Formula 1 | Le pagelle del GP di Turchia

Bottas sugli scudi, Sainz diverte, Verstappen pensa al mondiale

Formula 1 | Le pagelle del GP di Turchia

Valtteri Bottas 10 Gara dopo gara il suo congedo dalla Mercedes è sempre più dolce; Bottas continua a dimostrare di essere in un ottimo stato di forma e la vittoria di autorità e qualità sull’asfalto bagnato di Istanbul è un piccolo capolavoro personale e un grande regalo al team mate Hamilton in ottica iridata. E’ la decima in carriera, ed è una delle più belle.

Max Verstappen 7 Da lui sul bagnato ti aspetti sempre il “numero”, il guizzo, l’attacco, che però non arriva mai. E quello del GP di Turchia è un Verstappen trascinato dagli eventi, che pensa al campionato e che guida quasi di inerzia, guadagnando punti su Lewis ma senza brillare come in altre occasioni.

Sergio Perez 7 Torna a dare una mano alla Red Bull dopo troppe gare in naftalina. La difesa su Hamilton è di classe, il podio è figlio di una strategia azzeccata.

Charles Leclerc 7,5 Velocità top sul giro secco e sulla distanza, si aggrappa ai primi, costruisce un podio meritato sognando anche in grande, ma lui e la squadra sbagliano strategia, tentando un azzardo che non paga e quando cambia le gomme gli altri viaggiano al doppio. Quarto posto, gli restano la prestazione e i rimpianti.

Lewis Hamilton 8,5 Danza sul bagnato disegnando traiettorie, ne sa una più del diavolo e infatti prega il team di non montargli in ritardo le intermedie nuove. Aveva capito tutto. Il più veloce in pista, ma solo quinto al traguardo e in difesa.

Pierre Gasly 7 Sbaglia in partenza speronando Alonso, ma alla fine il ritmo è buono ed è sesto al traguardo nonostante i cinque secondi di penalità.

Lando Norris 6 Non brilla, e se si spegne lui si spegne tutta la McLaren.

Carlos Sainz 8 Quanto gasa il nuovo Matador che infila avversari come spiedini, uno ad uno, risalendo sul bagnato e senza timori dall’ultima fila fino all’ottava posizione. Con un ritmo monstre e guidando in modo aggressivo, la miglior risposta a chi lo ritiene soltanto un passista.

Lance Stroll 6,5 Con una Aston Martin apparsa sempre abbastanza modesta è ancora lui quello che fa legna, sia in qualifica che in gara.

Esteban Ocon 6 Don’t stop me now cantavano i Queen e canta pure lui, che probabilmente sta ancora girando con lo stesso treno di gomme per le curve dell’Istanbul Park.

Antonio Giovinazzi 6,5 Rifila un secondo netto a Kimi Raikkonen (6, prova senza infamia e senza lode, gara regolare alle spalle del compagno) in qualifica e sfiora la zona punti. Di  più non può inventarsi con questa monoposto.

Daniel Ricciardo 4,5 Finita la magia di Monza, non supera il taglio del Q1, non rimonta dal fondo. Anonimo.

Yuki Tsunoda 5,5 Bravo a difendersi con gli artigli su Hamilton, facendo intravedere qualcosa di buono. Poi si gira da solo e manda tutto alle ortiche.

Sebastian Vettel 4,5 In confusione, spinge per avere le gomme da asciutto con pista ancora impraticabile, il rapporto con il team non sembra ai massimi livelli, lamenta mancanza di feeling con una monoposto obiettivamente deludente.

Fernando Alonso 5 La catena delle colpe come in una tragedia greca; Gasly gli rovina la gara e lui la rovina al figlio del suo antico e primo rivale in carriera. Va ad abbracciare Mick, bel gesto.

Mick Schumacher 7 Capolavoro in qualifica, dove mette insieme un giro davvero importante. Poi Alonso e la Haas fanno il resto, e in gara scompare.

Nikita Mazepin 3 In due qualifiche sul bagnato ha beccato quasi sette secondi di distacco da Mick nel giro veloce. Quattro secondi a Sochi e tre a Istanbul. Così è impresentabile.

Altri: George Russell (6), Nicholas Latifi (5,5)

 

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