Pagelle del Gran Premio del Bahrain

Pagelle del Gran Premio del Bahrain

Torna il Campionato Mondiale di F1 e tornano, puntuali, le pagelle di f1grandprix.it. La stagione dei 4 campioni del mondo in pista, delle nuove squadre, delle nuove regole e dei nuovi punteggi si apre con una doppietta Ferrari. Mattatore, anzi Matador, e' quel Fernando Alonso appena approdato alla corte di Maranello. L'ultimo pilota a conquistare la vittoria all'esordio con la Rossa fu Kimi Raikkonen. Ma grande protagonista della gara e' stato Vettel, fermato solo da un problema meccanico. Buona lettura!

Jenson Button: 5,5 – Le prende in qualifica da Hamilton, e in gara rimedia 22 secondi dal compagno di squadra. Francamente un po' pochino per un campione del mondo, ancorché all'esordio con la Mclaren. Passa Webber al pit stop ma e' incapace di imbastire una sola azione d'attacco ai danni di Michael Schumacher, che lo precede sul traguardo. A fine gara ammette di aver guidato in maniera forse un po' troppo conservativa. Ce n'eravamo accorti. Chiude settimo. Ci auguriamo gli serva da sveglia. Prudente.

Lewis Hamilton: 7,5 – La sua gara e' compromessa al via, rimane imbottigliato dietro a Rosberg e perde un'eternita' dai primi tre. Da quando, dopo il pit stop, si libera del finnotedesco (ci ostiniamo a chiamarlo cosi', per rispetto del grande Keke) i suoi tempi calano sensibilmente e guadagna terreno su Massa, senza pero' mai avvicinarlo davvero. Tuttavia il tempo guadagnato fa si' che, a differenza di Rosberg, riesca ad approfittare dei problemi di Vettel artigliando un posticino sul gradino piu' basso del podio. La McLaren di inizio stagione probabilmente non vale Ferrari e Red Bull, ma proprio per questo e' fondamentale massimizzare il potenziale in giornate come questa, evitando di strafare e far danni. Cinico.

Michael Schumacher: 6,5 – Il suo voto e' alla gara -anzi al weekend- e non al personaggio. Su quello, e sul suo ritorno, a parere di chi scrive si e' gia' detto molto piu' di tutto. Piu' lento di Rosberg in qualifica, e' bravo a infilare Webber a via e a guadagnare la sesta posizione, proprio dietro ad Hamilton. Controlla Button agevolmente nella seconda meta' del Gran Premio e chiude al sesto posto, dietro al compagno di squadra. C'era chi si aspettava miracoli e chi disastri: lui non incanta ma offre una prestazione tutto sommato onesta, regolare e concreta. Se si pensa al personaggio in questione quello che stiamo per scrivere puo' far sorridere, pero' e' cosi': puo' solo migliorare. Solido.

Nico Rosberg: 7 – Il 2010 e' la stagione piu' importante della sua carriera, e lui sa bene che partire con il piede giusto e' fondamentale. Quinto in qualifica, quinto in gara dopo aver a lungo occupato la quarta piazza, soffre oltremodo le gomme ultramorbide perdendo molto tempo nel primo stint. E' bravo a non farsi intimorire da Hamilton, che infatti lo passa solo ai box. Nel finale pero' non riesce a sopravanzare Vettel in difficolta', impresa tutto sommato alla sua portata. Ma complessivamente va bene cosi'. Non e' facile trovarsi in una squadra di nome Mercedes con un compagno di team come Michael Schumacher e non combinare casini. (Per ora) sta a posto.

Sebastian Vettel: 9,5 – Peccato. Domina il weekend fino a 16 giri dalla fine, quando un problema ad una candela interrompe la sua perentoria cavalcata e lo rallenta fino al quarto posto finale. Peccato soprattutto perché c'era molto di suo nella prestazione. Chiedere a Webber per ulteriori dettagli. Molto a suo agio sul circuito di Sakhir, domina le qualifiche, parte bene e tiene un ritmo che lo condurrebbe dritto dritto fino al primo gradino del podio. E' bravissimo a non perdere la concentrazione dopo il patatrac e a conservare la lucidita' per resistere quantomeno a Rosberg, conquistando un quarto posto comunque prezioso. La prestazione resta, cosi' come l'ottimismo per i prossimi appuntamenti. Bravo!

Mark Webber: 5 – Massacrato, letteralmente massacrato dal tedeschino compagno di squadra. Le prende in prova, parte male e in gara e' incapace di effettuare una qualunque manovra di sorpasso (ma nemmeno un attacco) nei confronti di chi lo precede – Button prima e Schumacher poi. Chiude addirittura ottavo, staccatissimo. A fine gara ammette che non e' stato il GP piu' eccitante tra quelli che ha corso. Su questo siamo perfettamente d'accordo con lui. ma deve darsi una svegliata subito se non vuole perdere dall'inizio credibilita' e peso in seno al team. Bastonato.

Felipe Massa: 8 – Con una qualifica spettacolare grida al mondo che l'incidente di Budapest e' solo un brutto ricordo, con una gara solida mostra che per il mondiale bisognera' fare i conti anche con lui. Pero', perché c'e' un pero', soffre l'aggressivita' di Alonso -che per quanto esperto e' pur sempre alla prima gara in rosso- e si fa fregare al via perdendo il secondo posto. Ma, soprattutto, subisce il cambio di ritmo imposto dall'Asturiano, che quando decide di spingere a fondo scava un solco profondo tra le due rosse. A onor del vero soffre anche di problemi di surriscaldamento, che giustificano in parte ma non nel complesso il distacco accumulato nel finale. Tuttavia lui ricorda che si tratta del suo miglior esordio stagionale, per cui… Bentornato.

Fernando Alonso: 9 – Un animale. Da corsa. Si qualifica una posizione dietro a Massa ma al via ristabilisce subito le distanze sopravanzando il brasiliano alla seconda curva. Segue Vettel senza riuscire a prenderlo ma, quando si prepara a lanciare l'offensiva finale, si vede servita la vittoria su un piatto d'argento a causa dei problemi del tedesco della Red Bull. Ma va detto che la progressione con cui stacca Massa e la sequenza di giri veloci messi assieme uno dietro l'altro e' da urlo. Specie se parliano di un pilota all'esordio con un nuovo team. L'annata storta con la Renault non lo ha fiaccato, anzi. E la vittoria lo proietta subito cone uno dei pretendenti piu' accreditati al titolo. Perentorio.

Rubens Barrichello: 6,5 – Nonno Rubinho non si smentisce e alla prima gara della stagione porta a casa la pagnotta incamerando un punticino prezioso e, tutto sommato, meritato. Anche perché tra i team di vertice non ci sono stati ritiri e la posizione raccolta e' dunque reale. Tiene a debita distanza il giovane compagno di squadra che ha i suoi bei problemi a cercare di non far danni, e con mestiere ed esperienza chiude al decimo posto togliendosi pure lo sfizio di compiere uno dei rari sorpassi. Immarcescibile.

Nico Hulkenberg: 5 – Si incasina al via per evitare di colpire altre vetture, ma poi finisce fuori pista dopo pochi giri alla curva 6. Oltretutto ammette di non aver capito, al momento, se si sia trattato di un suo errore o di un problema meccanico. Detto brutalmente, non crediamo sia il debutto che si aspettava. Dall'escursione fuori pista la sua gara e' una processione volta piu' a fare esperienza e ad accumulare km che a cercare di rientrare in zona punti. Chiude 14esimo, doppiato. Avra' modo di rifarsi. Rimandato.

Robert Kubica: 5 – Forse meriterebbe anche di piu' per la grinta fatta vedere in pista, ma l'incidente al via – per quanto le responsabilita' siano da spartirsi con Sutil – e' francamente imperdonabile. Rimonta dal fondo fino all'undicesimo posto, mostrando che la Renault tutto sommato c'e' e che avrebbe potuto raccogliere qualche bel punticino, ma questo non fa che acuire le responsabilita' legate al contatto. Le gare non si vincono alla prima curva (o alla seconda, in questo caso) e certe ingenuita' andrebbero evitate. Maldestro.

Vitaly Petrov: 6 – Siamo forse un po' larghi di manica con il russo, ma tutto sommato la sufficienza ci puo' stare. Non sfigura piu' di tanto nel confronto con un pilota di talento come Kubica -qualifiche escluse- parte bene e avrebbe le carte in regola per chiudere in zona punti. Poi, per sua stessa ammissione, scordola un po' troppo aggressivamente e danneggia una sospensione vanificando quanto fatto vedere finora. Pero' la stoffa c'e'. E non ci sentiamo di bastonarlo, forse perché -a torto, a ragione, chi lo sa- non avevamo grosse aspettative sulla sua prestazione. Alla prossima.

Adrian Sutil: 5 – Per spiegazioni sul votaccio vedi alla voce Kubica. Vanifica quanto di buono messo assieme in qualifica con un contatto alla seconda curva che lo spedisce in fondo al gruppo. Tra l'altro, va detto, gli va pure bene, perché sfiora anche il compagno di squadra. Immaginiamo la faccia di Mallya se avesse mandato in testacoda pure Liuzzi. Ammette di non aver ben capito cosa sua successo, probabilmente distratto dal fumo fuoriuscita dalla macchina di Webber, ma il patatrac resta. Chiude dodicesimo, neanche malaccio, ma nemmeno bene. Maldestro #2.

Vitantonio Liuzzi: 7 – Lo avevamo lasciato imbufalito al termine delle qualifiche, nelle quali non riusciva a spiegarsi il perché del ritardo accumulato, lo ritroviamo a fine gara al nono posto, con due punti in classifica e tante pacche sulle spalle da parte dei meccanici. Non sempre il Sabato del Villaggio e' verita' assoluta, verrebbe da dire. La sua gara e' concreta, solida, evita guai e gira su tempi regolari, complice un buono stato di forma della vettura. E alla fine si dice fiducioso per l'Australia, dove dovrebbero arrivare nuovi particolari tecnici. Bravo Tonio. Ottimista.

Sebastien Buemi: 5 – Al via non ne azzecca una nemmeno per sbaglio. Ascoltate: «Non sono sicuro di cio' che sia accaduto alla partenza, ma ho avuto molto pattinamento delle ruote, cosi non sono partito bene e tutti mi hanno passato. Dopo di che, il primo giro e' stato molto frenetico ed ho perso delle posizioni». Meno male che non si corre in 100, altrimenti sarebbe stato un vero disastro. Una volta superato lo choc prova a riprendere il ritmo ma resta bloccato dietro al compagno di squadra. Quindi la vettura lo abbandona nelle ultimissime fasi di gara, ma ci pare francamente il male minore. Onestamente poteva andar meglio. Sbigottito.

Jaime Alguersuari: 6 – Manica larga pure con lui, ma tutto sommato se la merita. Gettato nella mischia un po' allo sbaraglio l'anno scorso, in Bahrain ha messo in mostra una maggiore maturita' disputando una gara regolare, stando bene attento a non far danni e a portare la macchina al traguardo. Il tredicesimo posto finale non e' roba da spellarsi le mani, certo, ma puo' essere un discreto punto di partenza su cui imbastire il 2010. Ammette che non avrebbe mai potuto arrivare a punti a meno di qualche ritiro, e pure questo gli fa onore. Cresciuto.

Jarno Trulli: 6 – Anche lui e' vittima del caos alla seconda curva: finisce largo e sfila in fondo al gruppo. Non che prima fosse in testa, intendiamoci, ma comunque perde parecchio tempo. Si lamenta del sottosterzo, ma considerata la genesi e la storia della vettura ci pare il male minore. Alla fine e' pure rallentato da un problema idraulico, che lo spedisce in ultima posizione ma che comunque non gli impedisce di portare a termine la gara. Se escludiamo l'errore a inizio gara, era onestamente dura chiedergli di piu'. Minimal.

Heikki Kovalainen: 6,5 – Dalla McLaren alla Lotus. Se fossimo 30 anni fa sarebbe un passaggio tra top team, oggi purtroppo la storia e' un'altra. Lui pero' se ne frega, lotta, si sbatte, sgomita, ingaggia un duello con Glock, spinge. Alla fine il quindicesimo posto finale non rende giustizia all'impegno del finlandese, che onestamente non potava fare molto di piu'. Entrambe le Lotus tagliano il traguardo, comunque, e tra le nuove scuderie e' un record. Per la velocita' ripassare piu' tardi, please. Ma Heikki c'e'. Motivato.

Karun Chandhok: 5 – Cinque, come il numero di giri che conclude nell'arco del weekend. La gara del pilota indiano dura 2 tornate, quando finisce fuori pista danneggiando la sua HRT. Visti i tempi fatti segnare in prova verrebbe da dire che tutto il male non viene per nuocere… cattiverie a parte, difficile infierire sul deb indiano visti i presupposti in cui e' maturata la sua prestazione. Pero' se evitasse di far danni riuscirebbe anche ad accumulare un po' di esperienza in piu'… Maldestro #3.

Bruno Senna: 6 – La HRT e' quella che e', inutile aspettarsi miracoli. Lui lo sa bene, e' bravo a non incasinarsi cercandoli e a non farsi seppellire dalla pressione causata dall'altisonante cognome. Piu' abile del compagno di squadra, non fa danni e accumula km finché la macchina -afflitta da un sottosterzo micidiale- non lo pianta in asso. Un debutto tutto sommato positivo per lui, un po' meno per la monoposto, ma che ci restituisce un ragazzo maturo e coi piedi per terra. Dignitoso.

Pedro De La Rosa: 5,5 – A volte ritornano. Dopo un periodo di inattivita' lo spagnolo, con buoni trascorsi in Jaguar, Arrows e McLaren, torna al volante di una F1. Il rientro non e' certo di quelli col botto: e' coinvolto nel caos dele prime curve, finisce largo e perde posizioni. Era comunque dodicesimo quando l'impianto idraulico della sua Sauber, al ventinovesimo giro, decide che nella vita arriva anche il momento in cui bisogna avere il coraggio di dire basta. Peccato. Dice che aveva la velocita' per poter puntare ai punti. Forse e' un po' troppo, ma non ne avremo mai la conferma. Mezzo punto in meno, pero', per la presunzione. Birichino.

Kamui Kobayashi: 6 – Parte bene e recupera quattro posizioni nello spazio di un amen, raddrizzando cosi' una qualifica fallimentare. Si fa prendere troppo la mano, pero', e spiattella subito una gomma, con i conseguenti problemi di bilanciamento. Poco male: al dodicesimo giro il cambio getta la spugna, rendendo ininfluente anche l'errore strategico di partire con le gomme piu' dure. Grinta e personalita' non mancano al giapponese, certo. Magari riuscira' anche a convertirli in piazzamenti, piu' avanti. Per ora non abbiamo nulla da rimproverargli, se non una qualifica sottotono. Ardito.

Timo Glock: 6,5 – Diciassette giri. Questa la durata della sua gara. Diciassette giri disputati, pero', con il coltello tra i denti, come suo solito, e conditi con un sorpasso ai danni della Lotus di Heikki Kovalainen al termine di un bel duello, uno dei pochi visti in Bahrain. La Virgin e' quella che e', arranca ed e' fragile, tanto che lo lascia a piedi gia' al diciassettesimo giro. Lui pero' e' il solito mastino che si sbatte, lotta, si arrampica fino al diciannovesimo posto in qualifica e combatte con un cambio che gli nega prima la terza poi la quinta. Impagabile.

Lucas Di Grassi: sv – In qualifica le prende da Glock, e ci sta essendo un debuttante. La sua gara pero' parte bene con uno start discreto. Ma dopo appena nove giri e' costretto al ritiro da una magagna meccanica. Ingiudicabile, davvero. See you next time!

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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