F1 | Pagelle GP Australia – Tra eroi che non ti aspetti e delusioni

F1 | Pagelle GP Australia – Tra eroi che non ti aspetti e delusioni

Valtteri Bottas 10 La domenica dell’eroe che non ti aspetti, la magia (vittoria e giro più veloce) dello scudiero per definizione, sottovalutato probabilmente anche da se stesso. Una sorpresa, una novità, un piglio diverso, il finnico è un combattente inedito e per nulla remissivo, sin dalla partenza quando brucia Lewis e ciao. Altro che lesa maestà, altro che servigi dovuti e dolorosi. WE CAN BE HEROES, JUST FOR ONE DAY

Lewis Hamilton 8 Sbaglia la partenza, sciupando una pole position spaziale, e da lì fatica leggermente, non riuscendo a guidare come vorrebbe la Mercedes. Secondo posto in relatività tranquillità, ma stranamente non mostra lo smalto e la competitività del compagno di box. Venti secondi beccati da Bottas non sono numeri degni del dominatore che conosciamo. PERPLESSO

Max Verstappen 9 Uno dei pochi capaci di far divertire il pubblico in una gara intensa ma non certo entusiasmante. Il giro in qualifica è da campione, il sorpasso all’esterno su Vettel è una grande manovra, non si risparmia mai, insidiando la Mercedes numero 44 fino alla bandiera a scacchi. AGGUERRITO

Sebastian Vettel 7 Con una Ferrari lontana parente di quella “ammirata” nei test invernali e soprattutto nel 2018, evidentemente depotenziata e mai a proprio agio sul tracciato semipermanente australiano, il tedesco non commette errori, limitando i danni come può, ma scivolando mestamente giù dal podio. INCOLPEVOLE

Charles Leclerc 7 Bene dai, l’esordio così giovane con la Rossa l’avrebbe potuto mandare in crisi, Carletto da Monaco tentenna un po’ in qualifica e si concede un lungo in gara, ma per il resto c’è tutto: ritmo, maturità, testa. Molto saggio in partenza, a fine gara obbedisce all’ordine di scuderia di tenere la posizione e non attaccare il capitano Vettel. INTELLIGENTE

Kevin Magnussen 7,5 Di sostanza e con la solita cattiveria che lo contraddistingue nei duelli. Quando non eccede risulta sempre veloce e consistente. POSITIVO

Nico Hulkenberg 7,5 Gira e rigira la certezza per le squadre di midfield per cui corre è sempre lui. BOMBER DI CATEGORIA

Kimi Raikkonen 8 Con i campioni funziona così. Si caricano la squadra sulle spalle, la esaltano se seguiti dai tecnici, diventano punto di riferimento e portano risultati. Nono in qualifica ed ottavo in gara, e aveva la velocità per fare anche qualcosa in più, ma non riesce a passare la Renault. Per l’Alfa Romeo l’ottavo posto è un bel risultato. PIMPANTE

Lance Stroll 6,5 Porta la Racing Point a punti con una gara accorta e matura, e soprattutto ha ragione di quella vecchia volpe di Sergio Perez (voto 5,5), quest’ultimo in difficoltà nel traffico. Il punto è che bisognerebbe trattare Lance per ciò che è, ovvero un pilota valido come gli altri, non come un figlio di papà messo lì a caso. BRAVO

Daniil Kvyat 8,5 Probabilmente per il russo non ci sarà punto iridato più dolce. Lui, ripescato dalla Toro Rosso dopo essere stato silurato (più volte), corre una gara impeccabile riuscendo a vincere il derby con Gasly con tanto di sorpasso decisivo. Una soddisfazione impareggiabile, sotto gli occhi del mentore giudice Helmut Marko. DA RICORDARE

Pierre Gasly 5 Qualifica disastrosa, ma la colpa non è sua quanto della strategia della squadra. Lui però delude assai in gara, perché restare dietro alla sorella minore Toro Rosso, subendo per giunta il sorpasso da Kvyat, è un vero e proprio smacco. DELUDENTE

Lando Norris 6 Spreca con una gara imprecisa condita da piccoli errori il capolavoro fatto in qualifica. Ma è velocissimo, e si farà.

Alexander Albon 6 Più velocedi Kvyat in qualifica, si perde un po’ in gara, ma è giusto faccia la sua esperienza.

Antonio Giovinazzi 5,5 La sua Alfa Romeo raccoglie in pieno detriti sull’asfalto e la guida diventa difficile. Un peccato, eppure l’italiano si difende con le unghie e con i denti contro gli avversari che lo avvicinano, anche se il fine settimana nel complesso non è esaltante. Importante aver visto il traguardo anche in condizioni difficili.

Roman Grosjean 6 The same old story. Sembra incredibile, ma è quasi un replay del drammatico 2018. SFIGA

Daniel Ricciardo 5 L’irruenza, la troppa voglia di mangiarsi l’asfalto e gli avversari, fin troppo ottimismo in partenza, ma la Renault non è adatta al fuori pista. La gara perde presto uno dei protagonisti più attesi, nonché idolo di casa. FRETTOLOSO

Carlos Sainz 5 Sperando che non abbia preso l’eredità di Alonso in tutti sensi, perché motore in fumo e casco spagnolo sono un vero e proprio dejà vu.

George Russell 6,5 e Robert KubicaE’ difficile giudicare i piloti Williams, ma entrambi escono da Melbourne a testa alta e avendo completato la gara. Più brillante e meno problematico l’esordio di Russell, molto più tribolata la gara di Robert anche a causa di un contatto con Gasly che pregiudica le prestazioni della sua FW42.

GP Australia 6,5 Voto sufficiente solo perché qualcuno che ci fa divertire c’è (vedi Verstappen o Magnussen) e comunque la gara presenta duelli in tutte le posizioni (eccetto la prima) ma se le nuove regole dovevano aumentare i sorpassi l’obiettivo sembra clamorosamente fallito. Anzi con questi nuovi missili sembra addirittura diventato più difficile passare. Sceniacci quella della FIA…

Antonino Rendina

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4 commenti
  1. Magu

    17 marzo 2019 at 23:30

    Solito buonismo pro-Ferrari….

  2. sandrob

    18 marzo 2019 at 13:39

    I 7 alla Ferrari proprio non si possono leggere, visto il distacco dalle Mercedes e la Red Bull davanti. Soprattutto per Vettel, anche seguendo il tono buonista di Rendina, non si possono che risollevare l’eterno dilemma, è proprio la macchina che non andava, oppure Vettel che in caso di difficoltà ci mette del suo mollando e peggiorando la situazione? (Come già troppe volte gli anni scorsi). Non credo che la Red Bull fosse superiore eppure Verstappen ormai con regolarità ne tira fuori il massimo possibile e anche qualcosa in più, mentre Vettel non l’ha mai fatto nella sua carriera

    • giallo81

      18 marzo 2019 at 14:07

      sandrob, che il 7 ai ferraristi sia eccessivo sono d’accordo, che Vettel non sia Alonso purtroppo ti ci devi abituare (io ancora faccio fatica a farlo) ma che si sia addormentato non credo sinceramente:
      la ferrari faticava a stare in pista e con le gomme morbide faticava pure a tenere il ritmo della rb; anche Lecrerc, che abbiamo capito non essere uno stupido, ha faticato molto a parità di gomma con Vettel, per poi riuscire ad andare meglio solo con gomme più dure.

  3. voicelap

    18 marzo 2019 at 13:56

    “bisognerebbe trattare Lance per ciò che è, ovvero un pilota valido come gli altri, non come un figlio di papà messo lì a caso”. Solitamente i piloti validi non hanno bisogno che il PADRE diventi il maggior finanziatorie della scuderia dove corre il figlio. O che per poter approdare in una scuderia migliore sempre il PADRE se la debba comprare altriemnti NESSUNA scuderia che non abbia difficolta’ finanziarie se lo prenderebbe come pilota. Tutti scemi in F1 che si fanno sfuggire un pilota valido con il plus di un sacco di $$$ di valigia? Ieri ha battuto Perez perche e’ chiaro che per chi partiva nella seconda meta’ dello schieramento la tattica migliore si e’ rivelata quella con sosta ritardata. A Lance, a differenza di Perez, e’ toccata quella. Magari poi stara’ costanetemente davanti e mi ricredero’, ma che sia li solo perche’ e’ un figlio di papa’ e’ un dato di fatto. Punto

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