Pagelle del Gran Premio del Brasile 2012

Pagelle del Gran Premio del Brasile 2012

Interlagos è sempre garanzia di spettacolo. Se poi ci organizzi l’ultima gara dell’anno, e se oltretutto piove… fate un po’ voi! Dal diluvio emerge ancora una volta Sebastian Vettel, che nonostante una gara ad handicap agguanta con merito il sesto posto che gli regala il terzo titolo di fila. Roba riuscita solo a gente del calibro di Fangio e Schumacher. Che saluta -a proposito- la platea con una gara eccellente. La gara -al solito, quando c’è da azzardare- la vince Button davanti ad Alonso. Buona [ultima] lettura!

Sebastian Vettel: 10 – Il prototipo del pilotino moderno, tutto comunicazione e niente sostanza/palle. Al via della gara in cui si gioca la stagione -bagnata, tra l’altro- gli va addosso Senna e lo spedisce in fondo al gruppo, con una parte di macchina che si regge con lo sputo. Recupera come un indemoniato fino alla zona punti, sorpassi su sorpassi. Gli si rompe la radio, sente ma non può farsi sentire. Niente. Ai box per montargli quattro gomme ci mettono mezz’ora. Niente. Hülkenberg e Hamilton si toccano, Hamilton va fuori gara e questo dà punti ad Alonso. Niente. Hülkenberg viene penalizzato, e si frappone fra lui e lo spagnolo. Altri punti ad Alonso. Niente, per non saper leggere e scrivere passa Kobayashi e Schumacher per mettersi al riparo. Gli dicono di rallentare, perché la posizione è sufficiente. Niente, lui continua attirare come un folle. E alla fine porta a casa il campionato. Con una macchina che -ripetiamo- si tiene assieme per sbaglio. Già, proprio il prototipo del pilotino moderno, che va forte solo se tutto fila per il verso giusto. TUTTI, e ci si mette anche il sottoscritto, dovranno farsi un esame di coscienza. Complimenti.

Mark Webber: 7 – Non fa danni, anche se a un certo punto ci va vicino quando all’ultimo momento si butta fuori pista per non speronare il compagno di squadra. Salva comunque l’onore lottando con chiunque gli capiti a tiro, dandole e prendendole, e soprattutto ponendosi in una posizione tale per cui, in caso di emergenza, una mano a Seb poteva darla. Non gli viene chiesto. Perché non ce n’era bisogno, chiaro, ma non gli viene chiesto. Onore al merito e merito all’onore. La sua gara è un po’ lo specchio della seconda parte della sua stagione, iniziata bene ma proseguita in maniera un po’ troppo approssimativa e incostante. La voglia di lottare c’è ancora. La costanza è sempre stato un po’ il suo limite. Così come la freddezza. Ma a Interlagos -lo ripetiamo- è stato utile, almeno potenzialmente. E questo ci basta per non bocciarlo. Semplice.

Jenson Button: 10 – Il JB che conosciamo questa gara l’avrebbe vinta. Non sarebbe caduto nella trappola delle prime gocce di pioggia, avrebbe resistito con le slick accumulando un vantaggio incolmabile. Come dite? E’ andata così? Ah, meno male. La prima safety car gli annulla il vantaggio, da lì è tutto un valzer con Hamilton -splendida la lotta tra i due, ci mancheranno come coppia- e Hülkenberg. Sì, ok. Ma il JB che conosciamo avrebbe aspettato con calma che la situazione volgesse a suo favore, magari sfruttando le circostanze e la lotta tra gli altri due contendenti, per prendersi la vittoria. Come dite? Ha fatto anche questo? Beh, allora non si merita meno del massimo dei voti. In questa gara saremo un po’ larghi, vi avvertiamo. E’ la sindrome dell’ultimo giorno di scuola che ci prende la mano. Abbiate pietà. Non giocate MAI, MAI, MAI a Risiko con JB. Tornereste a casa in mutande. Da oggi in poi lo chiameremo così. Maestro.

Lewis Hamilton: 10 – Anche in questo caso la sua ultima gara rispecchia in tutto e per tutto l’andamento del suo mondiale. Fenomenale alla guida, senza un errore di sorta, vittima di agenti esterni indipendenti dalla sua volontà. Sotto l’acqua andava come un treno. Così come JB e come l’Incredibile Hülkenberg. E’ in testa quando, doppiando la Caterham di Petrov, viene colpito da Nico che azzarda ottimisticamente un sorpasso per riprendersi il comando, entra in testacoda e gli sfascia la macchina. Peccato, davvero, l a sua avventura in McLaren non doveva finire così. Ma tant’è. C’è il sospetto, forte, che l’uno rimpiangerà l’altra e viceversa. Ma magari anche no, chi può dirlo, magari il bonus di spighe l’ha esaurito tutto quest’anno. Ad ogni modo, la sua gara è entusiasmante. E ci spiace sia finita anzitempo. Coraggio!

Fernando Alonso: 8 – Due le cose belle della sua gara. La partenza e soprattutto il sorpasso doppio alla coppia Massa/Webber. Poi in realtà non fa sfracelli, aspetta che la gara gli venga incontro, cosa che tra l’altro accade. Prima la safety car, poi il botto Hamilton/Hülkenberg con successiva penalizzazione per il tedesco, e di fatto si ritrova secondo senza capire bene perché. Purtroppo per lui non gli basta e il miracolo -di miracolo si sarebbe trattai, sul serio- non accade. Al solito massimizza il potenziale scarso della Ferrari. Ma così come nell’ultimo periodo pare nervoso, troppo, soprattutto in qualifica, e il gap da Massa -esagerato fino a metà stagione- anche qui è stato ridotto. Anzi. Chiaro che Felipe è progredito, parecchio, ma l’impressione è che Nando abbia patito la situazione. Anche se ci sta che combattere contro i mulini a vento ti logori. E ti faccia stufare. Contare solo sui danni altrui non è una gran strategia. E avere una vettura affidabile ma lenta non paga. Peccato. L’avrebbe meritato anche lui, il titulo. E soprattutto avrebbe meritato una squadra migliore. Don Chisciotte.

Felipe Massa: 8 – La sua pochissima figura la fa anche stavolta. Nonostante la squadra concentri tutte le energie -giustamente- su Alonso e lo lasci correre un po’ allo sbaraglio, con scelte strategiche un po’ bislacche e tempistiche strampalate. Ma lui, da professionista, se ne frega. Dà anzi una bella mano prima dando strada al caposquadra tappando Webber, poi piazzandosi tra Alonso e Vettel e portando la macchina sul podio. Questo, di fatto, era quello che gli si chiedeva. Compito assolto. Con la chicca della bellissima qualifica, ben davanti ad Alonso. E del calore del suo pubblico. Alla faccia della pressione paulista. Se avesse corso tutto l’anno così, tanto di cappello. Avrebbe forse potuto togliere qualche punto in più alla concorrenza. Ma son discorsi vecchi. Qui si valuta la gara. E la sua è stata eccellente. Per certi versi migliore di quella di Fernando stesso, viste la gestione strategica. Solido.

Michael Schumacher: 9 – Cos’altro dire? Con la stessa vettura Rosberg finisce quindicesimo, lui arriva settimo. In una gara che più complicata non si può, tra safety car, incidenti, acqua intermittente, è uno dei pochi a non perdere di fatto la lucidità, a non fare errori di sorta, e perché no a divertirsi, non avendo un briciolo di pressione sulle spalle. Gran bella soddisfazione, quella di chiudere così. Lasciando stare tutti gli annessi e connessi legati alla fine della carriera di un sette volte campione del mondo, l’unica cosa che ci viene da dire è che, per l’ennesima volta nella stagione, nel binomio pilota-macchina quello che ha più da recriminare è lui, e non il contrario. Ci resterà sempre il dubbio di cosa avrebbe potuto combinare al volante di una monoposto vera. Ce lo porteremo nella tomba e amen. Per ora… Grazie di tutto, Michael. Da uno che [perdonatemi la confidenza, ma siamo a tutti gli effetti alla fine di un’Era] ti ha sempre sopportato poco, ti ha a tratti odiato, ma ti ha sempre rispettato ed ha imparato a volerti bene proprio in questi tre anni. Da uno che ha scoperto un uomo diverso. Un pilota diverso. Gli mancherai.

Nico Rosberg: 5 – Udite udite. Colpisce un detrito con la posteriore sinistra. E nello stesso momento gli si affloscia la posteriore destra. Ora, va bene tutto, tutto quel che volete, ma questo è francamente troppo. Sono anni che la Mercedes fa a cazzotti con le gomme, per capirle, per sfruttarle, per andarci d’accordo. La sintesi, in questo rapporto di odio/odio, è proprio nella foratura di Nico. E’ tutto sbagliato, tutto da rifare, direbbe l’indimenticato Gino Bartali. Detto questo, va comunque ribadito che in una gara così tempo per recuperare ce ne sarebbe stato. Ma Nico si perde, annaspa nelle retrovie, fa fatica, sbaglia, si incasina, e alla fine si ritroverà a chiudere quindicesimo, doppiato. Tutto sbagliato, tutto da rifare anche in questo caso. Per una differenza di prestazioni così non ci sono scuse che tengano. Il prossimo anno arriva Lewis. Bisognerà capire se sarà lui, il primo avversario da sconfiggere, o se al solito sarà la sua freccia [spuntata] d’argento. In entrambi i casi, c’è ben poco da sorridere per il tedesco. Auguri.

Kimi Räikkönen: 8 – Significativo come quest’ultimo appuntamento della stagione sia un po’ la sintesi di quanto accaduto nell’arco dell’anno -o di una carriera- per molti dei protagonisti. Quando Kimi imbocca la stradina di servizio, trova il cancello chiuso, fa inversione a U e con la massima flemma rientra in pista credo che in pochi siano riusciti a non sbellicarsi dalle risate. E quando a fine gara si giustifica dicendo che nel 2001 quella strada l’aveva imboccata, e allora il cancello era aperto… beh, c’è solo da buttar giù il cappello e da fargli una statua. Ricorda, alla lontana, quegli anziani che non smettono di parlare della guerra che han combattuto sessant’anni fa. Quel “Mi ricordo che ai miei tempi….” che fa tenerezza e al tempo stesso induce al rispetto per chi appartiene ad un’altra epoca, più dura e difficile della nostra. Il parallelo è un po’ azzardato, ma pensateci. E ci piace pensare che il buon vecchio Kimi negli anni non sia cambiato di una virgola. Nonostante questo chiude comunque decimo, a punti, tagliando il traguardo in TUTTI i Gran Premi di quest’anno. Mancando la zona punti solo in Cina. Come fai a non adorarlo? Immortale.
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Romain Grosjean: 5 – Cinque come il numero di giri che compie prima di demolire la sua Lotus contro le barriere. Almeno stavolta non butta fuori nessuno. Ma non ci siamo. Incorreggibile.

Paul di Resta: 4,5 – Stavolta, ahilui, non ci ha capito niente. Costantemente nel groppone, mentre il suo caposquadra -grazie anche ad una felice intuizione strategica che di fatto gli fa risparmiare due soste ai box- lotta per la vittoria, non riesce a capitalizzare il potenziale della Force India nemmeno quando la Safety car ricompatta le vetture e concede a tutti una nuova possibilità. Ma non c’è trippa per gatti. Da qualche gara soffre lo stato di grazia di Nico, e in Brasile questo disagio esplode. Oltretutto distrugge pure la sua vettura a poche tornate dalla fine, quando tocca il cordolo nella curva più veloce della pista e finisce contro il muro. E’ tra l’altro fortunato a non farsi male, poteva finir peggio. Ma è l’unico aspetto positivo di una domenica da dimenticare. Ha bisogno di resettare completamente il cervello, per poter ricominciare il prossimo anno in maniera decente. Involuto.

Nico Hülkenberg: 9 – Ci prova. E fa bene, perché non ha niente da perdere. Ci prova, e fa bene, perché è giovane. Perché è bravo. E perché questa gara poteva vincerla. Peccato sia finita male, ma a nostro parere il gioco valeva la candela. La sua gara è entusiasmante. Segue la regola numero uno in condizioni difficili: se non sai come comportarti, fai come Jenson Button. Vedrai che se lui decide per una via, è di sicuro quella giusta. E in effetti il banco salta e si ritrova, alle spalle del Maestro, con un vantaggio imbarazzante sulla concorrenza. Poi le safety car glielo annullano, e lui decide che è arrivato il momento di vedere se l’allievo lo supera, il Maestro. A un certo punto si porta in testa, le dà, le prende, come già detto ci prova con Hamilton e gli va male. Non capiamo il perché della penalizzazione, ma ci adeguiamo. Oramai -a quanto pare- non è più permesso nemmeno entrare in testacoda sotto la pioggia. Chiude comunque quarto una gara per certi versi leggendaria, dall’epilogo generosamente ingenuo ma genuino e volitivo. Anche se l’allievo non lo supera, il Maestro -se si chiama così un motivo ci sarà!- c’è piaciuto. Peccato solo per com’è andata a finire. E per il non essersi scusato con Lewis. Ottimista.

Kamui Kobayashi: 8 – Voto forse esagerato, ma motivato dalla foga che mette in pista ad ogni sorpasso, ogni curva, ogni azione. Corre questa gara come se fosse l’ultima, e sa benissimo che potrebbe essere davvero così. L’uscita prematura di Pérez lo alleggerisce parecchio, lo si vede lontano un miglio. La generosità non gli è mai mancata, ma quest’anno ha subìto troppo il peso di un compagno scomodo e veloce. A Interlagos cerca -e parzialmente trova- la sua rivincita con una gara gagliarda. Gara compromessa a poche tornate dalla fine, quando ci prova con Michael Schumacher, il tedesco risponde con tanto tanto mestiere e lui finisce in testacoda. Per carità, perde solo una posizione, e la sua valutazione non viene penalizzata da quest’ultimo svarione. Però per uno che cerca soldi per restare in F1 girarsi in mondovisione a pochi km dalla fine del mondiale non è il massimo. Gli auguriamo comunque il massimo, ovunque si ritrovi a correre il prossimo anno. Tenace.

Sergio Pérez: sv – Finisce fuori dopo si e no un km. Una Williams gli frana addosso strappandogli l’ala posteriore. Incolpevole. Che ci crediate o no, è quasi la gara più positiva dopo la firma con la McLaren. Anche se è un peccato, si sarebbe potuto divertir parecchio con tutta quell’acqua. Abbattuto.

Daniel Ricciardo: 5,5 – Corre bene fino a tre quarti di gara, poi tenta l’azzardo tenendo le stick e quando riprende a piovere è costretto a cambiarle in regime di bandiere verdi, e non sotto safetu car. Gettando nel Water ogni possibilità di raccogliere bei punti. Peccato. Un giorno lo verrà a trovare un biondino tedesco che in F1 ha corso per Williams e Force India e il prossimo anno guiderà una Sauber. Un giorno questo biondino lo andrà a trovare, dunque, e gli dirà delle cose che suoneranno più o meno così. «Amico mio, ci son gare complicate, in cui le condizioni mutano velocemente e in maniera apparentemente inspiegabile. Dai retta a me. Non arrovellarti troppo, in quei casi, per prendere una decisione che nel 90% dei casi si rivelerà sbagliata. Fai come me. Fai quel che fa il Maestro. Non chiedermi come faccia lui, a decidere, ma fidati di lui. E vedrai che andrai lontano. Ah… un’altra cosa, non cercare mai di fregarlo…». Ingenuo.

Jean-Éric Vergne: 7,5 – Bravo, bravissimo, soprattutto per il risultato colto, frutto di una buona visione strategica della gara e di una freddezza encomiabile per un deb. Peccato solo che, alla ripartenza, si tocchi con Glock, rovinando di fatto sia la gara del tedesco sia -a posteriori- la stagione della Marussia in toto. SI cusa con lui -e meno male!- ma il poetato rimane. Peccato comunque perdonabile, perché in condizioni limite, tricky come dicono gli inglesi, sbagliare è -vivaddio- anche un diritto, che non va abusato ma pur sempre un diritto. E a parte questo conquista uno splendido ottavo posto finale che chiude nel migliore dei modi una stagione tutto sommato positiva che ha dimostrato che il francesizzo in F1 ci può stare eccome. A patto -questo lo aggiungiamo noi- che impari a qualificarsi meglio. Ma tempo per imparare ce n’è. Almeno un altro anno, a sentire i vertici della squadra. Evolutivo.

Pastor Maldonado: sv – Pronti-via e alla curva tre -non si capisce bene se qualcuno l’abbia toccato o se piuttosto abbia fatto tutto da solo- si gira e finisce out. Peccato. Scegliamo di essere garantisti e non lo bocciamo. Quantomeno lui si è garantito la riconferma. Svanito.

Bruno Senna: 4,5 – Buttar fuori all’ultima gara uno dei due piloti in lotta per il mondiale è da Oscar. Per tempismo, acume, senso della circostanza, delicatezza. Poi chiaro, le condizioni erano difficili, pista umida, gran caos, tutto quel che volete. Ma proprio per questo servivano non una ma CENTO attenzioni. Dice che Vettel non gli lascia spazio sufficiente, ma è una giustificazione traballante e pencolante. Il fatto che lui ci rimetta la gara non fa che aggravare il bilancio dell’errore. Imperdonabile.

Heikki Kovalainen: 6 – «E’ stato uno di quei pomeriggi in cui poteva succedere tutto e il contrario di tutto» ha spiegato a fine gara. Forse lo dice per giustificare il fatto che, dopo tutta una stagione da team leader, gli onori di aver riportato la squadra al decimo posto nel campionato costruttori se li prende tutti il Compagno Petrov. E a ragione, tra l’altro. Avendo ben poco da perdere, Heikki prova a differenziare le strategie rispetto a quello che fanno gli altri, ma l’azzardo non paga chissà che e alla fine dovrà accontentarsi -complici anche un paio di sbavature di troppo- del quattordicesimo posto finale. Peccato , così come sarà un peccato -probabilmente- non rivederlo al volante di una F1 il prossimo anno. Poi, intendiamoci, posti liberi ce ne sono ancora, ma perlopiù riservati a piloti con la valigia, una buona e robusta valigia. Cosa che il biondo di Rovaniemi non ha. Buona fortuna.

Vitalij Petrov: 9 – L’eroe di giornata è lui, poche storie. A Interlagos il Compagno Petrov si ricorda di quando, anni fa, scorrazzava per la taiga siberiana su strade ghiacciate al volante di una fiammante Uaz. Condizioni -fondo stradale vettura a disposizione- simili a quelle trovate a Interlagos. Che di fatto lo riportano a quegli anni, quando era giovane e spensierato. E da giovane e spensierato corre. Senza un pensiero. Sbaglia, va in testacoda, riparte, lotta. E alla fine il sorpasso a Pic immortalato in mondovisione -di lì a poco Hulk andrà addosso a Ham- regala a lui l’undicesimo posto e alla squadra il decimo posto nel Costruttori, proprio all’ultimo tuffo. Giù il cappello, dunque. Il pilota con la Valigia che regala lui stesso la valigia della FIA alla squadra. Questo sì che è socialismo. Il Padre di Tutti i Lavoratori, il maresciallo Stalin, sarebbe fiero di lui. Chissà che fine farà, il prossimo anno. Chissà se la riconoscenza è ancora un valore, in questa F1. Per ora… bravo, bravo, bravo. Del resto, se nelle formule minori lo chiamavano “Maghetto della pioggia” un motivo ci sarò. O no? Eroico.

Pedro de la Rosa: 7 – Tiene dietro Karthikeyan, non fa danni durante i doppiaggi, si concede solo uno svarione in tutta la gara, e alla fine racconta pure di essersi divertito. Girando su tempi dignitosi, aggiungiamo noi. Tutto sommato anche troppo, visto il clima in squadra, con i meccanici che nella serata di domenica avrebbero addirittura cercato di farsi giustizia da soli con i vertici della squadra che intendono chiudere baracca e burattini. Il suo comportamento, da professionista sempre e comunque, gli fa onore. Dura rivederlo al via, il prossimo anno. Ma come commiato ad un mondo, quello della Formula 1, che ha frequentato per parecchi anni, il Gran Premio del Brasile 2012 ci piace. Commiato bagnato, commiato fortunato. So long.

Narain Karthikeyan: 6,5 – Stralunato come al solito, con quegli occhi scuri che non sai mai cosa voglion dire, chiude buon ultimo anche l’ultimo Gran Premio della stagione e forse l’ultimo della sua carriera. Quanti Ultimi, in questo commento. Dice che le condizioni erano davvero difficili e complicate ma sottolinea di essere soddisfatto della sua prestazione. Fino a prova contraria lo siamo anche noi. Mantenere la motivazione in una squadra dove tutto cade a pezzi, a cominciare dalla vettura, è già di per sé una bella soddisfazione e indice di maturità E poi stavolta non gli è volato sopra nessuno… Chissà se, a titolo acquisito, Vettel sarà andato a scusarsi da lui per la storia del cetriolo di qualche gara fa. Sarebbe da gentiluomini. Meglio tardi che mai. Presente.

Timo Glock: 7 -La sua gara di fatto finisce quando gli piomba addosso Vergne, sfasciandogli la vettura, costringendolo ad una sosta supplementare e di fatto togliendogli la possibilità di difendere il decimo posto nel campionato costruttori per la Marussia. Che porta con sé, oltre all’onore, anche un bel po’ di soldini che fanno sempre comodo. Peccato, perché stava correndo bene e controllava agevolmente le Caterham. Ma la vita è così, a volte vieni punito dalle circostanze a causa di qualcun altro. Lui stesso, involontariamente, fu la variabile impazzita che consegnò all’ultima curva il mondiale 2008 a un certo Lewis Hamilton. Sempre a Interlagos, ve lo ricordate? Corsi e ricorsi storici, anche se stiracchiati. Il buon Giovan Battista Vico si strofinerebbe le mani soddisfatto. Un po’ meno il gran capo della Marussia. Ma così è la vita, signori. Sfortunato.

Charles Pic: 7 – Fuori causa Glock, sta a lui difendere l’onore della Marussia contro l’assalto disperato delle truppe Caterham guidate dal Compagno Colonnello Vitaly Petrov. Non gli riesce. Quando il russo gli arriva alle calcagna il francese ci prova, ma resiste si e no un paio di giri prima di capitolare. E di regalare soldoni -tra l’altro- a quella che sarà la sua prossima squadra. Ma è solo una coincidenza, beninteso, perché Charles al solito ci mette l’anima e corre bene, considerando sempre che si tratta della sua prima stagione in Formula 1. Il sorpasso subìto dal russo non rovina il bilancio super positivo della sua annata d’esordio. Il prossimo anno, alla Caterham, non sappiamo se e quali soddisfazioni potrà togliersi. Ma gli auguriamo di divertirsi e di continuare ad avere lo stesso approccio, calmo e determinato, mostrato finora. In Formula 1 i conti prima o poi tornano sempre Parola di Giovanni Lavaggi. Come, non sapete chi é? Studiate. Somari. 🙂

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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32 commenti
  1. biagiofelipe

    29 Novembre 2012 at 17:16

    secondo me massa meritava almeno mezzo voto piu di alonso, considerando che ha perso circa 30 secondi all’inizio quando era con la slick… per il resto concordo su tutto!! pagelle molto obiettive e quindi giuste e di piacevole lettura!

    • cont

      29 Novembre 2012 at 21:56

      concordo……una Mclaren stratosferica si e’ imposta come principale potenza in Brasile…se non ci fosse stato il kamikaze Hulkenberg sarebbe stata doppietta sicura con Ham davanti e JB dietro…

    • ianclo

      1 Dicembre 2012 at 11:47

      Concordo anche io sul fatto che Massa meritava qualcosa in più rispetto ad Alonso, ha fatto una bellissima gara, condita anche da una migliore qualifica al sabato. Spero davvero che l’anno prossimo ricominci da qui Felipe, e che con una macchina migliore potremo vedere più volte le due Ferrari sul podio.

  2. Armin K

    29 Novembre 2012 at 17:35

    Le paggelle più corrette su Internet !!!
    Sono ancora dipiaciuto per come è finita la gara di Lewis …

  3. Nico

    29 Novembre 2012 at 17:54

    GRANDEEEEE VETTEL 😛 )))))))))))))))))

    • nandovsvettel

      29 Novembre 2012 at 18:44

      complimenti a newey! il vero fenomeno redbull…

  4. reaper

    29 Novembre 2012 at 18:51

    soprattutto il sorpasso di Vettel su Schumacher è veramente degno di menzione.

    • reaper

      30 Novembre 2012 at 20:01

      ero ironico, una delle tante porcate nella marcia di Vettel e Redbull.

    • cesco

      1 Dicembre 2012 at 12:12

      da un campione come Shumy non mi sarei mai aspettato un sorpasso così “agevole” nei confronti di “redvettel” cmq non ha rispettato la sportività di chi segue questo sport!

  5. Frenk

    29 Novembre 2012 at 19:15

    Il sorpasso piú bello dell’anno.

  6. ZioAlessio

    29 Novembre 2012 at 19:50

    La safety car ha fatto una marea di casino. è vero, ha permesso a Schumacher di sdoppiarsi e di rimontare come un forsennato, ma è anche vero che JB e Hulkenberg si meritavano questo podio. Come anche Lewis, ecco. Tra l’altro, senza di quella non ci sarebbe stata la collisione tra i due e non si sarebbero alimentate le speranze di vincere il campionato per Alonso (l’unica cosa: in Rai non facessero gli gnorri per aver visto Massa rallentare QUATTRO secondi al giro per far passare Alonso. Ha senso, ma quanto meno non facessero gli gnorri.)
    E il Maestro è il Maestro. A me piace tantissimo, quest’annata è andata un po’ così così (purtroppo), ma fortunatamente il finale è di quelli col botto. Avanti così, e speriamo in un mondiale l’anno che viene, va.
    (Su Schumacher: le tue parole son bellissime e sono esemplificative di come questi tre anni non sono stati inutili. In fondo, la stragrande maggioranza delle persone, compresi chi lo detestava, è sinceramente dispiaciuta. Se non è parte dell’essere leggenda, questa…)

    • ZioAlessio

      29 Novembre 2012 at 19:56

      (Tra l’altro, sempre a proposito di JB, durante la telecronaca avevano segnalato come il ragazzo decidesse di suo che gomme usare, senza strategia dai box. Ghe pensi mi, insomma.

  7. larossanelcuore

    29 Novembre 2012 at 19:53

    caro Manuel Codignoni forse ti sei dimenticato che i sorpassi su sorpassi di vettel sono stati 2.
    e che non mi si venga a dire che dico questo perchè sono di parte , perchè io dico questo perchè c’è gente che giudica le cose senza andare ad analizzarle ma guardando solo il risultato finale.

    ciao a tutti gli appassionati!

  8. Federico Barone

    29 Novembre 2012 at 20:12

    Un solo appunto: sono del parere che la Vettura di Vettel non avesse affatto una parte che si regge con lo sputo. Questa (è opinione mia) è una leggenda. Non si corre una gara a quei rimi con una vettura in non buone condizioni. Il danno era – secondo me – più apparente che reale.

    Ma ho la sensazione che gonfiare le cose serva a rendere le corse più interessanti.

    Il 10 comunque ci sta tutto.

    • Francesco

      29 Novembre 2012 at 20:24

      sono d’accordo, come sono dell’opinione, opionione dico, che le pagelle non servano a una benemerita mazza e tanto meno al valore di chi le scrive, giusto per riempire una pagina web con delle stupidate degne di nota e che tutti leggono e commentano come somari…
      complimenti a codignoni: 10 in pagella!!!

      • Strige

        29 Novembre 2012 at 22:49

        complimenti per averti dato da solo del somaro…

      • Strige

        29 Novembre 2012 at 22:50

        complimenti per esserti* dato da solo del somaro…

  9. giaki

    29 Novembre 2012 at 20:50

    vettel non è stato da 10… rivedete ste pagelle pe favore… solo perkè ha vinto il mondiale nn deve meritarsi il 10…mah

  10. 91.

    29 Novembre 2012 at 21:21

    Belle pagelle, obbiettive e chiare.

  11. MSC Crociere

    29 Novembre 2012 at 22:08

    Se Vettel è da 10 allora anche Schumacher è da 10 perchè Vettel ripartendo ultimo, col gruppo a tiro e un razzo sotto il sedere è arrivato sesto, Schumacher da ultimo staccatissimo su un tosaerba diesel e all’ultima della carriera è arrivato settimo…signori questi tre anni saranno anche andati male ma quello che si è ritirato domenica è un fenomeno vero che poteva dare ancora tanto su una macchina valida!

  12. sschumy1

    29 Novembre 2012 at 23:07

    Pienamente d’accordo su tutto! A luigino avrei dato non piu di nove: possibile che se c’è da fare o subire un incidente da due o tre anni lui e’ sempre presente…poi button a mente libera gli sta lì…! Mah! Solo sensazioni ed opinioni opinabilissime…non sia mai!!!

    • TifosoHam

      30 Novembre 2012 at 12:11

      opinioni opinabilissime è da sangue di naso.

      il resto non ha senso

      • sschumy1

        30 Novembre 2012 at 21:57

        …non sia mai…scherziamo..e chi ve lo toccaaaa…tenetevelo!!!

  13. marco116d

    30 Novembre 2012 at 01:40

    guardatevi i tempi giro per giro…il vero mostro è stato ancora Schumacher …fosse nessuno se n’è accorto ma per la vettura che aveva volava…come fece nel gp del Brasile 2006… sotto la pioggia battente rifilava dai 3 ai 5 secondi al giro al suo compagno si scuderia Rosberg… che dire?

    • MSC Crociere

      30 Novembre 2012 at 10:19

      a fine gara schumacher girava in 1.30 rosberg in 1.35..io credevo che nico avesse avuto danni all’auto per avere una differenza del genere nei tempi ma se non e’ cosi’ ho i brividi.. 5 secondi al giro!

    • TifosoHam

      30 Novembre 2012 at 14:29

      ancora co sto schumacher………….

      lasciate in pace i morti e vivete di ricordi da bravi nostalgici quali siete.

  14. TifosoHam

    30 Novembre 2012 at 09:41

    ovviamente non concordo su tutto ma le tue pagelle sono meravigliose.

    sei davvero bravo

    forma e sostanza

  15. Lorenzo_Ayrton

    30 Novembre 2012 at 13:21

    D’accordo su tutto tranne che sul sorpasso di alonso su webber e massa, per me il merito è di quest’ultimo che ha rallentato webber ed ha permesso ad Alonso il sorpasso!

  16. Ele (mclaren)

    30 Novembre 2012 at 17:09

    non aspettavo altro per sapere il tuo personale commento sul “percorso alternativo” di Kimi intrapreso domenica ad Interlagos..
    10 a Button e a Lewis…la coppia nr. 1 della F1 che si divide aimè..personalmente mi mancherà come coppia e mi mancherà Lewis..
    ..ma lui sa dove è la sua casa e primo poi tornerà.. 😉
    CIAO LEWIS!…E GRAZIE DI TUTTO!

    • Camy

      30 Novembre 2012 at 22:12

      Vero, come coppia andavano molto bene, sicuramente la coppia di piloti migliore della F1! tra l’altro con caratteristiche abbastanza diverse che avrebbero reso possibile ad una ipotetica mclaren senza problemi di affidabilità di dominare sempre.

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