F1 | GP Singapore, Mario Isola: “Vedremo se qualcuno utilizzerà le Medie per qualificarsi in Q3”

Il tracciato di Marina Bay è il secondo più lento dell'anno dopo Montecarlo

F1 | GP Singapore, Mario Isola: “Vedremo se qualcuno utilizzerà le Medie per qualificarsi in Q3”

Dopo aver salutato l’Europa, la Formula 1 arriva a Singapore per l’unica gara in notturna dell’anno. Per il circuito cittadino che conta il maggior numero di curve in tutta la stagione (23), Pirelli ha scelto le tre mescole più morbide della gamma, quindi C3 Hard (bianca), C4 Medium (gialla), C5 Soft (rossa). Il tracciato di Marina Bay è il secondo più lento dell’anno dopo Monaco, e presenta livelli di grip molto bassi: qui i team privilegiano assetti ad alto carico aerodinamico per aumentare la velocità in curva.

“È difficile pensare a due tracciati così diversi come Monza e Singapore – ha affermato Mario Isola, responsabile Pirelli per la Formula 1 e Car Racing. A Marina Bay i team dovranno ripartire da zero rispetto alla gara in Italia, anche se il tracciato è ben noto e ci sono molti dati rappresentativi dalle scorse edizioni. Qui è piuttosto difficile sorpassare, perciò le squadre cercheranno di sfruttare al meglio le strategie per guadagnare posizioni. Negli ultimi anni è sempre entrata la Safety Car, un fattore da considerare e che sicuramente influisce sulla complessità della gara. Sarà un fine settimana molto interessante, visto che ci sono alcune differenze nella scelta dei set da parte dei team che potrebbe portare a un’ampia varietà di strategie. Vedremo se qualcuno proverà a qualificarsi sugli pneumatici Medium anziché su Soft, per garantirsi una maggiore flessibilità nella tattica di gara”.

Le tre mescole nominate sono piuttosto simili a quelle portate qui nel 2018: Soft, UltraSoft e HyperSoft hanno risposto al meglio alle esigenze di una gara impegnativa vinta da Lewis Hamilton grazie a una strategia HS-S. Diverse le tattiche scelte dagli altri piloti. Questo tracciato detiene il record di Safety Car, considerate soprattutto le scarse vie di fuga e le barriere che delimitano la pista che non perdonano il minimo errore. Le strategie devono essere molto flessibili per poter sfruttare al meglio tutte le eventualità. Usato solo una volta l’anno, Marina Bay è un circuito “sporco”, soprattutto nelle prime sessioni, e con un’elevata evoluzione della pista. I tombini e le linee bianche possono alterare i livelli di aderenza. Date le temperature elevate e l’umidità, questa gara è piuttosto difficile dal punto di vista meccanico, anche per la scarsa ventilazione dovuta alle caratteristiche della pista. Le temperature di ambiente e asfalto evolvono in modo diverso rispetto al solito, visto che la gara si disputa in notturna. Non è sempre facile avere un’accurata lettura delle possibili condizioni di gara, dato che le sessioni iniziano nel tardo pomeriggio e continuano in serata

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