Intervista a Raffaele Marciello

Il giovane pilota FDA parla del suo passato, del presente con Trident e del futuro

Intervista a Raffaele Marciello

Poco prima che iniziasse il weekend del Gran Premio d’Italia abbiamo avuto modo di intervistare Raffaele Marciello, classe 1994 ed attuale pilota del Team italiano Trident in GP2 nonché pilota della Ferrari Driver Academy dal 2010. Questa è la seconda stagione per Marciello nella categoria propedeutica alla massima serie, dopo aver vinto il campionato F3 Europa nel 2013. L’abbiamo incontrato nel motorhome della sua scuderia il giovedì pomeriggio dove, sorseggiando un caffè, ci ha raccontato le sue esperienze ed i suoi sogni.

Raffaele, puoi raccontarci come hai cominciato ad avvicinarti al mondo delle quattro ruote?

«Avevo circa quattro anni, era il 1999 e mio papà correva a livello amatoriale durante i weekend, un suo divertimento. Così un giorno mi fece provare un kart adatto alle mie dimensioni e cominciai a girare in un piazzale, non esistendo dei tracciati che fossero adatti ad un bambino della mia età. Passai circa due anni così, sebbene non abbia che dei ricordi sfuocati di quel periodo. Dai sei anni e mezzo in poi ho potuto cominciare a correre ufficialmente nei campionati ed ho compreso quanto mi piacesse guidare, la prima vittoria è arrivata subito dopo».

Hai avuto e hai tuttora un mentore, che ti segue e consiglia durante i weekend di gara?

«Mio papà è sempre stato con me sin da quando ho cominciato, mentre di meccanici ne ho cambiati diversi sin da quando correvo nei kart, così come gli ingegneri in questi ultimi anni. Ora che sono dentro al progetto Ferrari Driver Academy c’è Francesco Ocon che mi segue sia durante la preparazione che nei weekend di gara».

Come ti trovi all’interno del Team Trident?

«Mi trovo bene. Quest’anno abbiamo avuto delle difficoltà a trovare il giusto set-up per la monoposto, siamo stati piuttosto lenti in alcune situazioni mentre in altre siamo andati meglio. Nel complesso non è una stagione positiva sino a qui, ma cercheremo di tirare fuori il massimo per le restanti quattro gare del campionato».

Sapresti dirci quali sono state le maggiori difficoltà incontrate da te e dal tuo Team in questa stagione?

«Il bilanciamento della vettura è stato uno dei punti cruciali senza dubbio, facendosi risentire sul passo gara e sul degrado delle gomme. In qualifica non andava male, sono riuscito a stare costantemente nella Top 6, poi in gara però le gomme si consumavano sempre troppo in fretta rispetto a quanto previsto, penalizzandoci ed obbligandoci ad una strategia diversa».

Come hai giudicato l’ingresso del DRS in questa categoria?

«A mio parere non è cambiato tantissimo. Lo stile di guida è sempre lo stesso ed anche in gara le differenze sono minime, tanto che i sorpassi non sono molto differenti, nella modalità, da quelli della passata stagione».

Marciello in azione durante il Gran Premio di Gran Bretagna

 

Spiegaci cosa significhi far parte della FDA.

«È una bella esperienza sotto molti aspetti. Dal 2010 vivo a Maranello, dove posso non soltanto allenare le mie capacità di guida grazie al simulatore di GP2 e F1, ma anche curare l’aspetto mentale e quello fisico – aspetti non trascurabili».

Hai avuto occasione di provare la Sauber, monoposto di F1. Quali sono state le tue impressioni, confrontandole con una GP2? Tale esperienza ti ha aiutato a crescere?

«Ma in realtà Formula 1 e Gp2 non sono tanto diverse. Le gomme Pirelli fanno molto la differenza, infatti influenzano molto il modo di guidare di un pilota. Quando nello stesso weekend guido sia la Gp2 che la F1 non mi risulta così difficile cambiare da una macchina all’altra. Sicuramente grazie a questi test ho acquisito molta esperienza anche per il fatto di andare in un team nuovo e lavorare con persone nuove».

Ed ora la domanda ‘ostica’ a cui noi tutti italiani vorremo avere una bella risposta: a quando il tuo ingresso ufficiale in Formula Uno?

«Diciamo che non è mai facile arrivare in Formula 1, e prima bisogna avere disputato almeno una buona stagione in Gp2. Quindi per ora è difficile perché ci è andata male quest’anno, però speriamo presto».

Ci sono tante discussioni su come sono diventate le Gare di Formula Uno negli untimi anni: polemiche sulle gomme, sui motori, tu cosa ne pensi. Cosa ti piacerebbe vedere in futuro, anche dal punto di vista di un pilota che potrebbe prenderne parte?

«Per i fans è difficile. Adesso c’è l’aerodinamica, quindi se la macchina deve andare più veloce bisogna mettergli più aerodinamica, ma di conseguenza sarà più difficile rimanere vicini alla vettura davanti. Dunque non è facilissimo far aumentare lo spettacolo facendo andare le macchine più veloci. Sicuramente però credo che un aumento delle prestazioni ci debba essere anche perché al momento la differenza tra Formula 1 e Gp2 non è così marcata».

Ultima domanda, questa volta molto più semplice: hai qualche portafortuna che porti dentro l’abitacolo nei weekend?

«È difficile perché lo puoi fare una volta poi dopo la gara va male e poi cambi. Quando ero in Formula 3, dove avevo vinto 12/13 gare all’anno potevo fare alcune cose, però quando cominci ad andare un po’ peggio ti dimentichi di queste cose e cerchi solo di dare il tuo meglio».

 

Matteo Bramati, Andrea Villa

 

Si ringrazia Trident Motorsport per la gentile concessione della loro galleria fotografica

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