F1 | Red Bull, il progetto Valkyrie bloccò il passaggio di Newey in Ferrari

"Gli promisero il mondo, ma sono riuscito a farlo rimanere", ha ricordato il team principal della squadra anglo-austriaca

F1 | Red Bull, il progetto Valkyrie bloccò il passaggio di Newey in Ferrari

Adrian Newey in Ferrari? In passato c’è stato la reale possibilità che il progettista inglese, che ha fatto la fortuna di numerose squadre e che continua a farla in Red Bull, approdasse a Maranello. Un trasferimento in rosso solamente sfiorato per Newey che poi è rimasto alla corte della scuderia di Milton Keynes. A decretarne la permanenza in Inghilterra è stato il progetto che vide protagoniste Red Bull e Aston Martin per la realizzazione delle vettura stradale Valkyrie.

A ricordare l’accaduto è stato Chris Horner, con il team principal della Red Bull che ha riportato alla mente questo particolare episodio. L’addio di Newey sarebbe potuto avvenire ad inizio dell’era ibrida quando la scuderia anglo-austriaca, dominatrice in pista nelle precedenti stagioni, aveva perso competitività con l’introduzione del nuovo regolamento tecnico. Difficoltà che avevano portato Sebastian Vettel a chiudere il rapporto professionale con Milton Keynes per accasarsi proprio in Ferrari, dove sarebbe potuto approdare anche Newey.

F1 | Newey: un rimpianto non aver provato l’esperienza in Ferrari

“Da vincere quattro campionati del mondo siamo poi passati attraverso un cambio di regolamento, mancando l’obiettivo per quel che riguarda il nostro motore – ha dichiarato Horner, intervistato dal podcast Eff Won with DRS – Vettel è andato via e anche Newey era molto vicino ad andarsene, mezz’ora dopo stava firmando per la Ferrari”.

Horner poi ha aggiunto: “Gli promisero il mondo, poteva avere uno stile di vita hollywoodiano, volare in fabbrica da Monaco ogni giorno e non pagare nessuna tassa, progettare un’auto stradale e tanto altro. Ma sono riuscito a convincerlo e a farlo rimanere: ‘Costruiremo un’auto stradale, se vuoi farlo noi ci impegneremo’. Mi ha detto: ‘E come?’. Gli ho risposto che non avevo idea ma che un modo lo avremmo trovato”.

Il team principal della Red Bull, completando il suo ricordo, ha detto: “Andai dall’allora CEO Aston Martin Andy Palmer e gli dissi: ‘Noi abbiamo il miglior designer, voi due grandi marchi. Non finanzieremo la macchina, ma credo abbia senso unire queste due cose. Ne parlammo in un pub in Inghilterra”.

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