F1 | GP di Gran Bretagna: l’analisi delle qualifiche

F1 | GP di Gran Bretagna: l’analisi delle qualifiche

Quattro su quattro. Anche a Silverstone Unito sarà la Mercedes a partire dalla pole position, grazie ad una W11 inarrivabile per gli avversari e un Lewis in un ottimo stato di forma, il quale ha così conquistato la sua terza partenza consecutiva dalla prima casella della griglia. Il dominio della casa tedesca nel sabato inglese è completato da Valtteri Bottas, che prenderà il via della corsa al fianco del compagno di squadra in prima fila. Su una pista in cui bisogna trovare un buon bilanciamento tra carico aerodinamico e velocità di punta sui lunghi rettilinei, la W11 ha messo in mostra ancora una volta tutte le sue qualità, con una superiorità nei confronti degli avversari mai lontanamente messa in discussione.

A scattare dalla terza casella sarà Max Verstappen, ancora una volta capace di fare la differenza al volante della RB16 sfruttandola al massimo: nonostante ciò, l’olandese ha concluso la qualifica ad oltre un secondo da Hamilton, segno che, soprattutto sul giro secco, al momento la monoposto di Stoccarda è su un altro livello, come ammesso anche dal numero 33. Più difficile il sabato del compagno di casacca, Alex Albon, ancora una volta fuori in Q2 così come in Ungheria. Un po’ a sorpresa, a concludere la seconda fila sarà Charles Leclerc, il quale è riuscito a portare la sua SF100 in seconda fila. I riscontri del venerdì avevano dato segnali incoraggianti che poi si sono ripetuti anche in qualifica, sia sulla gomma media che su quella soft: rimane da capire in che direzione abbia deciso di lavorare il team, privilegiando un assetto da qualifica oppure mantenendo qualcosa in vista della corsa, dato soprattutto un set-up particolarmente scarico che mostra i suoi benefici più sul giro secco che in condizioni di gara. Vi è da sottolineare che sia Verstappen che Leclerc prenderanno il via sulla gomma media, provando una strategia più versatile.

Ad aprire la terza fila sarà Lando Norris che conferma così le sue qualità in qualifica, centrando un quinto posto promettente per l’appuntamento di domenica, rifilando oltretutto due decimi al compagno di squadra, Carlos Sainz Jr., settimo in griglia. Tra le due McLaren si è inserito Lance Stroll con la Racing Point, da cui forse era lecito aspettarsi qualcosa di più considerando il layout della pista e la qualità della monoposto, anche se è vero che il canadese ha sempre dato qualcosa in più sul passo che sul giro secco. Un passo in avanti per Renault, capace di portare entrambi i piloti in Q3, tra l’altro con un distacco anche abbastanza contenuto dai rivali più diretti: un motivo di soddisfazione per i meccanici, che nella notte avevano dovuto lavorare intensamente per sostituire il telaio sulla vettura di Daniel Ricciardo rompendo così il coprifuoco. Più distante Sebastian Vettel, alle prese con un fine settimana particolarmente sfortunato, in cui a causa di diversi problemi tecnici non ha avuto la possibilità di girare con continuità, perdendo la maggior parte delle libere e l’occasione di lavorare sul set-up. Le difficoltà incontrate dal tedesco sono state evidenti, ma, nonostante ciò, è stato bravo a portare la sua SF1000 nell’ultima fase della qualifica: proprio su questa pista, poco più di un anno fa era stato autore di un’ottima gestione degli pneumatici, il che gli aveva permesso di sopravanzare i propri avversari in un momento cruciale della corsa. Sarà interessante constatare se il quattro volte campione del mondo riuscirà a ripetersi e se, nel poco tempo a disposizione, abbia lavorato più in vista della gara che del giro secco.

Appena fuori dalla top troviamo Pierre Gasly, il quale aveva mancato l’accesso alla Q3 per un soffio, segnando lo stesso tempo di quello che sarebbe poi stato l’ultimo pilota a superare la tagliola, ovvero Lance Stroll. Tuttavia, avendo ottenuto quel crono dopo al pilota della Racing Point, il francese dell’AlphaTauri nulla ha potuto per evitare l’eliminazione, costringendolo a partire dall’undicesima casella, il che non è un male considerando che gli darà l’opportunità di avere scelta libera in termini di pneumatici e un set nuovo ad inizio gara. Il suo compagno di squadra, Daniil Kvyat, ha concluso la sessione al quattordicesimo posto, mostrando ancora qualche difficoltà nel confronto con Gasly, che si sta dimostrando estremamente competitivo in questo avvio di stagione. Tra le due AlphaTauri si sono inseriti Alex Albon e Nico Hulkenberg, con quest’ultimo ancora in fase di apprendimento di una vettura completamente nuova per lui: l’obiettivo per la corsa è quello di riuscire a conquistare qualche punto ed imparare qualcosa in più sulla macchina, un fattore che si potrebbe rivelare prezioso nel caso Sergio Perez non potesse scendere in pista la prossima settimana. Per la terza volta consecutiva era riuscito a centrare il Q2, ma una penalità per non aver rallentato a sufficienza in condizioni di bandiere gialle ha rispedito George Russell in fondo alla griglia, vanificando il buon lavoro svolto oggi.

Ancora in difficoltà gli altri due team motorizzati Ferrari, Haas e Alfa Romeo, con quest’ultima che è riuscita a dividere le due monoposto americane. Un risultato ampiamente previsto, non solo per le mancanze in termini di potenza della Power Unit Ferrari, che costringe le squadre a dover fare dei compromessi dal punto di vista aerodinamico, ma anche telaistiche. A chiudere il gruppo Nicholas Latifi, autore di un testacoda nel corso del suo ultimo tentativo, ma che eviterà di partire dall’ultima fila grazie alle penalità assegnate a Russell e Kvyat per la sostituzione del cambio.

Q1: eliminati i motorizzati Ferrari

Continua il trend che si è visto in questa fase iniziale di campionato, ovvero le difficoltà dei team clienti motorizzati Ferrari che ancora una volta hanno trovato l’eliminazione già nella prima fase della qualifica.

Su una pista come quella di Silverstone è fondamentale trovare il giusto compromesso tra velocità di punta e carico aerodinamico per guidare la monoposto nei lunghi curvoni, dove è possibile guadagnare molto tempo osando nella guida, in particolar modo nel secondo settore. Avendo un deficit di potenza, per le squadre che montano la Power Unit del Cavallino, trovare questo compromesso non è semplice, dovendo scegliere tra un assetto più carico o uno più scarico, in modo da recuperare terreno sui rettilinei. Ciò chiaramente influisce sul bilanciamento della monoposto e per delle squadre che già nei primi appuntamenti avevano mostrato tutte le loro difficoltà sia sui circuiti stop & go che su quelli da alto carico, arrivare in queste condizioni a Silverstone può mettere in mostra ancora una volta tutti i punti deboli della monoposto. Per questo non è stata una sorpresa vedere Alfa Romeo e Haas in difficoltà sul giro secco, tanto che le stesse squadre non si aspettavano di fare particolari passi in avanti rispetto alle precedenti qualifiche della stagione.

Già dopo il primo tentativo era chiaro che a rischiare l’eliminazione sarebbero quindi state ancora una volta le due squadre clienti del Cavallino e Nicholas Latifi, questa volta più distante dal proprio compagno di squadra dal punto di vista cronometrico. Ciò nonostante, l’evoluzione della pista, più ampia di quanto si potesse preventivare, aveva dato l’opportunità a queste squadre di provare nuovamente a raggiungere l’accesso alla Q2, facendo un giro pulito e sperando che qualcuno davanti a loro commettesse un errore, non potendo così segnare un crono sufficiente. Kevin Magnussen, Antonio Giovinazzi, Kimi Raikkonen e Romain Grosjean erano poi riusciti a migliorarsi nel secondo tentativo, ma non abbastanza per superare la tagliola, mentre Nicholas Latifi era stato protagonista di un testacoda, che non aveva oltretutto dato l’opportunità a diversi piloti più rapidi di migliorarsi a causa dell’uscita della bandiera gialla. Vi è da sottolineare come nell’ultimo tentativo, Kimi Raikkonen sia stato leggermente ostacolato da Esteban Ocon nelle ultime curve, tanto da portare ad un’investigazione dell’episodio, ma per il finlandese non sarebbe stato comunque abbastanza per accedere alla manche successiva, dato il mezzo secondo rimediato da Lando Norris, ultimo dei qualificati. Sicuramente, però, sarebbe stato importante per guadagnare qualche posizione in griglia di partenza, sfruttando anche le penalità dei rivali.

“Sapevamo che sarebbe andata così. Era ciò che aspettavamo approcciandoci a questo weekend, ma abbiamo fatto ciò che potevamo in qualifica, posizionandoci davanti alle Alfa Romeo, che sono i nostri principali rivali. Questo è ciò che possiamo fare al momento. C’è un salto rispetto al prossimo gruppo. Anche se qui siamo un po’ in difficoltà, riuscire ad ottenere il massimo in qualifica, questo è ciò su cui ci dobbiamo concentrare”, ha raccontato Kevin Magnussen, che sfruttandolo le penalità dei rivali partirà dalla quattordicesima casella, al fianco di Nico Hulkenberg.

Q2: Albon ancora in difficoltà

La lotta per l’accesso all’ultima manche di qualifica è stata piuttosto movimentata, sia per i distacchi particolarmente ridotti che per la varietà nella scelta delle strategie adottate dai team. Ben sette piloti, infatti, avevano scelto di scendere in pista con la gomma media, che dovrebbe garantire una maggior versatilità nel primo stint di gara in caso la soft dovesse mostrare un degrado più marcato di quanto ci si potrebbe aspettare. Se per le due Mercedes sicuramente non ci sarebbe stato alcun problema nel passare alla manche successiva anche con una mescola più lenta sul giro secco, dato l’ampio vantaggio di cui potevano disporre, la sfida sarebbe stata più complicata per Max Verstappen, Charles Leclerc, Lance Stroll, Alex Albon e Nico Hulkenberg a causa del gap marcato che vi era tra i due compound.

Durante le prove libere, soprattutto quelle del sabato mattina, l’olandese della Red Bull era parso molto competitivo, trovando un buon bilanciamento per riuscire a gestire i fenomeni di sottosterzo e sovrasterzo che invece si erano presentati al venerdì, quindi indubbiamente Max era tra gli indiziati per il passaggio del turno, tanto da concludere effettivamente con il secondo crono. La vera sorpresa, tuttavia, era stata il terzo tempo di Charles Leclerc, bravissimo a sfruttare la sua SF1000 per ottenere un risultato abbastanza inaspettato, come ha ammesso lo stesso monegasco a fine sessione. Se per loro, comunque, non vi sono state particolari difficoltà nel centrare un tempo valido per il passaggio in Q2 direttamente nel primo tentativo, lo stesso non si poteva dire per Lance Stroll, Alex Albon e Nico Hulkenberg, rispettivamente ottavo, nono e decimo dopo il primo run. I distacchi, soprattutto da Lando Norris e Sebastian Vettel, sesto e settimo ma con gomme soft, non erano particolarmente marcati, intorno al decimo, ma la vera incognita riguardava i piloti che, a causa della bandiera rossa non era riusciti a concludere il proprio giro.

Nel corso del suo primo tentativo, infatti, Lewis Hamilton aveva perso la vettura in uscita di curva 7, finendo largo e portando molta ghiaia in pista, tanto da dover esporre la bandiera rossa in modo da ripulire il tracciato. A rimetterci erano stati, oltre allo stesso inglese della Mercedes, anche i due piloti della AlphaTauri e Daniel Ricciardo, molto sfortunato in quanto nel momento in cui la bandiera rossa aveva fatto la sua comparsa, l’australiano era a pochissimi metri dalla conclusione del suo giro e dal segnare un tempo valido.

Dopo aver ripulito il tracciato, mancavano ben otto minuti alla conclusione della manche, il che dava ai piloti l’opportunità di poter scendere nuovamente in pista e tentare un nuovo assalto per garantirsi un posto nella top ten finale. A differenza del primo tentativo, tuttavia, i team avevano scelto di optare per alcune differenze a livello strategico. Pensando probabilmente che ci potesse essere un’evoluzione importante a livello di grip, in modo non dissimile da quanto era successo in Q1, diverse squadre avevano scelto un approccio diverso per il secondo tentativo, abbandonando la gomma media per passare alla soft. Gli unici a tornare in pista sulla mescola più morbida erano stati Lewis Hamilton, il quale chiaramente non avrebbe avuto particolari problemi nel segnare un tempo sufficiente, Lance Stroll e Sebastian Vettel, il quale nel posto qualifica ha poi spiegato la sua scelta. Inizialmente il tedesco aveva ritenuto che il tracciato non fosse in buone condizioni, per cui il compound più morbido sembrava la scelta migliore dal suo punto di vista per affrontare la Q2. Dopo aver effettuato il primo run, tuttavia, avendo visto i tempi dei rivali ed avendo avuto l’opportunità di vedere in che condizioni si trovasse la pista, il Ferrarista aveva deciso di cambiare strategia per il secondo tentativo, passando sulla media, anche se battere il crono ottenuto sulla soft non sarebbe stato semplice, tanto che effettivamente non c’è poi riuscito. La battaglia per il decimo posto finale è stata avvincente e, soprattutto, giocata sul filo dei millesimi di secondo, tanto che a fine sessione Lance Stroll e Pierre Gasly si sono ritrovati esattamente con lo stesso medesimo tempo, nonostante a passare sia stato il canadese della Racing Point in quanto aveva ottenuto il crono precedentemente rispetto al rivale. Tuttavia, per il francese della AlphaTauri non è stata un’eliminazione da considerare come del tutto negativa, dato che l’undicesima posizione gli consentirà di avere scelta libera in termini di gomma e un set di pneumatici nuovo. A trovare l’esclusione dalla seconda manche, oltre al già citato Gasly, sono stati anche Alex Albon, Nico Hulkenberg, Daniil Kvyat e George Russell.

Per il pilota anglo-tailandese della Red Bull la situazione si sta facendo abbastanza complicata, data la mancanza di passo che sembra accusare costantemente dal proprio compagno di casacca, seppur sia vero che il confronto con Verstappen non sarebbe semplice per nessun pilota in griglia, anche per gli altri top driver. Per tentare di rimettere Albon sulla giusta carreggiata, il team aveva deciso prima del weekend di Silverstone di affidargli un nuovo ingegneri di pista con maggior esperienza alle spalle in quel ruolo, ma è chiaro che ci vorrà del tempo per capire se e quando questa mossa porterà dei benefici concreti. Per Nico Hulkenberg si tratta di un mondo tutto nuovo e, per quanto sia vero che abbia saltato solamente tre gare rispetto ai rivali, la poca esperienza con questa monoposto e l’essere stato catapultato così rapidamente in una situazione complicata non ha aiutato a tirare fuori il massimo dalla monoposto, ma il tedesco potrà rifarsi in gara, in un continuo processo di apprendimento. Passando, infine, a George Russell, nonostante l’ottimo lavoro svolto in qualifica dal punto di vista cronometrico, l’inglese sarà costretto a partire dal fondo dello schieramento in seguito ad una penalità per non aver rallentato a sufficienza in occasione di doppia bandiera gialla: al suo fianco di sarà Daniil Kvyat, il quale dovrà anch’esso scalare di cinque posizioni in griglia a seguito della sostituzione del cambio sulla sua monoposto.

Q3: Hamilton centra la novantunesima pole position in carriera

Silverstone pista amica. Ancora una volta Lewis Hamilton ha centrato la pole position sul suo tracciato di casa, conquistando così la sua novantunesima partenza al palo in carriera grazie ad un giro capolavoro in cui non ha avuto davvero rivali, nemmeno il suo compagno di squadra, staccato di oltre tre decimi. Fluido nei movimenti di volante, preciso e con pochissime correzioni: nonostante non abbia messo insieme tutti i suoi miglior parziali, cosa anche comprensibile visto che la gomma tendeva a surriscaldarsi se non gestita bene, Hamilton è riuscito a sfruttare al meglio la sua W11, che ancora una volta sta mettendo le radici per entrare nell’olimpo delle vetture più forti della storia della Formula 1. Al contrario, maggior difficoltà per il compagno di squadra, Valtteri Bottas, che nel corso del suo giro non è riuscito a trovare quella perfezione che ha consentito a Lewis di riuscire a centrare la pole. Una differenza sia in termini di linee, soprattutto in curva sette dove ha perso diversi centesimi di secondo, che nella serie di curve veloci, dove qualche controllo di troppo non lo ha aiutato a portare maggior velocità nella parte conclusiva della sequenza che porta poi al rettilineo successivo. L’anno scorso il finlandese riuscì a centrare la partenza dal palo, ma una strategia discutibile e l’abilità di Hamilton nel tenere vivi gli pneumatici non gli permisero di essere in lotta per il successo finale: ci riproverà oggi, partendo dalla seconda casella e sarà fondamentale sfruttare le prime tornate per essere immediatamente incisivo e non dare l’opportunità al sei volte campione del mondo di prendere il largo sin da subito.

Scatterà dalla terza posizione Max Verstappen, ancora una volta ancora di salvataggio di una Red Bull che continua ad essere in chiaro-scuro. Dopo un venerdì in cui erano state non poche le difficoltà nel trovare il giusto bilanciamento della vettura, alternando fenomeni di sottosterzo a continui sovrasterzi per un posteriore che sembrerebbe necessitare ancora di lavoro, il lavoro svolto dal team durante la nottata ha poi dato i suoi frutti. Durante le libere del sabato e in qualifica il bilanciamento della sua RB16 sembra aver dato indicazioni positive sul giro secco, nonostante un consumo maggiore dell’anteriore sinistra rispetto ai rivali più quotati: come ha detto lo stesso Verstappen, al momento non c’è nulla che si possa fare, semplicemente la Mercedes è su un altro livello. Dopo aver conquistato il quarto posto durante la Q2, Charles Leclerc si è riconfermato anche nell’ultima manche della qualifica, centrando una partenza dalla seconda fila che era tutta tranne che scontata dopo le libere, nonostante a dire il vero le indicazioni non fossero poi così negative, anzi. Il monegasco è riuscito a sfruttare le potenzialità della SF1000 e un assetto piuttosto scarico per trarne il massimo in qualifica: sarà interessante vedere cosa riuscirà a fare in gara e se le scelte di set-up lo penalizzeranno sulla lunga distanza, su una pista dove oltretutto l’anno passato aveva sofferto in modo vistoso la gestione degli pneumatici. Sarà un banco di prova, ma la scelta della media potrebbe garantirgli maggior versatilità in termini di strategia in caso la soft mostrasse segni di cedimento maggior di quanto previsto.

Dalla terza fila prenderanno il via Lando Norris e Lance Stroll, con il primo che ancora una volta ha dimostrato tutte le sue qualità al sabato, mettendosi così alle spalle non solo il proprio compagno di squadra, ma anche uno dei rivali che sembrava avere qualcosa in più come il canadese della Racing Point. Anche Stroll partirà sulla media, il che gli darà l’opportunità di allungare il primo stint, per un pilota che ha dimostrato di saper fare la differenza la domenica. Più distaccato il compagno di squadra dell’inglese della McLaren, Carlos Sainz Jr., il quale condividerà la quarta fila con un ottimo Daniel Ricciardo e una Renault che, su una pista dove ha sempre faticato, sembra aver fatto un passo in avanti. L’ottavo posto, tra l’altro non distante in termini cronometrici da chi lo precede, è la giusta ricompensa al lavoro svolto dai meccanici durante la nottata, che avevano dovuto sostituire il telaio sulla vettura dell’australiano dopo aver trovato una piccola frattura. Il suo compagno di casacca, Esteban Ocon, torna in Q3 dopo la buona prestazione sul bagnato della seconda gara al Red Bull Ring, precedendo un Sebastian Vettel più attardato. Il tedesco aveva perso la maggior parte delle sessioni di libere a seguito di alcuni problemi tecnici sulla sua monoposto, limitando così la conoscenza della vettura sulla pista inglese e l’opportunità di rifinire il set-up in vista delle prove ufficiali, da cui derivano anche le difficoltà incontrate. Nel corso delle qualifiche Sebastian non ha mai brillato, riuscendo a centrare il passaggio alla Q3 per pochi centesimi di secondo: vi è da sottolineare che, nel corso dell’ultimo tentativo, il quattro volte campione del mondo si era visto cancellare il suo tempo migliore a causa dei track limits in curva 9, dopo che aveva provato per la prima volta a prendere la “Copse” in pieno come i suoi rivali più accreditati. Il vero dubbio sarà capire quanto il tedesco, dato anche il tempo perso e le poche opportunità durante le libere di provare una vera e propria simulazione da qualifica, abbia lavorato in vista della corsa, ottimizzando il suo set-up in vista di domenica. Nella scorsa stagione, Vettel era stato autore di un’ottima prima parte di gara, gestendo in modo sublime gli pneumatici morbidi al contrario dei suoi rivali più diretti: partendo anche in quest’occasione sulla mescola soft, Sebastian dovrà trovare il giusto bilanciamento nello sfruttare al massimo un compound che venerdì non aveva dato indicazioni del tutto negative, gestendolo per trovarsi poi nella posizione di poter giocare di strategia nei confronti di chi gli partirà davanti.

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