Mercedes, Hamilton di nuovo leader e una Bottas di noia all’orizzonte…

La Stella a tre punte affiderà il sedile vacante ad una seconda guida: è la vittoria del figliol prodigo Lewis

Mercedes, Hamilton di nuovo leader e una Bottas di noia all’orizzonte…

Una sconfitta iridata che può tramutarsi in un’assicurazione sulla carriera; fuori dai giochi il coccolatissimo e benvoluto Rosberg ed ecco che Lewis Hamilton è tornato ad essere il perno centrale del progetto Mercedes in F1.

Il ritiro di Nico ha preso, per certi versi, in contropiede una Mercedes quantomeno lieta di festeggiare la corona iridata di un pilota tedesco e testimonial perfetto. Basta farsi un giro sugli ormai inflazionati social per rendersi conto di come Rosberg stia portando a spasso a varie latitutidini la sua sudata coppona, comportandosi già da adesso quale perfetto ambiasciatore per la Stella a tre punte.

Archiviata quindi una sfida fratricida durata tre anni, i diabolici grigioni diretti dalla diarchia Wolff-Lauda si sono guardati negli occhi e hanno deciso di rivedere un po’ di cose. Perdonato, con tanto di marcia indietro clamorosa, l’ammutinamento dell’Hamilton moviolone di Abu Dhabi, Totone s’è poi affrettato ad incontrarsi personalmente con il campione anglo-caraibico per rinnovargli la fiducia e fargli capire di essere l’unico cavallo di razza nel 2017. La pace, suggellata con tanto di foto social, è una vera e propria dichiarazione di intenti, che arriva cavalcando l’onda di un mercato piloti sbizzarrito, ma dal pathos pressoché inesistente.

Invero la Mercedes ha anche pensato di azzardare il colpaccio per entusiasmare la folla. Sebastian Vettel e Fernando Alonso sono stati nomi caldi, in realtà lo sono ancora per il 2018 – ne parleremo più in là – ma l’incombere minaccioso dell’indecifrabile 2017 ha consigliato una noiosissima svolta prudente e saggia.

Impossibile penetrare nei meandri di contratti pieni di clausole dei due succitati top driver, la Mercedes ha deciso – con buona pace dello spettacolo e dello show – di assuefarsi al più triste conformismo delle squadre dominanti; dopo tre anni di fuoco e fiamme il posto fisso sarà affidato ad un impiegato affabile, affidabile e mansueto. Il mascellone finnico Bottas è il profilo perfetto: mai una parola fuori posto, mai una parola e basta, guida solida, pilota bravo ma non eccelso, gran professionista ma poco funambolo. Walter il finnico è una scelta quasi più mesta di Pascal Wehrlein, altro grande candidato. Il giovane tedesco della Manor è ambizioso ed affamato, e pare avere un bel caratterino. Bottas invece – saggiamente guidato da una triade di manager esperti quale Diedier Coton, Mika Hakkinen e (sentite sentite) Toto Wolff – fa della professionalità il suo “mantra”.

Un pilota solido, costante, che non darà fastidio alla star della squadra, a quell’Hamilton capace di uscire più forte dalla sconfitta iridata. Tutt’è strapparlo alla Williams, ma non ci vorrà molto e Mercedes ha buone carte da giocarsi sul tavolo (leggasi sconto sulla fornitura delle power unit). La scelta umana di Nico Rosberg ha consegnato il palcoscenico ad Hamilton e adesso sarà complicato scalzare l’inglese da lì. A gennaio Mercedes darà l’annuncio scontato dell’ingaggio di una seconda guida, dello scudiero pronto a scortare Lewis. L’unica speranza per non addormentarci dinanzi alla tv è che una tra Red Bull e Ferrari (molto più probabilmente i bibitari) tirino fuori dal cilindro una vettura vincente. Altrimenti ogni gara sarà un beat del fuoriclasse hip hopparo numero 44…

Antonino Rendina


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