F1 | Dalla speranza all’illusione iridata, il 2018 di Vettel

E’ stata una stagione altalenante quella disputata dal tedesco, per il 2019 non servono stravolgimenti ma solo compattezza e serenità

F1 | Dalla speranza all’illusione iridata, il 2018 di Vettel

Quello che nelle prossime ore andrà in archivio è stato un anno dai due volti per Sebastian Vettel. Estremamente positivo nella prima metà, assolutamente a scartamento ridotto da settembre fino al rompete le righe di Abu Dhabi.

Il tedesco infatti per la seconda stagione consecutiva ha concluso il Mondiale alle spalle di Lewis Hamilton che, con il quinto trionfo iridato in carriera, ha staccato proprio il rivale della Ferrari nella classifica all time dei titoli iridati eguagliando un mito dell’automobilismo come Juan Manuel Fangio.

Eppure il campionato era nato sotto i migliori auspici per Vettel, che aveva trionfato nelle prime due gare disputata in Australia e in Bahrain. Proprio nel deserto di Sakhir si era reso protagonista di una maiuscola prestazione, gestendo in modo straordinario le gomme nella seconda metà di gara non cedendo il fianco alla Mercedes di Valtteri Bottas.

A finire sul banco degli imputati sono stati i vari errori commessi da Vettel, che ancora una volta ha mostrato un’eccessiva emotività nei momenti topici delle gare esternando “quell’animo meridionale” come ricordava il compianto presidente Marchionne . Il primo dei quali commesso a Baku dove, nel tentativo di sopravanzare Bottas alla ripartenza post Safety Car, termina lungo a curva 1 perdendo di fatto la possibilità di conquistare la vittoria visto il ritiro della Mercedes del finlandese arrivato qualche giro dopo.

A cui è seguita qualche mese dopo la collisione in partenza al Paul Ricard con Bottas, che ha costretto poi Vettel a una rimonta dal fondo del gruppo. Ma l’errore da matita blu, come sottolineato anche dal diretto interessato (“Un piccolo errore dai risultati devastanti”), è stato quello andato in scena nella gara di casa di Hockenheim. Un ritiro assolutamente imprevedibile, impronosticabile, con quell’uscita nel tratto del Motorhome che grida ancora vendetta. Una vittoria letteralmente gettata alle ortiche, visto il nome del vincitore di quella gara (Hamilton) che trionfò partendo addirittura dalla quattordicesima posizione.

Uno dei più grandi sbagli della Ferrari e di Vettel compiuto quest’anno è stato proprio quello di non capitalizzare le grandi chance che si sono presentate in weekend favorevoli, che avrebbero permesso alla Rossa di tramortire psicologicamente la concorrenza. Soprattutto ad Hockenheim, dove il Cavallino e il suo alfiere arrivavano col vento in poppa dopo la straordinaria prova di forza ammirata a Silverstone.

A Spa, al rientro dalla pausa estiva, Vettel sforna l’ultima grande prestazione del 2018 dove riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio delle Ardenne dopo un digiuno durato ben nove anni. Sembrava l’alba di una trionfale seconda metà di campionato che invece di lì a poco si sarebbe trasformata in una delle più profonde e tenebrose notti. Iniziando dalla nefasta domenica di Monza, dove neppure il più pessimista tra i pessimisti avrebbe potuto pronosticare quell’inizio shock di gara dopo la superba prima fila ottenute dalle Rosse in qualifica. Il contatto alla Roggia con la Mercedes #44 di Hamilton sgretola le certezze di Vettel, che non riuscirà più a vincere fino al termine della stagione. Al contrario del rivale che, proprio in Brianza, consolida la propria leadership inanellando un filotto di vittorie che lo porterà all’ennesimo trionfo iridato.

Sarebbe però intellettualmente disonesto attribuire al solo Vettel le cause della debacle consumatasi quest’anno, ricordando anche gli errori commessi dalla stessa Ferrari con gli aggiornanti che non hanno dato le risposte attese obbligando Maranello a ritornare alle specifica precedenti. Senza dimenticare le infelici scelte strategiche rivelatesi autentici boomerang. Come l’autogol compiuto nella Q3 di Suzuka, dove le SF71-H furono le uniche monoposto a scendere in pista con gomme intermedie.

La base da cui ripartire nel 2019 è buona, non occorrono stravolgimenti. A Maranello occorre solo lavorare compatti e con la giusta serenità. In questi anni Vettel è riuscito a infrangere tanti tabù con la tuta rossa della Ferrari. Ora i tifosi gli chiedono di porre fine al digiuno più atteso…

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1 commento
  1. Roberto30000

    31 dicembre 2018 at 20:33

    Il 2018, 2019, 2020, 2021 etc….
    Vettel non voncera mai un mondiale con la Ferrari

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