Intervista esclusiva a Jacques Villeneuve

Intervista esclusiva a Jacques Villeneuve

Abbiamo raggiunto telefonicamente il campione del mondo di F1 1997 Jacques Villeneuve, e con lui abbiamo parlato del suo ritorno alle corse in Nascar, della situazione attuale del Campionato del Mondo di F1 2010 e degli sviluppi futuri della sua carriera. Cliccate QUI per scaricare l’audio originale dell’intervista.

*Jacques, partiamo dall’attualità più stretta. Com’è andata la gara del ritorno in Nascar? Che prospettive hai per il futuro?

JV: Mah, direi che è andata quasi benissimo [letterale, ndr]! Già in qualifica ero secondo, ho fatto tutta la gara secondo con alcuni giri in testa e con bei sorpassi. I fans, i giornalisti, hanno accolto molto bene la mia prestazione. Poi abbiamo avuto un problema elettrico a due giri dalla fine. Peccato. Adesso c’è la gara di Montreal il 29 agosto e sto cercando di fare quella di Watkins Glen, due settimane prima. Le porte si stanno aprendo tranquillamente per la Nascar, sono abbastanza positivo. Ma dall’anno scorso lavoro anche per il rientro in Formula 1, non smetto di pensarci.

*Infatti, periodicamente il tuo nome viene riassociato a quello della F1. Ma c’è qualcosa di vero? C’è la possibilità di rivederti al volante di una F1?

JV: Si, la possibilità c’è, è abbastanza buona, ed è per questo che non mi sono concentrato esclusivamente sulla Nascar. La possibilità esiste ancora ed è difficile dire di no se si presenta l’occasione…

*Puoi dirci con chi stai trattando?

JV: No! [ride, ndr]. E’ dall’anno scorso che ci stiamo lavorando, vedremo tra due o tre mesi se la cosa va avanti o no. Ci sarà un momento in cui dovrò prendere una decisione e scegliere se continuare a cercare la F1 oppure concentrarmi solo sulla Nascar.

*Ti piacciono le gare di F1 quest’anno?

JV: Sono bellissime! Certo, ci sono le solite piste, come Bahrain o Barcellona, in cui non succede mai niente. Però il resto dell’anno è stato molto buono. E’ cambiata leadership in campionato molte volte, succede quasi sempre qualcosa in gara, o dei sorpassi, dei casini [letterale, ndr], è molto divertente.

*Ti prudono ancora di più le mani a vedere queste gare così divertenti, così combattute?

JV: Si, vedendo come vanno le macchine sì. Anche perché le regole di quest’anno sono quelle che volevo io dieci anni fa. Lo avevo anche detto. In molti avevano reagito negativamente a quelle mie richieste, però ora le macchine sono effettivamente così.

*Qual è il pilota che ti ha impressionato di più finora, quello in cui riconosci di più il tuo spirito combattivo?

JV: Webber e Alonso.

*E che mi dici di Hamilton, uno sempre discusso, sopra le righe, sempre al limite, anche dei regolamenti?

JV: E’ uno che ovviamente va veloce, ora è anche davanti a Button nel campionato. Però quando c’è da usare la testa Button riesce a sfruttare meglio le situazioni. Sul tempo sul giro Hamilton sembra capace di andare più forte, ma per il campionato serve un mix tra le due cose.

*E come rapporti di forza tra le squadre? Red Bull? McLaren? Ferrari? Chi è favorita?

JV: Non lo so, cambiano di continuo. L’unico team che è sempre stato veloce è la Red Bull, le altre fanno passi avanti e indietro, non sono molto costanti. L’unica che è costante è la Red Bull, ma è riuscita a perdere così tanti punti dall’inizio del campionato che è anche capace di perdere il titolo!

*Quindi, secondo te, andrebbe gestita diversamente anche la rivalità tra i due piloti in seno alla squadra austriaca?

JV: Mah, è giusto che li lascino correre uno contro l’altro, però quando uno commette un errore [lui usa un termine ben più colorito, ndr] bisogna dirglielo, non fare come hanno fatto a Istanbul dicendo a Vettel che non aveva fatto niente di male. Quando fai una cappella [letterale, ndr] l’hai fatta, basta!

*Inevitabile chiederti un commento sul ritorno di Michael Schumacher

JV: Fino a Montreal è andato bene, a Monaco ad esempio era stato bravo, anche se poi ha violato quella regola sul sorpasso ad Alonso. Anche se sul giro secco all’inizio gli mancava un decimo o due da Rosberg, in gara era in grado di compensare con l’esperienza. A Montreal invece è andato male, e non so perché.

*In passato ci si è lamentati spesso della povertà delle griglie di partenza in F1. Quest’anno la situazione è un po’ cambiata, ci sono più auto, eppure c’è chi -come Montezemolo- non perde occasione di sparare a zero sui nuovi team. Ma chi ha ragione?

JV: Più macchine ci sono meglio è! Perché poi c’è un po’ di azione dietro, c’è sempre qualcosa in più da vedere, per me va bene. E poi in passato ci sono state macchine più lente di quelle che sono le HRT oggi. Negli ultimi dieci anni si è creato un sistema elitista, adesso questo mondo sembra tornato un po’ più com’era prima, ed è necessario. Prendete la Minardi: quindici anni fa non andava, oggi va a punti con la Toro Rosso. Bisogna lasciarli entrare, in un modo o nell’altro, perché se una squadra sparisce non ci sono più abbastanza macchine. E il Circus diventa più debole se ci sono meno vetture. Non riesco qual è il problema se ci sono più macchine, per la Ferrari non cambia nulla.

*Domanda da un milione di dollari. Chi vincerà il mondiale quest’anno?

JV: Per adesso è tutto aperto, è impossibile dirlo. E’ il campionato più aperto degli ultimi anni. E’ bello, interessante, non si sa mai chi sarà più il veloce nella prossima corsa, e anche all’interno di gare che sembravano finite succede sempre qualcosa negli ultimi giri. E’ questo che è interessante, non vedere 50-60 sorpassi in una gara. Se così fosse, infatti, vorrebbe dire che sono facili e sarebbe meno interessante. Adesso ci sono gare appassionanti anche quando ci sono pochi sorpassi.

*Hai vinto il mondiale di F1, il campionato di F.Indy e la 500 miglia di Indianapolis. Per completare il grande Slam ti manca solo la 24h di Le Mans. Nel 2007 e nel 2008 ci hai provato sfiorando il colpaccio. Ci riproverai?

JV: Sicuramente. Però Le Mans è una gara che va fatta solo se hai una vettura che può garantirti la vittoria. Del resto, a Le Mans ci puoi correre anche abbastanza tardi, nella tua carriera. Quando ho affrontato l’avventura con la Peugeot [nel biennio 2007-2008, ndr] ne valeva la pena, però adesso aspetto di vedere quello che succederà riguardo alla F1 o alla Nascar, quelle sono le mie priorità. E’ comunque una gara mitica, e tutte le gare mitiche sono importanti e da vincere.

*Lavoriamo di fantasia. Se domani un team manager ti chiamasse e ti offrisse di tornare a correre in F1 dalla prossima gara, cosa risponderesti?

JV: Dipende dal tipo di squadra. Se sali in macchina domani non puoi essere al livello di uno che ha effettuato prove, test e quant’altro. Quindi ci vorrebbero almeno 2-3 gare per trovare il ritmo. Dovrei avere la certezza di poterle fare, altrimenti diventa impossibile fare bene. Devi avere la tranquillità di sapere che hai il tempo di costruire la tua esperienza per le gare.

*E se ti chiamasse la Renault per sostituire Petrov?

JV: Non succederà. Però conosco bene la gente lì, e sarebbe facile lavorare con loro.

*Con chi ti piacerebbe tornare?

JV: Con qualsiasi squadra che riesce a finire a punti e che sta lavorando per crescere. Se devo andare per arrivare sempre ultimo… beh, è difficile. Quello che hanno fatto con la Lotus è buono, perché è una squadra che ha un futuro, che debutta -anche se sul versante sbagliato della griglia- con un progetto di 3-4 anni che può portarla a migliorare e ad andare più forte. Se guardi la HRT, invece, sembra che stia solo sopravvivendo. La vedo dura ad andare lì.

*Un’ultima curiosità. Novità in vista per la tua carriera musicale?

JV: Per adesso non c’è niente. Ho fatto il disco ma non ho più proseguito quest’attività. Sono arrivati i bambini e non ho avuto più tempo di concentrarmi sulla musica. Adesso la cosa importante è rimettere in moto le corse.

*Anche perché, come hai dichiarato, chi è pilota resta pilota per sempre…

JV: Finché vivrò le corse saranno ciò che mi fa vivere, che mi fa battere il cuore.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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6 commenti
  1. Luca

    25 giugno 2010 at 11:24

    Peccato davvero per Jacques, da campione un po’ sopravvalutato, nei primi anni, è fino con l’essere un pilota molto sottovalutato…

    Arebbe dovuto restare in un top team quando era ancora sulla cesta dell’onda, tornare ora con una monoposto di serie B, a quarant’anni non ha molto senso.

  2. Daniele

    25 giugno 2010 at 11:42

    Grande Jacque!
    Se torna sono contento, anche se magari non potrà competere con i giovani di adesso, almeno puo’ portare un po di simpatia nel circus..

  3. Daniele

    25 giugno 2010 at 11:44

    Potrebbero anche affiancarlo a Vettel per insegnare un po’ di civiltà al tedeschino.. =P

  4. AlexMah

    25 giugno 2010 at 17:07

    jacques villeneuve è una grandissima persona

  5. ridas22

    25 giugno 2010 at 17:38

    Se è tornato Schumacher, deve tornare anche Villeneuve

  6. alex

    9 luglio 2010 at 02:01

    Grande jacques,un vero campione del mondo,purtroppo sottovalutato…,vincitore anche della formula indy e della 500 miglia di Indianapolis,nonchè secondo nella 24 ore di le mans,molto veloce e penalizzato tragicamente dai cambiamenti elettronici del post 2001 ,cambiamenti che ha sempre criticato come dice anche nell’intervista,se non avesse fatto scelte sbagliate (bar) seguendo il suo patrigno manager craig pollock ,avrebbe vinto molto di più soprattutto alla fine degli anni 90 e i primi anni 2000,l’occasione di andare in renault nel 2001 la ebbe ,anche con una buona offerta contrattuale,ma pollock lo fece desistere….

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