F1 GP Monaco | Pole strepitosa di Antonelli: “Non me l’aspettavo, abbiamo stravolto la macchina”
"La vettura era molto più reattiva rispetto a ieri, la squadra ha svolto un lavoro eccezionale", ha detto Kimi
Kimi Antonelli ha ottenuto la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Monaco di Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha inflitto un distacco di quattro decimi al compagno di squadra George Russell, che prenderà il via dalla sesta posizione sulla griglia di partenza. Accanto alla W17 del bolognese scatterà in prima fila Max Verstappen. Alle loro spalle si sono qualificati nell’ordine le Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, e la Red Bull di Isack Hadjar. Questo piazzamento corregge la direzione intrapresa dalla Mercedes nella giornata di venerdì, quando la vettura manifestava una forte instabilità e problemi di bouncing sui cordoli del circuito cittadino.
Il lavoro svolto dai tecnici durante la notte ha permesso di modificare i parametri delle sospensioni e l’altezza da terra della monoposto. Questo intervento ha restituito ad Antonelli una vettura più stabile e lineare nelle reazioni durante i tentativi decisivi della Q3.
Al termine della sessione, Kimi ha descritto il comportamento della vettura e le modifiche apportate: “Ci sono ancora aspetti che possiamo ottimizzare, ma il mio feeling con la vettura aumenta a ogni sessione e oggi ho vissuto una splendida giornata di qualifica. È stato un giro speciale in cui sono riuscito a unire perfettamente ogni dettaglio, guidando in modo pulito senza commettere errori o far scivolare la monoposto. Ho calcolato bene i rischi senza superare il limite e questa gestione mi ha premiato con la pole position. Si tratta di un risultato inatteso perché ieri eravamo molto indietro e dopo la seconda sessione di prove libere ero decisamente preoccupato”.
“Stamattina la macchina ha cambiato comportamento fin dal primo passaggio grazie a uno stravolgimento completo del setup operato dal team, che mi ha restituito grande fiducia. La guida è rimasta complessa perché la vettura faticava a mantenere tutte e quattro le ruote incollate all’asfalto, ma abbiamo fatto un grande progresso su questo aspetto. La squadra ha svolto un lavoro eccezionale sulla correlazione dei dati durante la notte per deliberare queste modifiche d’assetto. La W17 era molto più reattiva e tollerante sui cordoli e sugli avvallamenti, e questa evoluzione ci ha permesso di lottare direttamente per la prima posizione”.
Variazioni di bilanciamento e l’analisi del secondo settore
Le condizioni dell’asfalto hanno condizionato la prima parte della sessione ufficiale. Nella Q1 il livello di aderenza della pista era ridotto, alterando il bilanciamento della monoposto rispetto alle ultime prove libere del mattino. Antonelli ha dovuto gestire una temporanea tendenza al sovrasterzo prima che la traiettoria ideale si gommasse, ottimizzando poi la prestazione nel secondo settore, la zona più lenta e guidata del tracciato di Monte Carlo.
Il poleman ha spiegato la gestione di questa fase della qualifica: “All’inizio della sessione il bilanciamento si è rivelato più complesso del previsto, con la pista che offriva sensazioni anomale e poco grip. La vettura mostrava più sovrasterzo rispetto alle FP3, ma successivamente l’aderenza è aumentata e la macchina ha iniziato a funzionare in modo molto più lineare. Sono rimasto particolarmente soddisfatto del rendimento nel secondo settore del mio giro, dato che avevamo riscontrato problemi in quella zona per tutto il fine settimana, specialmente nelle curve cinque, sei, sette e osei. La gestione è stata ottima e questo mi rende molto felice”.
La gestione della pressione nei minuti decisivi della Q3
I distacchi ridotti tra i primi tre piloti hanno caratterizzato la fase finale della sessione. Max Verstappen e Lewis Hamilton hanno espresso parziali competitivi fin dai primi passaggi, obbligando Antonelli a un giro privo di imperfezioni.
Kimi ha commentato la tensione accumulata nel finale: “L’intensità in pista è stata altissima e sto ancora tremando per l’adrenalina. Su questo circuito non esiste alcun margine di errore e quando devi limare gli ultimi due o tre decimi di secondo tutto diventa maledettamente difficile. A essere onesto non mi aspettavo che Max e la Ferrari di Lewis potessero esprimersi su questi livelli, dato che nelle FP3 avevano mostrato diverse difficoltà. I loro team hanno fatto un lavoro incredibile per recuperare così tanto terreno e accendere una lotta così serrata. Sapere di avere Max così vicino e vedere Lewis così forte per tutto il fine settimana conferma che non è stato facile, ma sono felice di aver conquistato la pole”.
Strategie di partenza: evitare i soliti problemi
La gestione dello stacco frizione sarà il fattore determinante per l’esito della gara, dato che il tratto che separa la griglia dalla curva della Santa Devota è ridotto. Sul fronte meccanico, le attuali regole sulle power unit hanno semplificato le procedure di guida in qualifica, eliminando la necessità per il pilota di monitorare la carica della batteria nel giro di lancio, permettendo di concentrarsi solo sulle traiettorie.
Antonelli ha concluso l’analisi valutando i temi chiave della corsa domenicale e il comportamento dei motori: “So perfettamente chi scatterà alle mie spalle e conosco il loro valore, quindi sono certo che spingeranno al massimo per mettermi pressione fin dallo spegnimento dei semafori. Il nostro obiettivo principale sarà quello di effettuare una partenza pulita. In Canada abbiamo fatto un passo avanti da questo punto di vista, ma domani le condizioni ambientali saranno completamente diverse e dovremo valutare la situazione sul momento”.
“Sarà fondamentale mantenere un buon passo perché il degrado degli pneumatici potrebbe rivelarsi superiore rispetto alle nostre attuali previsioni. Non abbiamo effettuato long run lunghi ma solo brevi sequenze di passaggi, quindi non disponiamo di molti dati telemetrici a riguardo. Sappiamo che a Monaco superare è quasi impossibile, ma il ritmo resta fondamentale per poter spingere se si verificano imprevisti o neutralizzazioni. A Montreal, per la prima volta, sono riuscito a limitare le perdite al via, cedendo una sola posizione la domenica invece delle sei o sette delle gare precedenti. Il tratto fino alla prima curva a Monaco è molto corto, quindi non cercherò manovre azzardate ma baderò solo a fare uno stacco pulito. Riguardo alla power unit, concordo sul fatto che le nuove regole abbiano cambiato la qualifica”.
“Anche se il nostro motore è ottimo, oggi per la prima volta non ho dovuto gestire la batteria o controllare il volante nel giro di lancio per bilanciare l’energia elettrica e quella termica. Ho pensato solo a sfruttare al massimo il motore a combustione senza attivare la batteria prima del traguardo, concentrandomi esclusivamente sulla guida per andare il più veloce possibile. Per la gara di domani ritengo che i sorpassi resteranno difficilissimi, a meno che non si commetta un errore grave o non si verifichino problemi al via, perché il disegno di questo circuito permette a chi è davanti di difendere la traiettoria con grande facilità”.
Il calcolo del rischio nel settore finale
L’ultima sezione della pista, compresa tra le varianti delle Piscine e la Rascasse, richiede precisione geometrica per evitare l’impatto con le barriere. Senza dati cronometrici costanti all’interno del casco, Antonelli ha dovuto gestire l’ultimo tentativo basandosi sulla percezione visiva della linea d’arrivo.
“Mentre guidavo non conoscevo l’entità esatta del mio miglioramento. Ho guardato il display del delta solo prima dell’ingresso del tunnel e poi direttamente sulla linea d’arrivo, senza sapere quale fosse il tempo effettivo nel corso del giro. La sensazione era quella di una buona tornata in cui ogni elemento si stava incastrando nel modo giusto, specialmente nel secondo settore. La conferma ufficiale della pole postion mi è arrivata solo via radio dal muretto. Qui la concentrazione è talmente alta che l’unico pensiero fisso è guidare alla massima velocità possibile evitando errori che ti manderebbero a muro, scoprendo il piazzamento finale solo dopo il traguardo”.
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