F1 | Ferrari, è stato giusto tentare l’azzardo

Tra un terzo e posto posto non cambiava nulla: la Rossa è alla ricerca di quella vittoria diventata un'ossessione

F1 | Ferrari, è stato giusto tentare l’azzardo

Ferrari, Ferrari, Ferrari e ancora Ferrari. La scuderia del Cavallino ha monopolizzato la scena mediatica del Gran Premio di Turchia, mettendo tra l’altro in secondo piano la vittoria di un ottimo Valtteri Bottas tornato sul gradino più alto del podio a distanza di un anno. A finire sul banco degli imputati è stata la scelta strategica di Maranello che ha deciso di lasciare in pista Charles Leclerc, non richiamando così il monegasco ai box per montare nuove gomme intermedie come invece hanno optato la stragrande maggioranza dei muretti.

Una scelta su cui molti tifosi della Ferrari hanno puntato il dito, evidenziando l’atavica lacuna del Cavallino di non essere reattivo nelle fasi cruciali di gara. Eppure la Ferrari ha fatto bene a provarci, tentando di vincere una gara che manca disperatamente nella bacheca da oltre due anni. Diventata oramai un’ossessione, un digiuno da esorcizzare. In passato si è puntato il dito contro una squadra che non osava mai, che non aveva mai inventiva strategica. Eppure quando avviene questo cambio di tendenza, si è subito pronti a criticare. Non provando a scavare a fondo sui perché la Ferrari abbia deciso di tentare l’azzardo, anziché accodarsi al resto del gruppo.

Forse perché a Maranello hanno capito che tra un terzo e un quarto posto, in questo preciso momento storico, non cambia praticamente nulla essendo tra l’altro l’unica tra le Top 5 a non aver ancora timbrato il cartellino in questo 2021. Quella chance che hanno sfruttato altre squadre, McLaren e Alpine, mentre la Ferrari ha tentato di coglierla con l’azzardo che come una moneta ha una doppia faccia: può andare bene ma può anche andare male. E in questo caso non ha sorriso alla Rossa.

Meglio situazioni come quella di Istanbul che non la superficialità mostrata a Montecarlo, dove non si è ispezionata nel dettaglio la vettura di Charles Leclerc che avrebbe potuto agevolmente puntare alla vittoria partendo dalla pole position. Sono quelle le situazioni inammissibili che non si devono ripetere per una squadra dal blasone, dalla storia e dalla tradizione come la Ferrari. E in quel caso le critiche erano tutte legittime e doverose.

Chi scrive è stato uno dei primi critici sulla gestione dello scorso anno, ma quest’anno a piccoli passi la Ferrari sta dando segnali di ripresa. Gli sbagli ci sono stati, per carità, ma così come i miglioramenti: basti fare un confronto tra 2020 e 2021 per rendersene conto. Anche il nuovo motore, montato su entrambe le SF21 negli ultimi due appuntamenti, ha dato ottimi feedback. Ed era molto importante, considerando che la power unit è stato uno dei talloni d’Achille della Rossa.

A Maranello non hanno la bacchetta magica, ma certamente stanno cercando di porre rimedio agli errori commessi nel recente passato. E ce ne sono stati parecchi. Al momento non si può chiedere altro. In questo 2021 conta solo fare meglio del 2020. Altra storia è il 2022, dove la Ferrari si giocherà buona parte della sua credibilità futura.

Piero Ladisa


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