leclerc nel Gran Premio di Miami: dopo una gara passata a lottare al limite con chiunque, pur di arrivare sul podio, il monegasco getta tutto all’aria con un errore grossolano che lo relega in sesta posizione.
Eppure, la sua partenza è pura magia: ancora una volta evita abilmente la Mercedes di Kimi Antonelli piantata al semaforo verde, portandosi davanti alle due vetture in prima fila. In un momento di estrema lucidità, Charles si rende conto che sia Max Verstappen sia Kimi stanno per andare al bloccaggio, e frena quindi la sua Ferrari per evitare entrambe le avversarie che finiscono lungo in curva 1, prendendosi così la guida del gruppo. Ci vuole poco, però, perché Antonelli ritorni a prendersi quella pole conquistata con forza in qualifica e Leclerc resta così a sopravvivere per il podio.
L’errore al muretto e quel team radio di troppo
Dopo la Safety Car causata dal muro di Isack Hadjar e di Pierre Gasly, comincia la lotta di Leclerc con le due rinate McLaren, con Lando Norris che si porta in testa, mentre Oscar Piastri sfila il podio alla Ferrari. Il primo grande errore, però, arriva al pit-stop: il team di Maranello richiama Charles ai box al ventiduesimo giro. Il cambio gomme è lento, 3,7 secondi, e Leclerc perde la posizione in pit-lane su George Russell. Ciò che desta più sospetto, però, è la reazione di Charles in radio: “La prossima volta che prendete una decisione, ricordatevi che sono qui“, tuona il monegasco a Bryan Bozzi. Una reazione non nuova per Leclerc, che spesso prima esegue e poi contesta. In particolare, la critica deriva dal fatto che i radar prevedessero pioggia a pochi minuti dal pit-stop – la pista è sempre rimasta asciutta – ma questioni meteorologiche a parte, resta l’incapacità di Charles di reagire con prontezza alle decisioni del team. Ancora una volta, anche a Miami, Leclerc si fida della squadra, forse troppo ciecamente ed ingenuamente, per poi lamentarsi a cose fatte.
La SF-26 numero sedici risale lentamente la classifica per tornare a lottare con quella Mercedes che si ritrova improvvisamente davanti. Poi, è il turno di Max Verstappen: il pilota Red Bull è in pista sulle hard dal settimo giro – l’olandese è rientrato ai box durante il regime di Safety Car – e i due cominciano a lottare nonostante la differenza di mescola. Nella lotta si intromette anche la McLaren di Piastri, ma a fermare Leclerc sembra essere un malfunzionamento dell’ala, che si chiude improvvisamente. Leclerc finisce così in testa coda per quello che, in realtà, è un suo errore: la sua Ferrari va a muro, ma riesce a proseguire lentamente fino alla bandiera a scacchi tagliando diverse curve – situazioni per cui è ancora sotto investigazione. Alla fine Leclerc è sesto davanti al compagno di squadra.
Non solo errori in pista: Leclerc lotta fino alla fine, è vero, ma pecca ancora una volta di astuzia e strategia. La posizione persa su Russell non è solo un errore del muretto, ma anche dell’incapacità di Leclerc di contraddire la sua squadra. La gestione dell’overtake mode sulla McLaren, poi, è la ciliegina sulla torta di una gara piena di nervosismo per Charles. Per certi versi, l’impazienza del monegasco è comprensibile, sopratutto se gli avversari continuano a migliorare improvvisamente mentre la Ferrari è ancora alla ricerca dell’arma segreta. È vero, la SF-26 sembra essere la miglior vettura per quanto riguarda il telaio, ma l’aggiornamento al motore potrebbe davvero cambiare le carte in tavola. Leclerc, però, dovrà fare un mea culpa su quanto accaduto in gara.
Leclerc: “Non posso permettermi di fare errori del genere”
“Problemi all’ala non ce n’erano. L’idea era di lasciar passare Oscar per avere il boost con l’overtake mode (modalità sorpasso). Non avevo più gomma nel secondo settore, quindi avere questa possibilità era l’unica cosa da fare, ma ho gestito molto male curva 1, 2 e 3, un errore inaccettabile – ha ammesso Leclerc – è stato un inizio di stagione quasi perfetto, questo errore non posso permettermelo, quindi sono molto arrabbiato e deluso da me stesso. Fino a quel punto buonissima gara pur non avendo passo, avevo fatto il massimo, sono deluso. L’ho gestita nel migliore dei modi, ma dopo dobbiamo guardare insieme delle decisioni: c’erano fasi dove eravamo più veloci, altre meno. Abbiamo massimizzato tutto fino all’utlimo giro, fino a quando ho buttato tutto nel… cestino. Mi dispiace tanto per il team che ha lavorato tanto e i tifosi che ci stanno sempre sostenendo, non è accettabile”.
Aggiornamento 23:35 – Penalità per Leclerc
Charles Leclerc è stato penalizzato per quanto accaduto nell’ultimo giro, di seguito la sentenza integrale della FIA con la motivazione della sanzione al monegasco del Ferrari.
Fatto: La vettura 16 ha lasciato la pista in diverse occasioni senza un motivo giustificabile.
Infrazione: Violazione dell’Articolo B1.8.6 del Regolamento FIA F1.
Decisione: Penalità di Drive Through inflitta dopo la gara (20 secondi aggiunti al tempo totale di gara).
Motivazione: I Commissari hanno ascoltato il pilota della vettura 16 (Charles Leclerc) e il rappresentante del team, analizzando inoltre i dati del sistema di posizionamento, i video, i messaggi radio e i filmati delle telecamere di bordo.
La vettura 16 è andata in testacoda durante l’ultimo giro alla curva 3, colpendo il muro ma riprendendo la marcia. Il pilota ha informato i Commissari che la vettura sembrava in buone condizioni, fatta eccezione per l’impossibilità di affrontare correttamente le curve a destra.
A causa di questo problema, è stato costretto a tagliare alcune chicane nel percorso verso la bandiera a scacchi. Abbiamo stabilito che il fatto di aver tagliato le chicane (ovvero aver lasciato la pista) ha comportato un vantaggio duraturo acquisito in tale modo. Il fatto di aver riscontrato un problema meccanico di qualche tipo non è stato considerato un motivo giustificabile.
Pertanto, infliggiamo una penalità di Drive Through alla vettura 16, dato il numero di volte in cui la monoposto ha lasciato il tracciato traendone vantaggio.
Abbiamo inoltre valutato se vi fosse una violazione ulteriore nel continuare a guidare una vettura con un problema meccanico palese e visibile. È stato stabilito che non vi fossero prove di un problema meccanico evidente o distinguibile, pertanto non è stata intrapresa alcuna azione ulteriore in merito a questa potenziale infrazione.
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