F1 GP Miami | Mercedes, Russell: “Sorpreso da McLaren e Ferrari, sono più veloci di noi”
"Ho sofferto tantissimo nel corso delle qualifiche Sprint", ha detto l'inglese, il quale scatterà dalla terza fila
Il ritorno della Formula 1 dopo la pausa di aprile ha visto il Miami International Autodrome trasformarsi in un laboratorio a cielo aperto per le modifiche alle nuove normative tecniche 2026. Con la conferma del nuovo regime di erogazione energetica, che prevede un super-clipping innalzato a e una ricarica limitata a , i team si sono presentati in Florida con la necessità di ricalibrare i sistemi ibridi su un tracciato cittadino estremamente esigente. In questo scenario, la Mercedes ha vissuto un venerdì dai due volti: se da un lato Kimi Antonelli in prima fila ha acceso l’entusiasmo nel box, dall’altro la sesta posizione di George Russell ha sollevato interrogativi sulla costanza di rendimento della W17.
La giornata inaugurale del quarto appuntamento stagionale è stata caratterizzata da una sessione di prove libere estesa a 90 minuti, una deroga concessa dalla FIA per permettere alle squadre di familiarizzare con le recenti modifiche regolamentari. Nonostante il tempo supplementare, il team di Brackley ha faticato a trovare la finestra ideale di funzionamento, specialmente sulla vettura numero 63. Russell ha lamentato una cronica difficoltà nel bilanciamento aerodinamico, aggravata da un surriscaldamento accentuato degli pneumatici che ha penalizzato le sue prestazioni nel settore centrale, il tratto più tecnico e tortuoso della pista di Miami.
Le criticità della W17 nel settore centrale
Il nodo cruciale del venerdì di Russell risiede nella gestione delle temperature. Mentre la W17 si era dimostrata una monoposto equilibrata nei primi tre round stagionali, le condizioni ambientali della Florida sembrano aver messo in crisi il sistema di raffreddamento e la gestione delle carcasse degli pneumatici. Nel settore centrale di Miami, dove la precisione dell’avantreno è fondamentale per affrontare le sequenze di curve lente, la vettura di Russell è apparsa scivolosa, impedendo al pilota inglese di aggredire i cordoli con la consueta fiducia.
Questa mancanza di armonia tra telaio e pneumatici è stata evidente nel passaggio dalla mescola media alla soft durante la Sprint Qualifying. Sebbene il tempo sul giro sia migliorato, il distacco dai battistrada è rimasto superiore alle attese, confermando che il pacchetto Mercedes, in questa configurazione, soffre particolarmente i picchi termici. A complicare il quadro è stato l’impressionante balzo prestazionale della McLaren, ma anche della Red Bull, oltre che della Ferrari di Leclerc quantomeno, che hanno introdotto aggiornamenti aerodinamici mirati a migliorare l’efficienza proprio in quelle aree dove la Mercedes oggi è apparsa vulnerabile.
Il confronto interno e le sfide del regolamento 2026
Il secondo posto conquistato da Kimi Antonelli suggerisce che il potenziale della W17 sia presente, ma estremamente sensibile alle variabili. Con i nuovi parametri che richiedono una gestione oculata della ricarica della batteria, i piloti devono bilanciare la spinta elettrica con la stabilità meccanica in frenata. Russell ha evidenziato come la ricerca del giusto compromesso sia stata più complessa del previsto, portando a una sesta piazza che lo costringerà a una gara Sprint tutta in salita.
La preoccupazione principale per Russell non riguarda solo il posizionamento in griglia, ma la velocità con cui i diretti concorrenti hanno saputo interpretare le evoluzioni del regolamento. Il salto di qualità mostrato dalle scuderie di Woking e Maranello ha ridefinito le gerarchie del weekend, spostando l’asticella verso l’alto e costringendo gli ingegneri Mercedes a una sessione notturna di analisi dati per tentare di recuperare terreno in vista della gara domenicale.
Al termine delle sessioni, George Russell non ha cercato scuse, analizzando con onestà le difficoltà incontrate e lo stupore per il passo mostrato dagli avversari.
“Anche se oggi si trattava della Sprint Qualifying e quindi non stiamo parlando della sessione più determinante dell’intero fine settimana, non posso nascondere la nostra delusione per come si è sviluppato questo venerdì. Nel settore centrale abbiamo riscontrato un costante surriscaldamento delle gomme e, in generale, abbiamo fatto fatica a individuare un bilanciamento soddisfacente per la vettura. Sarà fondamentale lavorare con estremo impegno durante la notte per comprendere le ragioni dietro queste difficoltà”.
“La parte più significativa del weekend deve ancora arrivare, ma è chiaro che dovremo compiere un salto di qualità se intendiamo inserirci nella lotta per le posizioni di vertice. Eravamo consapevoli che i nostri avversari avrebbero ridotto il gap grazie ai loro pacchetti di aggiornamento, tuttavia devo ammettere che l’entità del progresso mostrato da McLaren e Ferrari è stata sorprendente e, allo stesso tempo, impressionante. Non mi aspetto che la gara Sprint di domani ci offra grandi finestre di opportunità, considerando che non scatteremo da una posizione ideale; vedremo cosa accadrà in pista e punteremo a fornire una prestazione decisamente più solida nelle qualifiche principali di sabato pomeriggio”.
In una successiva analisi ai microfoni della stampa, Russell ha approfondito le sensazioni provate nell’abitacolo: “Sono rimasto spiazzato dal passo mostrato da McLaren e Ferrari; ci aspettavamo un loro avvicinamento, ma oggi sono stati oggettivamente più rapidi di noi. Per quanto mi riguarda, ho sofferto moltissimo durante tutta la sessione, forse a causa delle condizioni ambientali che hanno reso queste qualifiche davvero negative per il mio lato del box. Abbiamo mandato le gomme fuori dalla finestra di temperatura ideale e questo ci ha impedito di trovare il bilanciamento corretto, impedendomi di spingere come avrei voluto. Rimango sbalordito dai passi avanti compiuti dagli altri team, ora dobbiamo solo capire come evolverà la situazione nella giornata di domani”.
Anche la direzione tecnica, rappresentata da Andrew Shovlin, ha sottolineato come l’approccio al weekend non sia stato ottimale sotto il profilo operativo: “In un fine settimana caratterizzato dal formato Sprint è vitale iniziare con il piede giusto e purtroppo oggi abbiamo fallito questo obiettivo primario. Non siamo riusciti a trovare l’assetto ideale per la vettura durante le FP1 e i nostri piloti hanno faticato a estrarre il massimo potenziale sin dai primi passaggi. Sebbene il nostro ritmo sui long run sia apparso più promettente, non siamo ancora ai livelli di competitività che ci eravamo prefissati. A questo si sono aggiunti alcuni intoppi tecnici: un problema ha rallentato l’avvio di George e un altro guasto ha interrotto prematuramente il programma di Kimi, privandolo di giri preziosi con la mescola Soft”.
“Queste criticità si sono poi riverberate nelle qualifiche Sprint. Sebbene Kimi sia riuscito a gestire meglio la situazione, è evidente che abbiamo del lavoro da fare sia sul fronte della gestione energetica sia sull’assetto generale della monoposto. I nostri avversari sembrano aver portato in pista un incremento di prestazioni superiore al nostro per questo evento; la W17 si era dimostrata una vettura equilibrata su ogni circuito visitato finora, ma oggi è risultata ostica da gestire. Lavoreremo duramente per invertire la rotta in vista delle qualifiche del Gran Premio e della gara di domenica”.
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