F1 | Red Bull, Verstappen: “Non sono preoccupato per l’affidabilità del motore Honda”

L'olandese: "La maggior parte delle volte la Toro Rosso ha preso delle penalità per scelta"

F1 | Red Bull, Verstappen: “Non sono preoccupato per l’affidabilità del motore Honda”

L’affidabilità del motore Honda non preoccupa Max Verstappen. La casa giapponese nel 2019 fornirà la propria power unit alla Red Bull, fresca di turbolento divorzio da Renault: un discreto alone di scetticismo, però, continua ad aleggiare intorno alla solidità del motorista di Tokyo. Nonostante i miglioramenti apportati quest’anno, difatti, la Toro Rosso-Honda ha incassato numerose penalità, sforando sia con Pierre Gasly che con Brendon Hartley il numero di componenti utilizzabili.

Secondo Verstappen, però, questo non è sinonimo di scarsa affidabilità: “Non penso che abbiano avuto molti problemi” – ha dichiarato ad Autosport. “La maggior parte delle volte forse hanno avuto delle brutte qualifiche quindi per loro non faceva molta differenza montare un nuovo componente ed è quello che stanno facendo. Non sono troppo preoccupato. Ci sono ancora parecchie gare in arrivo per comprendere il pacchetto e, per il prossimo anno, ci sarà un nuovo motore, è diverso. Imparano dai loro errori, il che è positivo. Sta accadendo anche in altri marchi, non solo in Honda. Quindi, non sono troppo preoccupato”.

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2 commenti
  1. Francesco

    11 agosto 2018 at 22:32

    dovresti max, dovresti….

    non è che quest’anno in TR ne abbia visto di belle…

  2. Raphael

    12 agosto 2018 at 13:58

    La Honda è un grande costruttore, ma il periodo del turbo con McLaren in cui dimostro una superiorità schiacciante gli ha forse dato delle aspettative superiori alla realtà, col turbo 6 cilindri, annichilò i concorrenti con l’introduzione di turbina a geometria variabile e materiali ceramici, ma oggi c’è poco da inventarsi con un regolamento che impone componenti e materiali. Ci ha provato la Mercedes sfruttando l’unico componente non “omologato” da regolamento, il motore elettrico del turbocompressore, oggi, da quanto ho capito, risolta la “svista” anche loro sono tornati nei ranghi di una omologazione regolamentare, purtroppo quando non puoi “inventarti” nulla migliorarsi diventa solo una questione di soldi, esattamente la strada opposta che a parole vogliono percorrere. La Honda deve “semplicemente” trovare il giusto equilibrio che impone il regolamento tecnico e la sua omologazione, a suon di test, reali e virtuali e utilizzare i materiali permessi più costosi, poi inserire il tutto nel miglior modo possibile nella monoposto, altri test, altri soldi, nessun colpo di genio, nessuna invenzione, il tutto per portare alla gloria il… pilota, l’unico protagonista di questa F1 pseudomonomarca, non so se Honda e altri costruttori siano tanto propensi a tutto ciò, e la ritrosia di molti costruttori a cimentarsi in questa categoria show ne è una dimostrazione.

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