Hamilton titolo storico e meritato, le ombre sui mozzi forati Mercedes spazzate via da…Vettel!

Vettel dà un grande esempio di sportività e dà appuntamento a Lewis per la prossima stagione

Hamilton titolo storico e meritato, le ombre sui mozzi forati Mercedes spazzate via da…Vettel!

C’è un momento nel quale bisogna riuscire a mettere da parte astio e polemiche, fermarsi a fissare l’orizzonte e riflettere. E’ un attimo, un frangente impercettibile di tempo nell’universo degli eventi, tutto accade in pochi istanti nello “stadio” del circuito dedicato ai fratelli Rodriguez.

Lewis Hamilton ha portato a compimento l’opera massima, conquistanto il quinto iride dopo una garaccia corsa con i remi in barca, tutta in difesa e in sofferenza a causa del graining impossibile sulle sue gomme Pirelli. Diventano così due le gare consecutive in cui Mercedes ha sofferto con le gomme, proprio quando ha deciso – per evitare tediosi reclami – di chiudere i famosi mozzi forati, di cui tanto si è discusso.

A quanto sembra però la cosa sarebbe una semplice coincidenza. Siamo portati con troppa disinvoltura a pensar male, mentre con il grainig sofferto da Mercedes in Messico i mozzi (non più) forati c’entrerebbero in realtà ben poco, essendo una soluzione studiata in realtàper ovviare al diverso fenomeno del blistering.

Semplici ragionamenti – in una materia che resta misteriosa come un giallo di Arthur Conan Doyle – che non spazzano via tutte le perplessità sull’incertezza dei regolamenti e sull’operato di una FIA equivoca e irresoluta. Eppure, paradossalmente, a mettere la parola fine a tutte le polemiche ci ha pensato il grande sconfitto Sebastian Vettel.

E qui torniamo al famoso istante dove tutto si ferma, dove ogni gesto va assaporato e applaudito, goduto quale manifestazione sincera di sportività. Seba e la Ferrari hanno perso questo mondiale per milleuno diversi motivi: errori di guida, calo tecnico, sviluppi sbagliati. Un coacervo delle più disparate cause di una debacle annunciata. Eppure Vettel ha la forza di andare a sussurrare qualcosa a Hamilton, di complimentarsi con lui. Come Rocky con Apollo Creed, gli ha chiesto di non mollare e gli ha dato appuntamento alla prossima sfida, riconoscendogli una superiorità invero manifesta.

Ma è questo che rende unico Vettel; la capacità di saper perdere, di camminare a testa alta nel retrobox Mercedes complimentandosi con i “grigi”, la forza di abbracciare la sua nemesi Hamilton come se fosse un vecchio amico. La grandezza si scorge nei trionfi, ma anche nelle difficoltà. Hamilton ha regalato una pagina di sport destinata ad entrare nella leggenda, issandosi nell’Olimpo dei più grandi subito alle spalle di Michael Schumacher. Vettel con la sua signorilità ha legittimato i successi dell’inglese, stemperando sul nascere polemiche strumentali. Senza alibi, senza cercare scuse, senza scervellarsi sui regolamenti. Si vince e si perde, la ruota gira sempre, con o senza mozzi forati.

Antonino Rendina


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9 commenti
  1. Victor61

    29 ottobre 2018 at 19:22

    siamo alla farsa tragicomica…adesso è vettel che senza aver mai proferito verbo in proposito scagiona la Merc da una presunta quanto mai dimostrata irregolarità ma parlare ogni tanto anche di doppi sensori sulle batterie, di strane miscele oleose e di specchietti aerodinamici no? andiamo Rendina ma da quanto ti occupi di F1? tutti e dico tutti Ferrari compresa ciurlano nel manico per cercare di stare davanti il problema è che quando si perde si dovrebbe stare zitti e piantarla con illazioni da bar dello sport che non fanno onore a nessuno soprattutto ai perdenti reticenti

  2. .. non è normale

    29 ottobre 2018 at 19:26

    “presunta quanto mai dimostrata irregolarità” ? ma sei serio victor ? ah già scusa mi ero dimenticato che i ridicoli hater Ferrari-Vettel come te sono incoerenti di natura. patetico e ridicolo.

  3. francof1

    29 ottobre 2018 at 19:35

    Caro Victor61 ti ricordo che due gare con i fori tappati , siete stati stra battuti , quattro gare con i mozzi forati e i cerchi avete stravinto , se due piu due fa quattro , e la matematica non e un’opinione FAI UN PO I CONTI , E MUTO

  4. Magu

    29 ottobre 2018 at 19:41

    A parte il fatto che fino a quando una “soluzione tecnica” non viene dichiarata ufficialmente irregolare significa che possono usarla..leggendo l’articolo mi chiedo: Vettel cosa avrebbe dovuto fare con Hamilton andargli incontro e dargli un destro in faccia?..cosa ha fatto di tanto eclatante da renderlo unico?..si è dimostrato un uomo uno sportivo come, fortunatamente, lo sono la maggior parte dei campioni..onore al vincitore e onore all’aversario..questo è lo sport a tutti i livelli…

  5. cevola

    29 ottobre 2018 at 22:04

    Quello che tutti i tifosi della Ferrari credono e vogliono sentirsi dire è che la Mercedes ha vinto il Mondiale per via dei fori nei cerchi perché irregolari. La realtà è ben diversa poiché la stessa federazione non li ha giudicati tali, o almeno non si è espressa in termini espliciti. Questo significa che la soluzione è borderline, non necessariamente irregolare. Non rappresenta un vantaggio aerodinamico, ma è una soluzione che va interpretata. In Mercedes hanno studiato il regolamento e trovato una zona grigia su cui nessuno sa esattamente cosa dire. Ai Ferraristi fa comodo dire che sono irregolari, ma fosse stata la Ferrari a inventare una soluzione del genere, sareste tutti in favore e nessuno contrario. Bisogna accettare il fatto che Mercedes ed Hamilton sono stati superiori globalmente a tutti gli altri. Anno prossimo si ricomincia e vedremo se gli avversari saranno in grado di ribaltare il risultato finale.

  6. recharbo

    30 ottobre 2018 at 01:58

    Ma questo foro nei mozzi non è che funzioni come un aspiratore che crea una spece di effetto suolo ?

  7. mrwolf

    30 ottobre 2018 at 11:07

    Il regolamento dice che non e’ consentito avere soluzioni areodinamiche in movimento. Questo signifa che se i cerchi producono un effetto areodinamico sono irregolari altrimenti non lo sono. Tombazis ha detto che e’ trascurabile quindi e’ regolare. La realta’ e’ che seppur in minima parte producono un effetto areodinamico quindi dovrebbero essere irregolari. Questo getta ombre sull’imparzialita’ di Tombazis (ma guarda un po’) e sulla FIA in generale. La Mercedes non c’entra nulla proprio.
    Per quanto riguarda l’influenza sulla gara del Messico, in realta’ i fori servono per raffreddare la gomma quindi per contrastare il blistering. Il problema del Messico invece e’ stato il graining che e’ causato da eccessivo scivolamento cosa non collegata con il blistering in alcun modo.

  8. Zac

    Zac

    4 novembre 2018 at 00:24

    Cit.”Siamo portati con troppa disinvoltura a pensar male, mentre con il graini(n)g sofferto da Mercedes in Messico i mozzi (non più) forati c’entrerebbero in realtà ben poco, essendo una soluzione studiata in realtà per ovviare al diverso fenomeno del blistering.”
    Raffreddare i cerchi non significa solo fare lavorare i pneumatici entro la soglia massima di temperatura, ma anche abbassare la pressione dai pneumatici e questo limita lo scivolamento del pneumatico e l’insorgere del graining e ha un effetto decisivo sul grip della monoposto.

  9. Zac

    Zac

    4 novembre 2018 at 08:50

    Procedendo nella disamina, mi stavo chiedendo se c’è un comune denominatore che collega la vittoria della RedBull a Montecarlo a quella di Città del Messico. L’ipotesi che, al momento, accredito maggiormente è legata, ma solo indirettamente, alla potenza del motore Renault. Mercedes e Ferrari hanno power unit più potenti che, per essere sfruttate appieno, necessitano di una distribuzione dei carichi, statici e dinamici, più spostata sulle ruote motrici ossia sull’asse posteriore. Ricordo un vecchio teorema della guida sportiva: nelle curve veloci è preferibile un posteriore molto preciso (assetto leggermente sottosterzante), mentre nelle curve lente un anteriore molto preciso (assetto leggermente sovrasterzante) può dare maggiori benefici.
    L’effetto indiretto del maggior carico sulle ruote posteriori di Mercedes e Ferrari rispetto ai motorizzati Renault è il maggiore sottosterzo, e questo comporta nel caso di Montecarlo una velocità di percorrenza delle curve lente più bassa, nel caso del Messico un maggiore scivolamento dell’asse anteriore, con comparsa di graining specificamente sulle coperture anteriori, così come documentato dalle analisi di Sky Tech.

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