GP Azerbaijan – Il gioco dell’oca, errare humanum est, ma la Ferrari spreca un capitale

La SF71H è la monoposto più veloce del lotto, ma tra sfortuna e strategia è sfumata un'altra vittoria meritata.

GP Azerbaijan – Il gioco dell’oca, errare humanum est, ma la Ferrari spreca un capitale

Ma che pista è quella di Baku? Un circuito velocissimo, ma al contempo più lotteria di Montecarlo, una specie di gioco dell’oca, dove saltano gli schemi e così chi merita di stare davanti si ritrova dietro, chi è dietro rischia di vincere ma gli dice male, e chi non fa nulla per trionfare alla fine si porta a casa l’ambito trofeo. La classifica finale è spesso bugiarda, lo spettacolo è un artificio provocato dal caos più totale.

Questa specie di giochi senza frontiere a trecento orari piacerà agli americani, che tra safety car e baraonda ci sguazzano, ma non può non lasciare interdetti chi ha un’altra idea di F1. Ciò premesso la sfiga immane che ha colpito la Ferrari e in particolare Vettel non può rappresentare l’alibi di un team che ancora una volta ha sprecato un capitale tecnico invidiabile.

La Rossa nelle prime due gare della stagione s’era dimostrata spregiudicata e coraggiosa al muretto, oltre che veloce. Poi è diventata di gran lunga l’auto migliore in pista, ma a due pole meravigliose hanno fatto seguito due dormitone colossali in fatto di strategia nei confronti della seconda Mercedes in pista, quella del solido e sfortunato Bottas. Come in Cina, anche in Azerbaijan Valtteri ha beffato Vettel. E non ci riferiamo alla variabile impazzita della safety car, ma al quasi certo sorpasso che sarebbe in ogni caso avvenuto anche in condizioni normali, dato che il finnico con le ultrasoft avrebbe fatto un sol boccone dell’inerme tedeschino con le “pietre” gialle.

Elemento indefettibile dello sport, poi, è il fattore umano, fallibile per sua stessa natura. E ci può stare che i due alfieri del Cavallino abbiano commesso in due giorni più errori di quanti ne commetteranno in una stagione intera. Con un doveroso distinguo; Kimi Raikkonen ha dimostrato un’altalenanza nella guida preoccupante, sulla quale dovrà lavorare, perché alla velocità va abbinata la costanza di rendimento. Per fortuna sua e della Ferrari è arrivato un gran bel secondo posto al fotofinish. Sebastian Vettel s’è confermato invece un campione in stato di grazia. Ha infilato la terza pole consecutiva e ha condotto la gara con grande autorità, ma al momento topico, probabilmente in preda alla frustrazione per l’ennesima vittoria sfumata, s’è fatto prendere dalla fretta, lasciandosi andare all’imperdonabile leggerezza di una staccata pagata a prezzo fin troppo alto.

Ma errare è umano e la Ferrari, al netto degli errori dei piloti e del muretto, può guardare avanti con immutata e grande fiducia. La Mercedes invece dovrà capire dove è finito il mezzo secondo di vantaggio abbondante sulla concorrenza, mentre la Red Bull dovrà pur capire che Verstappen va disinnescato prima che sia troppo tardi. L’olandese con la sua condotta strafottente e anarchica finora sta decidendo in via indiretta i destini di questo mondiale, ma non sta contribuendo all’eventuale grandezza del suo di destino. Kvyat in tempi non sospetti è stato retrocesso in Toro Rosso per molto, ma molto, meno.

Antonino Rendina


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5 commenti
  1. sandrob

    30 aprile 2018 at 19:52

    Troppo buonista con Ferrari e in particolare con Vettel, che si rivela una volta di più troppo fragile nel gestire gli imprevisti negativi

    • .. non è normale

      30 aprile 2018 at 20:03

      sandrob ma sei serio ??? l’unico fragile è lewis altro che vettel.

      • Francesco

        1 maggio 2018 at 00:15

        Certo, e come no… avesse fatto qualsiasi altro pilota la ca@ata che ha fatto vettel sarebbe stato un co@lione… invece per vettel è tutta colpa della sfi@a… certo che un po’ di coerenza, per voi ferraristi non è certo una dote che vi manca…

  2. calimero

    30 aprile 2018 at 23:11

    Dovendo utilizzare lo stesso metro di giudizio già adoperato per Kvyat, l’olandesino sull’autoscontro avrebbe dovuto essere “riposizionato” da un bel pezzo, prova inconfutabile che il doppio tamponamento del russo ai danni di Vettel fu per il team austriaco come manna dal cielo, l’occasione che aspettavano per accogliere uno sponsor munifico il quale chiedeva un sedile con sopra delle terga olandesi per ovvi motivi.

  3. Magu

    1 maggio 2018 at 20:46

    Vettel sempre scusato sempre difeso…in Cina ha chiuso il compagno di Team favorendo Bottas mettendosi nella condizione di subire il sorpasso al Pit Stop che poi ha subito..a Baku ha tentato un sorpasso assurdo buttando alle ortiche almeno un secondo posto sicuro..in entrambe le gare era davanti ad Hamilton che è il pilota col quale dovrà lottare per il titolo mondiale..risultato..Hamilton in testa alla classifica del mondiale piloti ( x ora) con solo una vittoria, fortunosa…. come ha spiegato lui stesso la Ferrari è più veloce e lui e la Mercedes stanno limitando i danni..in attesa di tempi migliori…(sempre che ci riescono)…..e meno male che in molti lo credono in crisi psicologica o poco concentrato…

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