Kvyat pronto a cambiare squadra nel 2017

Il russo vorrebbe valutare nuove possibilità per la prossima stagione

Kvyat pronto a cambiare squadra nel 2017

La retrocessione di Daniil Kvyat da Red Bull al team satellite Toro Rosso ha lasciato un segno indelebile sul pilota russo.

Mentre Sainz sembra ormai certo della conferma, lo stesso non si può dire sul compagno, che continua a guardarsi intorno alla ricerca di un nuovo volante per il 2017.

“Al momento non ho niente da riportare – ha raccontato al quotidiano olandese De Telegraaf – ma tutti parlano l’un l’altro e il mio telefono è sempre acceso”.

Kvyat ha ammesso che qualcosa è cambiato nel suo rapporto con il team: “Sono ancora amico di Helmut Marko e Chris Horner, anche se le cose sono un po’ diverse ora. Ho persone intorno a me che mi possono aiutare, ma il telefono è il mio e io possono prendere le mie decisioni”.

Decisioni queste che verranno prese nel futuro, per ora il russo ha intenzione di impegnarsi al massimo delle sue possibilità: “Stanno arrivando dei veri e propri classici dove mostreremo davvero chi siamo veramente”.

Manuel Lai

Kvyat pronto a cambiare squadra nel 2017
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12 commenti
  1. rossoferrarisempre

    21 giugno 2016 at 14:06

    Il pilota è valido, la Red Bull lo ha messo troppo sotto pressione e lui ha perso la testa ma penso sia un buon pilota ma va gestito bene da parte del suo prossimo team

  2. Aanto

    21 giugno 2016 at 14:27

    I baby piloti saranno pure bravi al volante, ma umanamente sono ancora immaturi. Basta poco per demolirli. La Ferrari farebbe bene q prenderlo nel caso kimi appendesse il casco al chiodo. Kvyat è bravo e ora ha bisogno di una bella iniezione di fiducia.

  3. michele

    21 giugno 2016 at 14:48

    Quello che hanno fatto a Danil è davvero molto grave!!!

    Sostituirlo in RBR con un pilota inesperto, troppo giovane, e non all’altezza della F1 (come anche Sainz).

    Se fosse stato Senna a 18 anni, l’avrei anche capito.

    Uno come Senna capita una volta ogni cento anni, seppure.

    Verstappen non è Senna, e sacrificare Kvyat per lui, a mio avviso è stato un errore gravissimo.

    Gli uomini hanno bisogno di maturare, crescere, essere pronti per gli impegni gravosi, e se avesse avuto 21 anni magari.

    Fermo restando che Kvyat per me è meglio di Verstappen, almeno ad oggi.

    Vattene da lì, finché sei in tempo !!!!

    • poverocecco

      21 giugno 2016 at 15:38

      che Verstappen non sia senna lo puoi dire tra 10 anni e non dopo 3 gp.
      non mi sembra che Senna al suo primo gp in un team ufficile e di un certo livello abbia vinto alla sua prima gara.
      Inoltre verstappen ha gia fatto meglio di Kivyat in soli 3 gp ed entro fine anno metterà in ombra anche il sorridente ( già inizia a chiudere la bocca piu spesso ) Ricciardo.

      • michele

        21 giugno 2016 at 19:16

        Carissimo.

        Ti confermo che Verstappen non è Senna.

        Se lo fosse stato si sarebbe visto sin da Monaco.

        Nessuno mette in discussione le doti di Max. Il suo arrivo in RBR è, tuttavia, completamente fuori luogo, prematuro è dire il minimo.

        Stiamo parlando di un progetto di pilota, che è stato stravolto sin dall’arrivo in Toro Rosso, anch’esso troppo prematuro.

        Prima gara di Senna a Monaco, 1984 (un Inferno!):

        https://www.youtube.com/watch?v=ke92NqanQJs

  4. shony

    21 giugno 2016 at 14:58

    Kvyat è un buon pilota, ma non ha la “cazzimma” del fuoriclasse che hanno Alonso, Vettel, Hamilton ed anche Verstappen. Qualche buon piazzamento con queste vetture facili da guidare non può far urlare sempre ai quattro venti alla Red Bull di aver scoperto un fenomeno. Basti pensare alle carriere di Alguersuari, Speed, Vergne, Klien…

  5. Magu

    22 giugno 2016 at 10:53

    Verstappen non è Senna così come Senna non era Lauda oppure Stewart ecc.ecc. i paragoni lasciano il tempo che trovano…in F1 di piloti che vengono appiedati x fare posto ad altri ne è piena la storia spesso per le doti della valigia a volte x le doti di guida..Briatore non ci pensò 2 volte ad appiedare Moreno x fare posto a Schumacher in Benetton…praticamente il pilota brasiliano concluse la sua carriera in F1.. kyat almeno può continuare a guidare e guadagnarsi un futuro…in Red Bull conoscono perfettamente le capacità dei loro piloti se sono all’altezza o meno di guidare in F1 e se hanno deciso lo scambio avranno analizzato tutti i dati e prestazioni che solo loro possono avere e sicuramente avranno ragione loro…

  6. poverocecco

    22 giugno 2016 at 12:09

    Chi vivrà vedrà io vi ricordo solamente che 2 anni fa quando iniziarono a confermare che sarebbe stato il pilota piu giovane della f1 a soli 17 anni tantissimi ( anche i giornalisti che adesso lo ossannano) gridarono allo scandalo alla incoscienza pura.
    Solo chi lo conosceva a fondo (come lo conosco anche io) sapeva che se lo avessero fatto lavorare sarebbe stato all’altezza della situazione, io vi dico solo aspettate 2 anni e se non lo rovinano ne riparleremo, secondo me saranno in molti a ricredersi

    • michele

      22 giugno 2016 at 12:22

      Dobbiamo decidere cosa fare della F1.

      Anche se Max fosse al livello di Senna, o Schumi, e non lo è,

      dare il sedile di un top team ad un 18enne,
      è, a mio avviso, un’assurdità.

      La F1 è il punto di arrivo di un pilota, non quello d’inizio.

      Però non mi stupisce, come non mi stupisce ormai più che si continua a dire che una squadra di club italiana che schiera tutti stranieri è ammissibile.

      O che bisogna mettere una cupola sulla testa del pilota di F1.

      Concetti che apparentemente sono molto differenti, ma che in realtà nascondono un pressappochismo sconcertante.

      L’uomo che vive senza etica, senza fair play e buon senso, non è un uomo.

      La stessa cosa vale per la F1 o per il calcio.

    • michele

      22 giugno 2016 at 12:28

      Più osservo mia nipote che a gennaio compie 18 anni,

      più non riesco a capire il senso, di Verstappen in F1.

      • poverocecco

        22 giugno 2016 at 12:43

        Ti posso garantire che è un 28 enne in un corpo di un 18 enne.
        ha corso nel kart con mio figlio quando aveva l’eta di 15 anni circa e per 3 anni l’ho visto almeno due volte al mese, ti posso garantire che era il piu serio il più motivato il più professionista che abbia mai visto, e correva con ragazzi che avevano anche 10 anni in piu di lui e avevano già vinto molto.
        Capisco il discorso che fanno in molti sul fatto che non sia l’età giusta e posso concordare io mio figlio non ce lo metterei ma perchè sò che non sarebbe pronto lui lo è.
        Nelle moto a 14 anni corrono gia ad alti livelli anche li non lo trovo giusto ma ci sono piloti che sono prontissimi.

  7. Magu

    22 giugno 2016 at 14:37

    Prima, quando ero giovane io, in molti iniziavano a correre dopo aver preso la patente di guida erano in pochi che si potevano permettere di iniziare in F.Italia o F.Abarth a 16 anni….negli ultimi anni iniziamo da bambini in kart…se inizi a 8 anni e a 17/18 sei in F1 hai 10 anni di gare alle spalle più o meno come iniziare a 18 e debuttare a 28…certamente il fattore età conta… probabilmente farli iniziare da piccoli comporta che non possomo vivere e crescere come la gran parte dei suoi coetanei che sia un bene o un male non lo so come sempre le situazioni biaogna viverle per poterle analizzare correttamente e non è detto che ci si riesca…cmq Verstappen ha delle potenzialità enormi e già ha fatto vedere di saperle sfruttare ha sbagliato e farà altri errori ma credo che alla fine di questa stagione il suo bilancio sarà positivo e che potrà solo migliorare

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