Formula 1 | Oggi si vota per le modifiche al regolamento 2026

I piloti sperano in un cambiamento, i team principal faranno i loro interessi o penseranno allo sport?

Formula 1 | Oggi si vota per le modifiche al regolamento 2026

Oggi, lunedì 20 aprile 2026, il Circus della Formula 1 vive uno dei suoi passaggi politici più delicati dal debutto delle nuove normative tecniche. I team principal si riuniranno per decidere le sorti di un regolamento che, dopo appena tre Gran Premi, ha mostrato lacune strutturali difficili da ignorare. Il tavolo di discussione rappresenta l’ultima chiamata per correggere un impianto normativo che piloti e appassionati hanno già bollato come artificiale e, cosa ancor più grave, pericoloso.

L’obiettivo dell’incontro è chiaro: ridurre l’impatto fittizio dei sorpassi basati esclusivamente sui cicli di ricarica elettrica e restituire centralità al talento del pilota, specialmente durante il giro secco in qualifica. La pausa di cinque settimane, nata dalla cancellazione delle tappe in Bahrain e Arabia Saudita, ha offerto alla FIA e alla FOM il tempo necessario per elaborare una serie di proposte che oggi dovranno passare al vaglio delle squadre.

Il fallimento del modello 2026 e la crisi d’identità

Le prime tre gare stagionali hanno confermato i timori della vigilia. Invece di sorpassi basati su staccate al limite o traiettorie inventive, il pubblico ha assistito a continui scambi di posizione dettati quasi esclusivamente dal clipping elettrico: una vettura esaurisce la batteria e viene letteralmente sverniciata da chi, nel giro precedente, ha accumulato energia. Non è competizione, è gestione software.

Le critiche più aspre sono arrivate dai protagonisti in pista. Max Verstappen, nonostante i suoi quattro titoli mondiali, è apparso tra i più frustrati da una Formula 1 che sembra aver smarrito la propria anima meccanica. Proprio l’olandese, in una recente riflessione sul futuro della categoria, è stato categorico: “Sento che la necessità di un cambiamento sia ormai inevitabile. Già il fatto che si sia aperto un tavolo di discussione rappresenta un passo nella giusta direzione”.

“Il punto è che, nonostante si possano apportare dei correttivi marginali a queste regole, c’è un problema di fondo che non funziona correttamente. Pochi avranno il coraggio di ammetterlo apertamente, ma la realtà è questa. Dal canto mio cerco di adattarmi al meglio, ma anche se dovessi smettere tra qualche stagione, ci tengo che la Formula 1 resti una categoria degna di rispetto”.

La sicurezza in primo piano: l’effetto Suzuka

Oltre allo spettacolo, è la sicurezza ad aver accelerato il processo di revisione. L’incidente occorso ad Oliver Bearman a Suzuka, un violento impatto da 50G alla curva Spoon causato da un differenziale di velocità di 50 km/h rispetto alla vettura di Franco Colapinto, ha dimostrato che il regolamento attuale è potenzialmente letale. La differenza di velocità tra chi ricarica e chi utilizza il boost crea ostacoli mobili in traiettoria imprevedibili.

Bearman stesso ha espresso parole durissime sulla manovra difensiva dell’argentino e sui rischi sistemici dell’attuale tecnologia: “Credo sia la prima volta nella storia di questo sport, o comunque da quando ho memoria di seguirlo, che due piloti in lotta per la medesima posizione si ritrovino con una discrepanza di velocità così spaventosa. È un effetto collaterale nefasto di queste regole, ma parliamo di uno scarto di ben 50 chilometri orari”.

“Franco ha cambiato traiettoria proprio mentre sopraggiungevo per proteggere la linea. Se fossimo stati nella passata stagione, un movimento simile sarebbe stato considerato al limite ma forse tollerabile, perché le differenze erano di pochi chilometri orari. Tuttavia, con un delta di 50 chilometri orari, non mi è stato concesso alcuno spazio e sono stato obbligato a una manovra d’emergenza per evitare un incidente molto più grave”.

Il ruolo della GPDA e le sei proposte al voto

La scorsa settimana, un incontro che pare sia stato positivo tra la FIA e i piloti ha gettato le basi per le sei proposte che verranno votate oggi. La GPDA ha chiesto a gran voce l’eliminazione del lift and coast (sollevare il piede per risparmiare energia) durante le qualifiche e una ridefinizione dei profili di erogazione della potenza elettrica per evitare i pericolosi differenziali di velocità visti in Giappone.

Russell ha spiegato chiaramente quali siano le priorità dal punto di vista di chi siede nell’abitacolo: “A prescindere da quanto accaduto a Suzuka, avevamo già in agenda un confronto tra i piloti, la proprietà della F1 e la Federazione per limare queste norme. Certamente ci sono dei punti che vorremmo trasformare, come la necessità di affrontare le qualifiche sempre al massimo della potenza, cancellando la pratica del ‘lift and coast’. Le discussioni con la FIA sono state proficue e vedo una comunione d’intenti su dove vogliamo arrivare. I piloti hanno messo sul tavolo due priorità: eliminare la gestione dell’energia in qualifica e abbassare le velocità relative di avvicinamento in pista”.

Il timore dei piloti è che i team principal votino seguendo interessi di scuderia piuttosto che il bene comune dello sport. Mentre i costruttori cercano di mantenere i vantaggi competitivi acquisiti nello sviluppo delle power unit, i piloti chiedono una guida più pura e intuitiva. Per far passare le modifiche occorre una maggioranza di sette voti su dieci; in caso contrario, la FIA potrebbe comunque intervenire unilateralmente appellandosi a motivi di sicurezza.

Mercedes tra stabilità e la crescita di Antonelli

In questo clima di incertezza tecnica, la Mercedes sembra essere l’unica scuderia ad aver trovato una quadra, come dimostra la leadership mondiale di Kimi Antonelli. Il giovane bolognese ha sfruttato la sua capacità di adattamento, tipica di chi proviene dalle categorie minori dove i cambi regolamentari sono la norma, per scavalcare al momento George Russell.

Il 19enne italiano ha sottolineato come la flessibilità sia la chiave per sopravvivere a questo 2026: “Probabilmente noi ragazzi più giovani troviamo meno difficoltà nell’adattarci a questi cambiamenti così radicali. Chi si trova solo al secondo o terzo anno nella massima categoria è ormai abituato a dover gestire una monoposto differente a ogni stagione, avendo vissuto questa flessibilità nelle serie minori prima di approdare in Formula 1. Oggi ci troviamo tutti su un piano di partenza piuttosto simile, tuttavia credo che chi possiede la capacità di essere elastico e reattivo in ogni circostanza possa realmente fare la differenza, specie con l’attuale impianto regolamentare”.

Se oggi la maggioranza dei team dovesse dare il via libera, le modifiche seguiranno un iter procedurale accelerato: convalida della Commissione F1 e ratifica straordinaria del Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA. L’obiettivo è avere i nuovi profili software già pronti per il Gran Premio di Miami nel weekend del prossimo 3 maggio.

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