La Pagelle del Gran Premio di Spagna

Voti al Weekend di Barcellona

La Pagelle del Gran Premio di Spagna

MAX VERSTAPPEN 10 e lode

Tutti i record, si sa, sono fatti per essere battuti. Oggi, sulla pista del Montmelò, il giovane Max Emilian Verstappen ne ha battuti davvero tanti. Arriva così, quasi come un sogno, un evento che anche adesso potremmo chiederci: ma è successo davvero? La settimana prima viene scaraventato su una nuova macchina, e al primo weekend di gara … semplicemente perfetto, una favola. Una storia di quelle che si raccontano ai bambini prima di dormire, dove l’eroe trionfa quando ormai sembrava spacciato, senza nessuna chance. Ma qui l’eroe è uno che, seppur giovane, i suoi superpoteri li sa usare con una certa destrezza, e allora via nel tortuoso circuito di Barcellona, a tener testa ai più grandi campioni della moderna Formula 1. Non c’è mai stata parola più azzeccata per una situazione come questa, e mai una situazione tanto adatta a questa parola: CHAPEAU.

KIMI RAIKKONEN 9.5

Barcellona, Barcellona, perché sei tu Barcellona? Perché i sorpassi su questa pista sono più rari di una gara pulita di Maldonado? Quella che poteva essere la scenografia perfetta per il ritorno sul gradino più alto del podio dell’idolo delle folle finlandese, si è trasformata in una domenica dall’amaro in bocca. Capisci che se escono entrambe le Mercedes alla seconda curva, ti aspetti come minimo una doppietta dalla Ferrari, e invece quel lungo rettilineo non è mai troppo lungo. Kimi non ha nulla da rimproverarsi d’altro canto, per quindici giri è rimasto nei tubi di scappamento del giovane olandese ma senza riuscire a mettere le sue ruote davanti a quelle della RedBull. Altro che seconda guida o cosa, adesso è lui il diretto inseguitore di Rosberg in campionato. E attenzione perché ora sembra davvero in forma.

SEBASTIAN VETTEL 7.5

Solo sette e mezzo per un podio, quando di solito il terzo gradino è un grande obiettivo in una gara “normale”? Seb non va molto d’accordo con questa pista, e fin dal sabato dimostra di essere più lento del suo compagno di squadra. Al via, però riesce a rimanere davanti a Kimi andando all’inseguimento della prima posizione. Quando le strategie si diversificano lui marca stretto Ricciardo, riuscendo anche a passarlo, salvo poi dover rallentare per conservare le gomme ingaggiando un serrato duello con l’australiano. Quest’ultimo, si sa, non ci pensa due volte a sferrare degli attacchi micidiali quando si parla di sopravanzare un avversario e così alla prima curva va in scena il “cina bis” con un altro Torpedo che si scaglia addosso alla rossa. Seb si scalda ancora via radio, ma Seb, se non ci fossero piloti come Daniel, noi alla televisione che corse guarderemmo?

DANIEL RICCIARDO 6.5

Conti alla mano, tra i primi quattro è il pilota che più sta rosicando. In primis perché il suo neo compagno di squadra è il nuovo fenomeno della compagnia, e visto come gira il vento all’interno del box, c’è poco da essere contenti. In secondo luogo perché quello che era primo, dopo il suicidio Mercedes, era proprio lui, lui doveva andare a vincere la gara! Vuoi per il passo, vuoi per una strategia sbagliata, le cose sono andate diversamente. Daniel è stato poco pronto a prendere subito vantaggio dopo la ripartenza della Safety Car, tenendosi vicino Verstappen e le due Ferrari, e ne ha pagato le conseguenze. Fortunatamente la foratura negli ultimi passaggi non ha influito sulla sua posizione finale, talmente era distaccato il quinto classificato.

VALTTERI BOTTAS 7

L’unico sorpasso che il finlandese ha compiuto oggi è stato quello nei confronti di Carlos Sainz, nelle fasi iniziali della gara, dopo di chè ha sua marcia solitaria lo ha portato ad una distanza di sicurezza dallo spagnolo ma ha dato modo ai quattro di testa di scavare un divario mostruoso nei suoi confronti, dell’ordine di una quarantina di secondi. Buono il piazzamento finale e i punti portati a casa, ma competitività questa sconosciuta.

CARLOS SAINZ JR. 7

Dopo una super partenza, nella quale riesce a stare per qualche giro addirittura in terza posizione, lo spagnolo deve dare strada alle due Ferrari e alla Williams di Bottas, stabilizzandosi però sulla sesta posizione senza scalare in negativo la classifica. Grazie ad un passo non particolarmente veloce ma costante Carlos chiude la gara al sesto posto: un risultato ottimo, forse un po’ offuscato dall’impresa del giorno del suo ormai ex teammate.

SERGIO PEREZ 7

Altro cavaliere solitario di giornata, il Messicano, partito nono, conserva la sua posizione, scalando di due in avanti per ovvi motivi, ma per tutta la gara non vede un’anima, né davanti né dietro. Ottiene altri punti per la Force India, che in questo periodo di magra non fanno mai male, anche se la vettura delle due più inquadrata oggi è stata quella del compagno di squadra al momento del ritiro. Saranno contenti gli sponsor.

FELIPE MASSA 6

Sufficienza tirata per il pilota brasiliano, che ha saputo mettere una pezza appena soddisfacente al disastro combinato il sabato in qualifica. Partendo diciottesimo su questa pista serviva più che un miracolo per arrivare più in alto dell’ottava posizione. Grazie ad un buon undercut riesce a farsi largo tra i piloti del gruppo centrale, portandosi sulla dodicesima posizione. Anticipando anche la seconda sosta sopravanza il duo della McLaren, affrontando in pista la Haas di Gutierrez. Alla fine chiude ottavo regalando soli quattro punti alla sua squadra, quando il potenziale della macchina era almeno da quinto sesto posto.

JENSON BUTTON 7.5

Quando uno è conscio dei propri limiti, può anche gioire per un risultato che ad altri può sembrare poco significativo. Ma la gara dell’inglese è tutt’altro che poco significativa. Viaggiando in tandem con il compagno di squadra, le due McLaren si stabilizzano da subito nella parte bassa della zona punti, senza però accennare a scendere da quelle posizioni. Rimangono in lotta con le due Haas per buona parte del settore centrale della gara, ma alla fine, grazie anche ad una migliore strategia Jenson riesce a stare davanti a Grosjean e Gutierrez, conquistando altri due punti nella sua tabellina.

DANIIL KVYAT 6

Sufficienza data a mo’ di incoraggiamento. C’è davvero poco da dire, quando ti degradano e chi ha preso il tuo posto va a vincere la corsa. Tutto sommato lì sul gradino più alto ci sarebbe anche potuto essere lui, chi può dire il contrario. La vittoria di Verstappen è stata anche merito di una buona dose di fortuna. Ma tornando a Daniil, si è visto lungo tutto il weekend in contraccolpo che ha accusato per questa storia dello scambio dei piloti. Sempre alle spalle di Sainz, in gara sempre in posizioni poco rilevanti, salvo poi svegliarsi nel finale e agguantare in punticino grazia ad un po’ di parapiglia negli ultimi giri.

ESTEBAN GUTIERREZ 6

Per una volta la sfortuna non lo perseguita come aveva fatto nelle prime quattro gare, e lui, finalmente, per buona parte della corsa viaggia nella zona punti o appena a ridosso come il proprio compagno di squadra. Quando ormai sembrava fatta, proprio nei giri finali si lascia sfuggire quella decima posizione a favore di Kvyat, in rimonta con gomme più fresche. Sarà per la prossima volta.

MARCUS ERICSSON 6.5

Finalmente una buona prestazione anche da parte del pilota Svedese della Sauber, che riesce a portare la sua vettura non molto lontano dalla decima posizione. Anche se i punti sono ancora una chimera, oggi Marcus ha fatto vedere dei buoni spunti in vari duelli con le Renault.

JOLYON PALMER 6.5

Anche l’inglese della Renault ha la sua rivincita sul compagno di squadra, che in tutte le precedenti gare lo aveva battuto sul risultato finale, mentre invece qui in Spagna ha chiuso alle sue spalle. Nonostante abbia dovuto saltare buona parte delle prove libere, Jolyon è riuscito a mantenere un passo gara costante, che però, sfortunatamente non gli ha permesso di avanzare troppo in classifica. Cio nonostante la sua gara è stata forse la più convincente dall’inizio della stagione.

KEVIN MAGNUSSEN 5

Dai favolosi punti del Gp di Russia, ecco un nuovo tuffo nel vuoto. Inaspettato, tra l’altro, dato che probabilmente il team sta puntando molto su di lui, e anche per il fatto che finora era sembrato sempre una spanna sopra il suo compagno inglese. Qui al contrario non riesce a trovare il bandolo della matassa e chiude la sua gara nelle ultime posizioni dello schieramento, per una domenica che di certo non farà fatica a dimenticare.

FELIPE NASR 5

Non un guizzo, non una manovra degna di nota. Che gara si corre là dietro nelle posizioni di rincalzo? Cosa succede al Felipe Nasr che abbiamo apprezzato all’inizio del 2015, ormai sparito da troppo tempo?

PASCAL WEHRLEIN 6

A dire di tutti un talento al pari di Verstappen, purtroppo rimarrà relegato in questo team ancora per molto, almeno finché qualcuno dei due big nel team principale non si farà da parte. Nel frattempo rifila legnate su legnate al proprio compagno di squadra, l’unico che con una macchina così si può sperare di battere.

RIO HARYANTO 5

Fisso all’ultima posizione non ci regala un grande spettacolo.

ROMAIN GROSJEAN 7

Il ritiro negli ultimi giri gli toglie la soddisfazione di chiudere un’altra gara solida, ai marginidella zona punti, con un’altra rimonta da una posizione di partenza un po’ defilata. Finale sfortunato di una gara interessante.

FERNANDO ALONSO 6.5

Al momento del ritiro Fernando si trovava in zona punti, quindi il rammarico per questo ritiro, che già è tanto dato che qui si corre nella sua Spagna, cresce ancor di più, ma come lui ben sa, ci sono giornate di gloria, come al Gp di Russia, e giornate meno fortunate.

NICO HULKENBERG s.v.

Dopo un terzo della gara la sua vettura lo abbandona costringendolo al ritiro. A quel punto non era proprio messo bene, ma concediamogli il beneficio del dubbio con questo “senza voto”.

LEWIS HAMILTON 0 & NICO ROSBERG 0

Prendiamo il peggio da entrambi. Hamilton parte ancora una volta male, e allora gli si chiude la vena. Dentro a tutti i costi, costi quel che costi. Ed è costato parecchio. Rosberg, esce lentissimo dalla curva tre, si vede Lewis arrivare sparato e andare verso destra e gli chiude ogni spiraglio mandandolo sull’erba e sbam, strike servito. Di chi sia la colpa, sinceramente non ce la sentiamo di sbilanciarci troppo, di fatto, però, questo incidente poteva essere evitato, e i vertici del team non saranno affatto contenti al momento. Solo un appunto ai vertici della Mercedes: se chi è davanti alla prima curva ha il diritto di andare a vincere la gara, noi cosa continuiamo a guardare le gare a fare?

 

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