F1 | GP del Brasile: l’analisi della qualifica

Verstappen centra la sua seconda pole position stagionale

F1 | GP del Brasile: l’analisi della qualifica

Per la seconda volta in carriera, Max Verstappen prenderà il via di un Gran Premio davanti a tutti. Sarà il giovane olandese, infatti, a partire dalla pole position, conquistata con un gran giro nell’ultimo tentativo delle qualifiche di Interlagos, confermando quanto di buono si era visto durante le prove libere nelle simulazioni del giro secco. Alle sue spalle ci sarà Sebastian Vettel, il quale scatterà ancora per la quarta volta consecutiva dalla prima fila.

Si è trattato di una qualifica in cui, complice anche la ridotta lunghezza del tracciato, i distacchi sono risultati piuttosto contenuti, e i valori in campo sul giro secco non sono risultati essere così distanti tra loro. La dimostrazione lo è anche il terzo posto di Lewis Hamilton, staccato di quasi due decimi da Max Verstappen, ma a pochi centesimi da Vettel. L’inglese ha concluso la sua qualifica posizionandosi tra le due Ferrari e precedendo Charles Leclerc, il quale non è riuscito ad andare oltre il quarto posto nonostante il nuovo motore montato sulla sua monoposto e degli intertempi che lasciavano presagire che ci fosse del potenziale che è poi rimasto inespresso: c’è però da sottolineare come probabilmente il monegasco abbia anche lavorato in termini di set-up soprattutto in vista della corsa, data la penalità di 10 posizioni sulla griglia rimediata per la sostituzione dell’unità termica sulla sua vettura. A salire in seconda fila sarà Valtteri Bottas, autore di una qualifica non particolarmente entusiasmante da cui non è riuscito ad estrarre di più dalla sua Mercedes W10. Alex Albon prenderà il via dalla quinta casella sulla griglia, precedendo un ottimo Pierre Gasly, capace di portare la Toro Rosso nella top six: una situazione paradossale per il team italiano, che da una parte ha visto uno dei propri piloti posizionarsi come best of the rest, mentre dall’altra ha visto Daniil Kvyat uscire già in Q1. A concludere la top ten le sorprese di giornata, ovvero le due Haas e l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen.

Q1: Problemi in casa McLaren

La prima manche di qualifica ha subito riservato la prima sorpresa di giornata, ovvero l’esclusione di Carlos Sainz Jr., il quale non ha potuto completamente nemmeno un giro cronometrato a causa di un problema tecnico sulla sua monoposto legato al motore. Lo spagnolo aveva dimostrato di essere uno dei possibili papabili con il potenziale per entrare nella top ten: dalle prime ispezioni parrebbe che il guasto accusato sulla sua MCL35 fosse legato alla parte elettrica della Power Unit. “Oggi è stata una grande delusione. Un problema al motore durante il mio primo tentativo in Q3 ha comportato che il fatto che non abbia potuto nemmeno ottenere un giro cronometrato. Investigheremo su quanto successo, ma indubbiamente sono deluso perché avevamo una buona possibilità di entrare in Q3 oggi”.

Data quindi per certa l’esclusione del pilota della McLaren e delle due Williams, purtroppo relegate ad occupare le ultime file, rimanevano solamente altri due eliminati da individuare. Uno dei due ha risposto al nome di Lance Stroll, per cui non è una novità l’esclusione dalla prima manche di qualifica, nonostante nella seconda metà di campionato il canadese abbia migliorato questo trend, riuscendo a centrare più volte la Q2. La sfida per evitare l’esclusione è stata particolarmente accesa, con diversi piloti che sono rimasti sul filo sino alla fine della sessione. A trovare l’eliminazione è stato anche Daniil Kvyat, il quale non è riuscito a sfruttare il potenziale di una vettura che poteva ambire alla Q3, nonostante i risultati delle sessioni precedenti lo avessero visto proprio come uno dei papabili per la top ten: il pilota della Toro Rosso non è riuscito a passare alla fase successiva della qualifica per soli 32 millesimi, finendo alle spalle di Sergio Perez, ma c’è da sottolineare come anche Kimi Raikkonen abbia dovuto giocarsi fino all’ultimo l’accesso alla Q2, salvandosi per soli 44 millesimi. “Penso sia un peccato. Mi sono sentito davvero bene con la vettura in FP3 questa mattina ed ero positivo in vista della qualifica” – ha dichiarato Kvyat a fine qualifica -. “Ma al pomeriggio la vettura non aveva più il giusto bilanciamento. Nel secondo tentativo ho fatto un paio di errori che non mi hanno permesso di migliorare il mio tempo. Non sono sicuro di cosa sia successo, ma ho perso ritmo e non sono riuscito a mettere insieme un buon giro. Tuttavia, il mio passo gara è abbastanza forte e anche se la posizione di partenza non è quella ideale, vediamo cosa possiamo fare domani”, ha poi aggiunto il russo. Nel corso dei suoi due tentativi, infatti, Daniil è stato autore di diversi piccoli bloccaggi e errori, figli generalmente di una vettura poco bilanciata a cui il pilota della Toro Rosso ha cercato di porre un rimedio spingendo più di quanto la vettura permettesse: da segnalare, inoltre, che il russo ha anche denotato una mancanza di velocità di punta sui rettilinei.

Q2: passano le Haas e Raikkonen

Per quanto riguarda i piloti di testa, l’episodio da segnalare è stata la scelta della Ferrari di far scendere in pista Charles Leclerc per il primo tentativo con la gomma media, in modo da farlo partire su quello stesso compound fuori dalla top ten a seguito della penalizzazione di 10 posizioni sulla griglia per la sostituzione del motore. Un compound su cui in realtà il monegasco si è trovato particolarmente bene, tanto da consentirgli di ottenere un ottimo tempo anche rispetto agli avversari più diretti. A confermarlo è stato anche Mattia Binotto nelle interviste: “Con le medie Leclerc si è trovato bene, soprattutto sull’anteriore. Le gomme medie erano più consistenti, cedevano di meno alla temperatura. Credo che abbia fatto un bel giro”.

Tutti gli altri, invece, hanno optato per la soft, una gomma che nelle simulazioni durante le libere ha dato buoni segnali sulla durata, tanto che Pirelli stessa l’ha suggerita come strategia più veloce accoppiata alla hard, anche se c’è da sottolineare come questi dati siano stati ottenuti con una pista più “fresca” rispetto a quella che i piloti dovrebbero trovare domenica pomeriggio. Nelle interviste post-qualifica sono stati molti i piloti a segnalare come la soft potrebbe essere una buona gomma per la partenza anche fuori dalla top-ten, ma indubbiamente la media lascia maggior flessibilità per capire l’evoluzione della corsa, soprattutto se le temperature più alte attese andranno ad influenzare in modo importante il comportamento degli pneumatici.

Spostandoci invece sulla lotta per evitare l’eliminazione, anche in questo caso si è trattato di una lotta sui centesimi di secondo, con Toro Rosso, Haas, Alfa Romeo, McLaren e Renault protagoniste. Come spesso accade, la midfield ha regalato distacchi piuttosto ridotti, tanto che, ad esempio, tra Pierre Gasly (ottavo) e Lando Norris (11°, il primo degli eliminati) il gap si è attestato sotto al decimo. A trovare l’esclusione dalla seconda manche di qualifica sono stati Sergio Perez, le due Renault di Nico Hulkenberg e Daniel Ricciardo, Antonio Giovinazzi e il già citato Lando Norris. Per quanto riguarda il messicano della Racing Point, come successo in altri appuntamenti del mondiale, le prestazioni in qualifica sono piuttosto altalenanti, e lo hanno visto ottenere solamente un 15° posto: il riferimento cronometrico non è stato in sé per sé così negativo, dato che ha concluso a meno di due decimi dalla top ten, ma su una pista così corta e con una midfield così compatta, ogni centesimo conta e può fare la differenza tra una posizione ed una di metà classifica. Al contempo è bene ricordare che Perez dà sempre il meglio di sé in gara e che le temperature più calde potrebbero aiutare la monoposto inglese, quindi è bene tenerlo in considerazione per la battaglia per i punti: “Oggi i margini sono stati piuttosto ridotti, ma non avevamo il passo per riuscire a centrare la top ten. Penso che avremo una vettura migliore per la gara e che le condizioni più calde dovrebbero giocare a nostro favore. Tuttavia è deludente concludere in quindicesima posizione. Penso che possiamo recuperare domani e provare a puntare ai punti”, sono state le parole del pilota della Racing Point.

Non è stata una grandissima giornata per le due Renault, entrambe fuori già in Q2, anche se indubbiamente la sessione è stata particolarmente tirata. Sia Daniel Ricciardo che Nico Hulkenberg non sono riusciti ad estrarre che quel qualcosa in più dalla monoposto per riuscire a centrare il passaggio all’ultima manche: “Questa settimana la midfield è stata molto compatta e anche oggi questo fatto si è confermato. È un circuito corto, in cui non ci sono molte curve. Non è stata una giornata perfetta da parte nostra oggi, ma amo queste battaglie e il fatto di essere così ravvicinati. Ho faticato nell’ultimo run in Q2, le nostre gomme si sono surriscaldate, ma è andata così. Non è un disastro, ma avrei preferito andare in Q3”, sono state le parole dell’australiano. Tra le due vetture di Enstone si è inserito Antonio Giovinazzi, il quale durante le libere sembrava in grado di poter lottare per una posizione nella top ten. Effettivamente l’italiano ha mancato l’accesso all’ultima manche di qualifica per poco meno di sessanta millesimi, però indubbiamente è un peccato considerando il potenziale mostrato precedentemente che gli avrebbe permesso di recuperare qualche posizione in griglia: ad influire negativamente sulla sua prestazione gli errori nel secondo tentativo, dove prima un bloccaggio in curva 1 e poi un testacoda nel secondo settore non gli hanno permesso di migliorarsi.

Sicuramente ci si aspettava qualcosa di più anche dalla McLaren sul giro secco, fuori con Lando Norris in Q2, seppur solo per una decina di millesimi in una midfield molto compatta. L’inglese ha comunque dimostrato di avere un buon passo per ambire alla zona punti, fattore che permettere anche alla squadra inglese di poter chiudere anche matematicamente la questione quarto posto nel mondiale costruttori, comunque ormai messo già in cassaforte a meno di episodi particolari.

Q3: Verstappen centra la pole

La lotta per la pole position ha riservato emozioni, soprattutto nel corso del primo tentativo, con i tre top team racchiusi in pochi decimi di secondo, a dimostrazione che su questa pista i valori in campo anche sul giro secco fossero abbastanza allineati. A conquistare la pole position è stato Max Verstappen, il giovane talento della Red Bull che ha centrato la sua seconda partenza dal palo in stagione dopo quella ottenuta in Ungheria. L’olandese è riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo, dopo che nel primo run aveva commesso un piccolo errore nel secondo settore aprendo il gas troppo presto e finendo eccessivamente sul cordolo, con il rischio di danneggiare l’ala anteriore. Max aveva poi chiesto se ci fossero stati danni, ma il box gli ha risposto che tutti i parametri erano in regola. La sua RB15 ha dimostrato di essere competitiva essenzialmente in tutte le zone della pista, sia su quelle più guidate che in quelle più veloci, sorprendendo anche per le velocità sfoderate sui rettilinei, soprattutto in confronto alla Mercedes: “Sono molto felice della pole position oggi. Sia la vettura che il motore hanno dimostrato di essere molto forti qui. Abbiamo fatto alcuni miglioramenti durante la nottata tra venerdì e sabato, con piccole modifiche anche nella FP3: tutto ciò ha aiutato ad avere un’ottima monoposto in qualifica. Sin dalla Q1 la vettura è ottima. In Q3 è stato leggermente più complicato in quanto le temperature si sono alzate, ma la monoposto si è dimostrata comunque buona. Questa pole dimostra un’ottima performance sia per noi che per Honda”.

Al suo fianco partirà Sebastian Vettel, secondo ma staccato di poco più di un decimo. Il tedesco non è riuscito a migliorarsi nel secondo run, complice anche la pista non in perfette condizioni rispetto al primo tentativo, e ciò ha lasciato dei rimpianti al Ferrarista per un piccolo errore commesso ad inizio Q3 all’altezza dell’ultima curva, dove era andato leggermente largo in uscita sul cordolo. Come comunque confessato dal tedesco nelle interviste post-qualifica, anche senza l’errore probabilmente non ci sarebbe stato il margine per riuscire a centrare la pole position: “Oggi siamo riusciti a far crescere bene la vettura, l’ho sentita sempre meglio man mano che le qualifiche entravano nel vivo ed è per questo che in vista della gara mi sento di dire che siamo ragionevolmente ottimisti. Per il Gran Premio dovrebbe essere un po’ più caldo, per cui sarà ancora più importante preservare le gomme e azzeccare le strategie”, ha commentato Sebastian. C’è da sottolineare come la Rossa in realtà si fosse dimostrata molto competitiva in generale, come dimostrato anche da Charles Leclerc, il quale è il pilota con più mini-settori record durante la Q3, ma in cui non è mai riuscito a mettere insieme un giro perfetto: così come il compagno di squadra, anche il monegasco è stato protagonista di un errore all’ultima curva nel corso del primo tentativo, fattore che probabilmente gli è costato quantomeno la prima fila virtuale (prima della penalizzazione).

Tra le due Ferrari si è inserito Lewis Hamilton, il quale poi ha ammesso di non aver tra le mani il potenziale per puntare alla pole position, ma quantomeno alla prima fila: “È stata una sessione di qualifiche impegnativa. Sapevamo che sarebbe stata molto serrata, ma alla fine non avevamo il ritmo per conquistare la pole. Nelle FP3 siamo andati bene, ma una volta arrivati in Q1 sia Ferrari che Red Bull avevano un grande vantaggio e sui rettilinei abbiamo perso parecchio tempo. Credo che l’ultimo giro sia stato il migliore in assoluto, ho spremuto la macchina al limite. Sono contento di essere tra i primi tre, questo rende la sfida più emozionante per me. Venerdì il nostro ritmo di gara sembrava buono, è stato uno dei nostri punti di forza tutto l’anno, ma domani sarà difficile per tutti, visto che le temperature dell’asfalto potrebbero arrivare anche a 50°C, numeri mai visti in questo weekend. Spero che il set-up scelto funzioni per domani”. C’è da sottolineare una cosa particolarmente interessante, soprattutto per le questioni temperature, ovvero come i due piloti Mercedes abbiano tolto le termocoperte dalle gomme nei box prima dei loro run in Q3, in modo da non trovarle surriscaldate nel giro veloce. Era qualcosa che non si vedeva da molto tempo, ma indubbiamente ciò lascia dei dubbi in merito alla gara, dove, seppur la squadra tedesca abbia dimostrato più volte quest’anno come la gestione degli pneumatici fosse il suo punto di forza e il buon passo mostrato al venerdì, sarà da vedere come la W10 reagirà alle alte temperature e al restare in scia agli altri piloti. Il suo compagno di squadra, Valtteri Bottas, scatterà dalla quarta casella, andando a completare una seconda fila tutta Mercedes: attenzione a chi partirà dalle caselle pari, in quanto saranno sull’interno alla prima curva. Quinto posto per Alexander Albon, in costante progresso, su una pista che oltretutto non aveva mai visto prima di questa stagione.

Per quanto riguarda il resto della top, c’è da segnalare l’ottimo settimo posto di Pierre Gasly, il quale ha confermato quanto ti buono si era visto al venerdì, dove entrambe le Toro Rosso si erano messe in lizza per un posto nella top ten, confermando quanto di buono si era visto negli ultimi appuntamenti. Una giornata soddisfacente anche per la Haas, la quale dopo dei weekend estremamente complicati come quello del Messico e degli Stati Uniti, è riuscita a centrare una doppia Q3 con entrambi i piloti, a dimostrazione che nelle giuste condizioni, la VF-19 sia ancora un’ottima monoposto: sarà da analizzare come, però, la vettura si comporterà in condizioni più calde, in quanto ha dimostrato più volte durante la stagione di soffrire in modo importante i cambi di temperatura e il cambio di bilanciamento tra giro secco e passo gara. Tra le due monoposto del team tedesco si è inserito Kimi Raikkonen, bravo a sfruttare la sua Alfa Romeo per tornare in Q3 dopo un periodo difficile per lui e il suo team. Negli USA il finlandese era andato davvero vicino a conquistare nuovamente dei punti validi per la classifica costruttori, occasione che si ripresenterà anche qui in Brasile.

Le strategie per la gara

Per quanto riguarda le strategie, basandosi sui dati del venerdì Pirelli suggerisce una strategia soft-hard come quella più veloce. Sulla carta, secondo il costruttore italiano anche la tattica soft-media è da tenere in considerazione, ma sarebbe più lenta della controparte. Sarà comunque da valutare come la media reagirà a temperature più alte, per comprendere quanto possa divenire un’alternativa per la seconda parte di gara o se i team opteranno per una strategia più tranquilla.

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