La Danimarca vuole entrare in F1: Alex Wurz coinvolto nel progetto del circuito di Padborg
Manca una gara nel Nord Europa: l'ex pilota della Benetton pronto a rinnovare il tracciato danese
Un nuovo protagonista bussa alle porte di Liberty Media per entrare in Formula 1. La Danimarca, che per anni ha accarezzato il sogno di un Gran Premio cittadino tra le strade di Copenaghen, ha cambiato radicalmente strategia. Non si punta più al fascino della capitale, ma alla trasformazione strutturale di un impianto esistente: il circuito di Padborg, situato nella regione meridionale dello Jutland.
Il progetto è ambizioso e porta la firma di un esperto del settore, l’ex pilota Alex Wurz, oggi progettista di circuiti. L’obiettivo non è immediato, ma guarda al medio termine, puntando a un ingresso in calendario tra il 2029 e il 2030. L’idea di fondo è quella di colmare un vuoto geografico evidente: il Nord Europa, nonostante una cultura motoristica radicata e un pubblico appassionato, non ospita attualmente alcuna tappa del circus.
Un’eredità motoristica che cerca casa in Formula 1
Sebbene la Danimarca non sia una nazione storicamente dominante nella massima serie, il suo legame con il motorsport è profondo. Se escludiamo la lunga parentesi di Kevin Magnussen, che ha lasciato la Haas alla fine del 2024, i successi danesi si sono concentrati soprattutto nelle gare di durata. La figura di Tom Kristensen, primatista assoluto alla 24 Ore di Le Mans con nove successi, rimane l’icona indiscussa del Paese.
Oggi, nel 2026, i piloti danesi continuano a brillare nel WEC con nomi del calibro di Nicklas Nielsen e Mikkel Jensen, mentre in orbita F1 resta Frederik Vesti, attuale riserva Mercedes. Manca però l’ultimo tassello: una gara di casa. Il nuovo progetto Padborg mira a soddisfare i rigidissimi standard richiesti dalla FIA per ottenere la licenza di Grado 1, necessaria per ospitare i Gran Premi. Trasformare un tracciato locale in una struttura d’eccellenza richiede investimenti massicci e un’ingegneria di precisione, compiti affidati appunto alla matita di Wurz.
La spinta del Nord Europa e la visione a medio termine
La direttrice del progetto, Rebecca Steela, è convinta che la Formula 1 abbia bisogno di stabilire una base solida in questa parte del continente. Nonostante Liberty Media sembri oggi più orientata verso i mercati degli Stati Uniti e dell’Asia, il potenziale inespresso della Scandinavia e dei paesi limitrofi rappresenta una risorsa non ancora sfruttata.
“Nel Nord Europa sentiamo fortemente la mancanza di un evento di respiro mondiale che possa fare da traino per l’intero settore – ha detto Steela. In questo momento non abbiamo un vero centro di gravità per il motorsport che ci permetta di valorizzare i molti talenti che crescono nei nostri Paesi. La nostra iniziativa nasce proprio per riempire questa lacuna e creare un punto di riferimento che oggi non esiste”.
Il piano è già stato sottoposto al vaglio delle autorità politiche locali. Senza il sostegno pubblico, infatti, è impossibile sostenere le spese di gestione e le “fee” milionarie richieste per entrare ufficialmente nel calendario. La sfida è complessa, specialmente considerando che il progetto di Copenaghen del 2020 fallì proprio per la mancanza di un supporto politico unitario, nonostante il parere positivo dei vertici della Formula 1.
Le incognite: logistica contro spettacolarità
Non tutti però vedono il progetto Padborg come una strada in discesa. Helge Sander, l’ex Primo Ministro che fu il principale promotore del circuito cittadino nella capitale, ha espresso alcuni dubbi sulla posizione geografica scelta. Padborg Park si trova lontano dai grandi centri urbani e dalle infrastrutture alberghiere di massa, un elemento che va in direzione opposta rispetto alla tendenza di Liberty Media di portare le corse nel cuore pulsante delle città, come visto a Miami, Las Vegas o Madrid.
“Ci troviamo di fronte a due filosofie di progetto completamente diverse tra loro – ha spiegato Sander. Da una parte si può pensare a un impianto costruito da zero, dall’altra si può lavorare per adattare e migliorare le strutture che già esistono sul territorio. Quando si parla di competizioni motoristiche, bisogna fare i conti con norme statali molto restrittive; non è permesso costruire ovunque si voglia. Devo ammettere che la posizione di Padborg potrebbe non essere la più vantaggiosa in assoluto, ma la mia speranza è che questo piano si concretizzi e non rimanga soltanto una bella intenzione sulla carta”.
Effettivamente la mancanza di un tracciato nel Nord Europa stuzzica e non poco la Formula 1, potrebbe essere una meta molto interessante. Chiaramente la collocazione del circuito di Padborg potrebbe sfavorire questo matrimonio, e la necessità di avere strutture ricettive nei dintorni è fondamentale per gli addetti ai lavori che costantemente presenziano in pista, primi fra tutti, ovviamente, i team.
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