F1 | Esclusiva, Giancarlo Minardi: “Per Ferrari sarà dura recuperare, ma non c’è niente di impossibile nel motorsport”

Il prossimo Historic Minardi Day si terrà nei giorni del 25° anniversario dalla scomparsa di Senna: "Mi auguro che sia un bell'evento perché Ayrton se lo merita"

F1 | Esclusiva, Giancarlo Minardi: “Per Ferrari sarà dura recuperare, ma non c’è niente di impossibile nel motorsport”

In occasione della presentazione del sistema RCST di telemetria umana (qui la news), all’autodromo di Vallelunga, era presente anche l’ingegnere Giancarlo Minardi, storico team manager dell’omonima scuderia di Formula 1. Approfittando della sua esperienza, nei giorni successivi abbiamo fatto una lunga intervista, spaziando tra il progetto, la Formula 1 e il Minardi Day, che quest’anno giungerà alla sua quarta edizione.

Era alla presentazione del sistema RCST, che idea si è fatto?

“Sono tutte ricerche e parametrizzazioni che già nel passato abbiamo cercato di fare. Ovviamente in questo momento grazie ad investimenti e disponibilità sta aumentando la ricerca sul corpo umano e sul comportamento che può avere un pilota in gara. Ben venga tutto quello può essere monitorato per migliorare le prestazioni e per avere un quadro completo, anche clinico, quando un pilota si esibisce in gara e in prova. Indubbiamente è qualcosa che nel tempo andrà a caratterizzare l’inizio della carriera di un pilota per vedere se in prospettiva può dare risultati.”

È stato recentemente riconfermato l’Historic Minardi Day per il prossimo anno sul circuito di Imola. Sarà un evento importante perché “cadrà” nell’anno del 25° anniversario dalla scomparsa di Ayrton Senna

“Stiamo lavorando per riuscire a fare una settimana di sport a tutti i livelli che riguarda sia il Minardi Day sia Ayrton, visto che era mio amico anche oltre l’ambito automobilistico. Sto collaborando con diversi enti per far si che venga ricordato nel migliore dei modi. Mi auguro che sia un bell’evento perché Ayrton se lo merita, quello che ha fatto per questo sport, del quale siamo tutti innamorati, è importante. Faremo del nostro meglio. Stiamo cercando di crescere per far diventare il Minardi Day un evento importante del Motorsport, soprattutto storico, perché la gente ha bisogno di conoscere e toccare con mano quello che è stato il passato. Senza di questo non ci sarebbe il presente e sicuramente neanche il futuro.”

Parlando di Formula 1, la Ferrari ha ingaggiato Leclerc, uno dei più giovani piloti a vestire i panni della casa di Maranello. Lei che idea si è fatto? Pensa che nonostante l’età possa reggere la pressione di una tuta ‘pesante’ come quella rossa?

“Io credo che quando uno ha le stimmate del campione regga la pressione a 19 come a 25 anni. È chiaro che l’esperienza è una somma di fregature che si fanno solo lavorando. Ha fatto vedere ottime cose nelle formule minori e in questo debutto in Formula 1 e come ogni buon cavallo di razza merita di correre. Non si devono tener frenati. Approvo questa scelta, anche perché sono sicuro che metterà molta pressione sul collo di Seb (Vettel ndr).”

L’accordo tra Alfa Romeo e Sauber è nato per dare vita ad una sorta di Junior team della Ferrari, pensa che Raikkonen verrà utilizzato come una specie di ‘insegnante’ per i piloti più giovani?

“Se questo verrà fatto, come ho scritto nel mio blog, sarà una mossa vincente. Perché il pubblico, che è anche legato ad un brand importante come Alfa Romeo, avrà la possibilità di vedere un Raikkonen, ultimo campione del mondo Ferrari, che va avanti con un marchio del gruppo. Se verrà fatto con il giusto spirito e se il compagno sarà Giovinazzi sarà una mossa vincente. Se invece il passaggio lo si è fatto per svernare, come si dice in termini calcistici quando un giocatore scende di categoria, non la vedo bene. È chiaro che Raikkonen ha ancora tanto da dare a questo mondo, ma bisognerebbe dare spazio ai giovani. La Ferrari non ha mai avuto uno Junior team nonostante nel 2002 avessi fatto una proposta del genere, ma se lo farà con l’Alfa Sauber sarà importante per avere supporto sia tecnico che politico. Io credo che il progetto del Dott. Marchionne fosse questo. Portare avanti un progetto come la FDA (Ferrari Drivers Academy) che sta facendo bene, basta vedere Leclerc e Giovinazzi, credo che sia una buona mossa.”

Parlando del campionato, dopo la gara di Spa sembrava che la Ferrari fosse la miglior macchina della griglia, poi prima Monza e poi Singapore hanno ridimensionato questa ‘idea’. Secondo lei è stato più il talento di Hamilton a fare la differenza o è stato Vettel che non ha reso quello che avrebbe dovuto?

“Credo che Vettel in questo momento sia in una fase annebbiata, ma non so da cosa derivi. Una macchina non diventa vincente o perdente da una gara all’altra. La Mercedes ha un ottimo team, un’ottima macchina e un ottimo pilota, sta lavorando in tranquillità e scioltezza e grazie a questo si raggiungono obiettivi che non erano programmati. Viceversa, una macchina abbastanza competitiva come la Ferrari è caduta in un momento difficile. Se andiamo a vedere i punti buttati da Vettel nelle prime dodici gare, il risultato di Singapore sarebbe quasi irrilevante, perché i punti sarebbero più o meno equivalenti, una gara non fa un campionato. Io credo che la Ferrari in questo momento debba ritrovare tranquillità e serenità e soprattutto gestire bene queste difficoltà che il pilota ha evidenziato, sperando che non sia come l’anno scorso, cioè un girone di ritorno disastroso, e che tutto quello di buono che era stato fatto nei primi 9/10 Gp venga vanificato. Io credo che con 6 Gran Premi da disputare si può dire ancora qualcosa, non è un’impresa facile perché abbiamo visto un Hamilton in grande spolvero e recuperare 40 punti non è facile, ma non c’è niente di impossibile nel motorsport.”

Cosa ne pensa della vicenda che lega Williams, Force India e Stroll?

“Io difendo i team costruttori, quindi difendo Williams e mi auguro che la Formula 1 non diventi un una categoria per 4 squadre con dei cloni. Stroll è un imprenditore, come il padre di Latifi. Sono imprenditori facoltosi, nel caso di Stroll: ha messo insieme un gruppo dove lui forse è quello con il più piccolo fatturato e hanno comprato una squadra. È ovvio che potranno mancare risorse economiche alla Williams, ma è un team storico e mi auguro che chi lo gestisce riesca a ribaltare questo trend negativo. Vedere in fondo alla griglia squadre come la Williams o la McLaren mi fa piangere il cuore. Stroll sta gestendo la carriera del figlio molto bene. Viene criticato, ma ha vinto tutto nelle formule minori. Se non si chiamasse Stroll e non avesse comprato un team, probabilmente saremmo difronte ad un altro pilota che ha vinto tutto ma che rimane a piedi, come può succedere a Ocon o Wehrlein. Suo padre l’ha gestito molto bene quando faceva le formule minori, aveva a disposizione un prodotto sempre valido e competitivo, ma non me la sento di criticarlo. Sarà la storia che ci racconterà e mostrerà se Lance Stroll con una macchina più competitiva può far parlare ancora di sé o no.”

Se lei si rimettesse i panni da team Manager, guardando verso la Formula 2, quali sarebbero i piloti su cui punterebbe?

“C’è un bel gruppo di piloti. Bisogna vedere le ultime gare, per il momento non me la sento di esprimere un giudizio. Per giudicare un pilota a me piace vederlo da vicino e magari averci lavorato. Ad esempio c’è Norris che ha un posto già in Formula 1, ma come lui ci sono alcuni piloti che hanno fatto diversi anni in Formula 2 e dimostrano di meritarsi il salto di categoria quindi vedremo.”

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