F1 | Horner sul ritorno di Honda: “Credono ancora nel motore a combustione”

"Magari rivedremo dei V8 o V10 completamente sostenibili, sarebbe fantastico", ha aggiunto

F1 | Horner sul ritorno di Honda: “Credono ancora nel motore a combustione”

da Monte Carlo, Monaco

All’inizio di questa settimana la Honda ha annunciato l’inizio della collaborazione con l’Aston Martin a partire dalla stagione 2026 di Formula 1. Una notizia nell’aria da diverso tempo, ma fa specie come la casa giapponese, ritiratasi ufficialmente a fine 2021, salvo poi continuare a collaborare con la Red Bull abbia deciso di ritornare in pompa magna nella massima categoria del motorsport. Evidentemente la vision del Circus con i carburanti a impatto zero entro il 2030 hanno stuzzicato in Oriente, e Christian Horner, team principal della squadra di Milton Keynes ha detto la sua in merito a questo ritorno.

“Credo che questo annuncio sia positivo sia per la Honda che per la Formula 1 – ha ammesso Horner. Parliamo di un grande marchio con un’eredità importante nello sport. Ci siamo divertiti con loro e continueremo ad avere questa collaborazione per altri due anni e mezzo. Loro hanno annunciato il ritiro nel 2020, questo ci ha costretti a prendere una decisione a lungo termine su quale fosse la strada migliore per noi. Così abbiamo creato la Red Bull Powertrains, hanno accettato di diventarne fornitore tecnico e il rapporto di lavoro è ottimo. Nel 2026 Honda diventerà rivale, ma credo sia positivo per la Formula 1″.

“Il fatto che siano tornati dimostra che il motore a combustione non è ancora morto: c’è ancora vita in quella tecnologia, perché quando si sono ritirati lo hanno fatto per via dell’elettrificazione, ma credo che con carburanti sostenibili a zero emissioni e il percorso che la Formula 1 sta percorrendo per il 2026, il motore a combustione sia diventato nuovamente rilevante per loro, cosa che prima era fuori dai loro programmi. Quindi chi lo sa, magari riavremo dei propulsori V8 o V10 completamente sostenibili, non sarebbe fantastico?”.

“La nostra decisione di creare la RBPT è stata molto costosa, ma per diventare ancora più grandi non potevamo continuare ad essere dei clienti, quindi diventa fondamentale avere una power unit tutta nostra e che si integra completamente con il telaio, creando delle sinergie tra ingegneri di motore e telaio, quindi si tratta di un vantaggio significativo. Questo non sarebbe stato possibile senza il ritiro di Honda, quindi forse dovremmo ringraziarli per questo, ci hanno dato la spinta necessaria per creare la nostra struttura, e poi la partnership con Ford sarà entusiasmante per noi”.

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