F1 | Regolamento 2026, Domenicali: “Ho parlato con Verstappen”. E Max invoca i V10 o V8

"Pur modificando qualcosa, queste regole non funzionano e non tutti lo ammetteranno pubblicamente", ha detto l'olandese

F1 | Regolamento 2026, Domenicali: “Ho parlato con Verstappen”. E Max invoca i V10 o V8

Il primo scorcio della stagione 2026 ha confermato i timori che molti addetti ai lavori avevano espresso durante l’inverno. Sebbene l’interesse del pubblico sia ai massimi storici e le tribune di Melbourne, Shanghai e Suzuka abbiano registrato il tutto esaurito, l’entusiasmo commerciale della Formula 1 si scontra con una realtà tecnica che i piloti faticano ad accettare. In questo mese di aprile, caratterizzato dal vuoto lasciato in calendario dalle tappe mediorientali, il paddock si è trasformato in un’arena diplomatica dove il futuro della categoria è oggetto di una trattativa serrata tra piloti, FIA e FOM.

Al centro di questa tempesta c’è anche Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo, nonostante il suo status di riferimento assoluto della griglia, è diventato il portavoce più attivo e costruttivo della fronda contro le attuali norme. Non si tratta più solo di opinioni espresse davanti ai microfoni, ma di una partecipazione diretta a tavoli tecnici dove i piloti hanno denunciato una maneggevolezza innaturale delle nuove monoposto. Il problema principale resta il comportamento della parte ibrida: il brusco calo di potenza elettrica a fine rettilineo, il clipping, non è solo un limite prestazionale, ma un concreto rischio per la sicurezza che potrebbe causare tamponamenti pericolosi a causa delle improvvise differenze di velocità tra le vetture.

Il fronte comune e la mediazione di Stefano Domenicali

L’opposizione di Verstappen non è isolata. Campioni come Fernando Alonso, Lando Norris e Carlos Sainz hanno fatto fronte comune, lamentando come la guida attuale sia diventata un esercizio di gestione energetica eccessivo, dove la pole position non premia più il pilota più veloce, ma colui che ha amministrato meglio la batteria. Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, riconoscendo l’importanza del contributo di Verstappen in questo delicato processo di revisione delle norme.

Sulla partecipazione del pilota olandese agli incontri, Domenicali ha dichiarato: “Abbiamo parlato molto con Max da quando queste regole sono state introdotte. Capisco la sua frustrazione e lui comprende il quadro normativo. Durante la riunione, si è mostrato molto interessato a proporre suggerimenti. È il miglior pilota in questo momento e la sua voce deve essere ascoltata. Il suo parere conta”.

Nonostante i tentativi di conciliazione, la tensione resta alta. La FIA può intervenire unilateralmente per ragioni di sicurezza, ma molte delle modifiche strutturali richieste dai piloti per rendere le auto meno pesanti e più sincere richiedono il consenso dei team principal, che si riuniranno lunedì prossimo per decidere quali interventi attuare a breve termine e quali rimandare.

La nostalgia dei motori puri e il rischio di un addio

Per Verstappen, la questione travalica il semplice dato tecnico ed entra nella sfera della passione. Il campione olandese non ha mai nascosto di considerare queste vetture come una Formula E sotto steroidi, un’espressione forte che riflette la distanza tra il motorsport che ama e la direzione attuale della tecnologia ibrida. Sebbene il suo contratto con la Red Bull scada ufficialmente nel 2028, le scarse prestazioni della RB22, attualmente confinata a centro classifica, unite al fastidio per i regolamenti, alimentano voci di un possibile ritiro anticipato o di una rescissione contrattuale.

Interpellato da ViaPlay sul tipo di direzione che vorrebbe per lo sport, Verstappen è stato chiarissimo: “In tal caso, sceglierei il ritorno dei motori V10 o V8”.

L’olandese ha poi rincarato la dose sulla necessità di un intervento immediato, sottolineando come la credibilità dello sport sia in gioco: “Il fatto stesso che ne stiamo parlando è già un passo avanti. Il problema è che, anche se queste regole possono essere un po’ modificate, in fondo qualcosa non funziona. Non tutti lo ammetteranno pubblicamente, ma è così. Io sto semplicemente cercando di adattarmi. Anche se mi ritirassi tra qualche anno, voglio che rimanga uno sport rispettabile”.

Red Bull tra crisi tecnica e l’addio di Lambiase

A peggiorare il clima in casa Red Bull è arrivata la notizia dell’addio di GianPiero Lambiase. L’ingegnere di pista britannico, dopo dieci anni di successi e un legame quasi simbiotico con Max, lascerà Milton Keynes per approdare alla McLaren. È stato lo stesso Verstappen a rivelare i dettagli di questo passaggio, dimostrando come il rapporto umano sia rimasto intatto nonostante le difficoltà della scuderia.

“Mi ha detto quale offerta aveva ricevuto. Gli ho detto: saresti un pazzo a non accettarla. Abbiamo già raggiunto tutto insieme. E ora ha ricevuto un’offerta incredibile, anche considerando la sua famiglia e la sicurezza che gli offre. Mi ha chiesto il permesso e gli ho detto che doveva farlo senza esitare. Voleva sentirselo dire da me”.

La partenza di una figura chiave come Lambiase è un altro tassello che potrebbe spingere Verstappen lontano dalla Red Bull, soprattutto se i cambiamenti regolamentari discussi in questi giorni con la FIA non dovessero portare a risultati tangibili nel breve periodo.

Prospettive future: il peso e il ciclo 2031

Stefano Domenicali, pur difendendo l’impianto generale del 2026 per proteggere gli investimenti dei costruttori, ha di fatto ammesso che la Formula 1 debba imparare dagli errori attuali. Se da un lato i numeri di mercato sorridono, con ascolti cresciuti del 25%, dall’altro è evidente che la complessità dei sistemi e il peso delle batterie stiano soffocando il prodotto pista.

Il CEO della F1 ha iniziato a prospettare un futuro diverso per il ciclo che inizierà nel 2031 (a meno di clamorosi ma non impossibili anticipi, ndr), dove l’obiettivo sarà quello di ridurre drasticamente i chili superflui grazie all’uso di carburanti sostenibili, permettendo così di avere motori endotermici più forti e un’elettrificazione meno invasiva. Tuttavia, per i piloti che oggi devono lottare con il clipping e con vetture pesanti, il 2031 sembra un orizzonte troppo lontano. La sfida per la FIA e la FOM è quella di correggere la rotta ora, ad aprile 2026, prima che la delusione dei piloti più rappresentativi si trasformi in un addio definitivo che lo sport non può permettersi.

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