Formula 1 | Sainz racconta il Madring: “In alcune sezioni sembra di essere a Spa e Silverstone”

Entro il 31 maggio sarà consegnata tutta la documentazione per l'omologazione definitiva

Formula 1 | Sainz racconta il Madring: “In alcune sezioni sembra di essere a Spa e Silverstone”

Mentre la Formula 1 continua ad affrontare le sfide tecnologiche legate ai nuovi regolamenti sulle power unit, il Gran Premio di Spagna si appresta a cambiare pelle, spostandosi dalla storica sede del Montmelò (ora GP di Catalogna, ndr) verso il cuore pulsante della capitale. Il progetto Madring, il nuovo circuito cittadino di Madrid, ha compiuto un passo fondamentale nel suo percorso di avvicinamento al debutto del 2026. A suggellare questo momento è stato Carlos Sainz, ambasciatore d’eccezione e primo pilota in assoluto a percorrere i 5,4 chilometri di asfalto che, dall’11 al 13 settembre 2026, ospiteranno la massima categoria del motorsport.

Il pilota madrileno ha effettuato un giro completo a bordo di una vettura stradale ad alte prestazioni, testando per la prima volta la reattività del fondo e la fluidità di un tracciato che promette di riscrivere gli standard dei circuiti cittadini moderni. L’obiettivo del sopralluogo non era solo celebrativo, ma tecnico: analizzare le zone di frenata, i cambi di pendenza e la visibilità nei tratti più tortuosi, fornendo i primi feedback necessari per l’omologazione finale della FIA.

Un layout che sfida i pregiudizi sulla velocità

Il tracciato di Madring si sviluppa attraverso 22 curve, alternando tratti estremamente tecnici a zone di puro allungo. Uno dei dati che ha maggiormente sorpreso i tecnici durante le simulazioni, e che Sainz ha confermato dopo i primi chilometri, riguarda la velocità media. Nonostante la natura cittadina, il circuito è stato progettato per permettere alle monoposto 2026 di sprigionare tutta la potenza del nuovo sistema ibrido, raggiungendo velocità di punta stimate intorno ai 330 km/h nel lungo rettilineo da 837 metri.

madring gp madrid

In merito alle prime sensazioni trasmesse dal tracciato, Sainz ha dichiarato: “Dopo aver percorso i primi chilometri, la sensazione predominante è che questo tracciato si riveli molto più rapido di quanto si potesse immaginare inizialmente sulla carta. Non ci sono momenti di pausa o zone morte; bisogna mantenere una concentrazione altissima in ogni singolo settore, alternando lunghi allunghi dove la velocità diventa estrema a staccate violente che mettono a dura prova la stabilità dell’auto”.

La prima sezione del circuito si apre con una curva a gomito progettata specificamente per favorire i sorpassi, per poi lanciarsi verso il primo grande sprint. La gestione della frenata alla curva 5 rappresenta uno dei punti critici dell’intero percorso, dove i piloti dovranno passare da velocità elevate a una percorrenza molto stretta in pochi metri. Subito dopo, la pista inizia a salire verso la zona di Las Cárcavas, caratterizzata da una pendenza che supera l’8%, alterando sensibilmente il bilanciamento aerodinamico e meccanico delle vetture.

Dal “Flow” di Spa alla vertigine di “La Monumental”

Una delle parti che ha più entusiasmato Sainz è la sequenza di curve veloci che caratterizza il settore centrale. In questa fase, il circuito abbandona la rigidità tipica dei cittadini per abbracciare una fluidità che ricorda i tracciati permanenti più famosi d’Europa. La necessità di mantenere un ritmo costante senza perdere velocità di punta metterà a dura prova l’efficienza delle nuove power unit, specialmente per quanto riguarda il recupero di energia elettrica, un tema centrale nelle discussioni tecniche del 2026.

Sull’analogia con altri tracciati leggendari, Carlos ha aggiunto: “Ci sono alcuni passaggi, specialmente nella parte centrale del percorso, che mi hanno ricordato molto da vicino le sequenze più famose di Spa-Francorchamps o di Silverstone per via della loro fluidità. Il ritmo in questa sezione è incessante e non ti permette di commettere il minimo errore; per riuscire a essere davvero veloci qui servirà una precisione millimetrica in ogni inserimento, cercando di sfruttare al massimo il carico aerodinamico che queste vetture possono generare nelle curve ad alta velocità”.

“La Monumental” del tracciato di Madrid – foto MADRING

L’elemento che però attirerà l’attenzione di tutto il mondo è senza dubbio “La Monumental”. Si tratta di una curva sopraelevata con una pendenza che tocca il 24%, un valore nettamente superiore a quello di Zandvoort. Questa sezione non è solo una sfida fisica per il collo dei piloti a causa delle forze G laterali, ma anche una sfida visiva, essendo una curva parzialmente cieca che si apre sull’orizzonte.

“L’esperienza di affrontare una curva come La Monumental è stata davvero sbalorditiva e quasi inattesa, non solo per l’inclinazione elevatissima che ti schiaccia nel sedile, ma anche per la particolare prospettiva visiva che offre a noi piloti. In certi istanti l’asfalto sembra quasi svanire sotto le ruote e ti ritrovi con l’orizzonte occupato interamente dal cielo; è una sensazione fortissima che renderà questo punto uno dei più iconici e fotografati di tutto il campionato mondiale”.

Il countdown verso l’omologazione FIA

Il percorso di avvicinamento al 2026 prosegue ora con scadenze serrate. La documentazione tecnica e i rilievi definitivi dell’asfalto saranno consegnati alla FIA entro il 31 maggio, data entro la quale si attende il via libera definitivo per l’omologazione di Grado 1. Il tracciato di Madring deve rispondere a rigidi criteri di sicurezza, specialmente nel terzo settore, dove la pista si fa più stretta vicino al quartiere fieristico e presenta passaggi delicati come il muro di curva 20 e il tornante lento della 21.

Il progetto di Madrid non rappresenta solo una sfida architettonica, ma anche un’operazione commerciale e sportiva di enorme portata. Riportare la Formula 1 nella capitale spagnola dopo 45 anni (l’ultima volta si corse a Jarama nel 1981) è un obiettivo che Carlos Sainz ha sostenuto fin dalle prime fasi embrionali. Per il pilota della Williams, correre sulle strade di casa non sarà solo un impegno professionale, ma un traguardo personale di immenso valore emotivo.

“Vedere Madrid tornare finalmente al centro del mondo della Formula 1 dopo quarantaquattro anni di assenza è un traguardo immenso per tutti noi e per la città stessa. Poter scendere in pista davanti al mio pubblico in un evento di questa portata, che aspira a diventare uno dei riferimenti dell’intero calendario, rappresenta la realizzazione di un desiderio che inseguivo da molto tempo; sarà, a tutti gli effetti, un sogno che si avvera”.

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