La Formula 1 del 2026 ha numeri record nonostante il nuovo regolamento tecnico

Sold-out tutte le tribune da Melbourne a Budapest: crescono anche gli ascolti TV

I dati delle prime undici gare del mondiale 2026 certificano un successo commerciale senza precedenti per la Formula 1, tra tutti esauriti sulle tribune e ascolti televisivi in costante impennata globale. Dietro le cifre record restano però le polemiche per le palesi storture del regolamento tecnico sulle power unit, un nodo che la FIA e Liberty Media hanno già parzialmente sciolto in vista dei prossimi anni, in attesa di un ciclo più semplice e soprattutto più racing
La Formula 1 del 2026 ha numeri record nonostante il nuovo regolamento tecnico

La Formula 1 vede una continua crescita di numeri e ascolti nonostante il regolamento tecnico 2026. È questo quello che emerge dai dati raccolti nelle prime undici gare della stagione, che hanno visto come grande protagonista Kimi Antonelli. Il giovane italiano ha vinto sei volte quest’anno, issandosi a leader del mondiale davanti a un monumento come Lewis Hamilton, che a Barcellona ha vinto per la prima volta con la Ferrari. Tutto bellissimo se non fosse appunto per delle normative che vanno in netta contrapposizione con lo spirito del motorsport e dello sport in generale.

Il paradosso delle power unit 2026 e le storture del regolamento

Fortunatamente, meglio tardi che mai, Formula 1 e FIA hanno riconosciuto come le power unit 50% elettriche non siano possibili in un campionato dove per poter andare più forte bisogna decelerare (per farla molto spiccia), e vedere in circuiti storici come Melbourne, Silverstone o Spa i piloti andare più piano nonostante il piede a tavoletta sull’acceleratore, è obiettivamente contro ogni concezione sportiva. Il futuro, speriamo, sarà più roseo, ma nel frattempo la Formula 1 celebra numeri da record, perché al di là di tutto il fascino di un weekend di gara dal vivo sembra davvero non avere prezzo, e diciamocelo, purtroppo molti appassionati non capiscono cosa ci sia dietro a uno scambio di posizioni spacciato per un sorpasso, come purtroppo abbiamo visto fin troppe volte quest’anno.

In una tavola rotonda con la stampa internazionale, Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, ha tracciato un bilancio dello stato di salute del Circus, ponendo l’accento sulla risposta del pubblico: “Sono molto felice del futuro che abbiamo davanti. I numeri sono in crescita su tutti i fronti: fandom, ascolti TV e pubblico generale negli autodromi. Il campionato sta diventando affascinante, c’è molta azione in pista e la gente lo adora”.

Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1 – XPB Images

Dal punto di vista del posizionamento commerciale e strategico sul piano globale, il vertice della categoria regina ha poi aggiunto una riflessione sul ruolo guida assunto dal campionato automobilistico nel panorama dello intrattenimento sportivo mondiale.

“La Formula 1 è un punto di riferimento per tutte le principali leghe sportive, che ci osservano per capire come tutto ciò sia possibile – ha spiegato il manager imolese -. È possibile perché osserviamo e ascoltiamo con attenzione questo immenso micro-mondo in continua espansione. L’unico modo per avere successo è rimanere rilevanti per le diverse community che intendiamo coinvolgere”.

Cifre da record negli autodromi: 3,7 milioni di spettatori e 11 sold-out

A confermare la portata quantitativa di queste affermazioni sono i riscontri numerici relativi alla presenza fisica degli appassionati lungo i tracciati del mondiale. Ciascuno degli undici appuntamenti disputati finora nella prima metà della stagione ha registrato il tutto esaurito sulle tribune. In totale, quasi 3,7 milioni di spettatori hanno affollato i circuiti durante i primi undici fine settimana di gara dell’anno, segnando un incremento netto del 6% rispetto ai 3,4 milioni registrati negli stessi appuntamenti della stagione 2025.

Il percorso compiuto fino a questo momento ha permesso di stabilire ben sei nuovi record storici di affluenza per i rispettivi autodromi. L’Albert Park di Melbourne ha aperto la serie toccando la quota record di 484.000 presenze, seguito da Montreal in Canada con 360.000 spettatori e dal Red Bull Ring in Austria con 320.000 tifosi. Silverstone ha fatto registrare il dato più imponente dell’anno raggiungendo 564.000 presenze nell’arco del weekend, mentre Spa-Francorchamps in Belgio e l’Hungaroring in Ungheria hanno chiuso il quadro arrivando rispettivamente a 400.000 e 310.000 spettatori.

Lewis Hamilton e Charles Leclerc a Silverstone – XPB Images

Rispetto al 2025, le crescite percentuali più marcate si sono verificate in Giappone con un incremento del 18%, nel Gran Premio di Gran Bretagna con un più 13% e in Austria con una crescita del 7%.

L’impennata degli ascolti TV globali e l’effetto sui mercati chiave

Parallelamente al riempimento totale delle tribune, la fruizione televisiva globale sta evidenziando indici di ascolto in forte e costante crescita, con performance concentrate in mercati di rilevanza strategica come Brasile, Italia e Cina. Nel Paese sudamericano il pubblico televisivo totale ha mostrato un balzo impressionante, arrivando in diversi fine settimana a registrare ascolti fino a cinque volte superiori rispetto a quelli riscontrati nel 2025. Un dato emblematico è arrivato dal Gran Premio di Gran Bretagna, che ha raggiunto la cifra record di 18 milioni di spettatori complessivi sulle emittenti TV Globo e SportTV3. Si tratta del dato più alto per la gara inglese negli ultimi otto anni, oltre che del pubblico più numeroso rilevato in un singolo mercato per un Gran Premio di Formula 1 dal 2020 a oggi.

In Italia la crescita dell’audience televisiva cumulata fino alla tappa di Silverstone si attesta su un ragguardevole 27% rispetto all’anno passato. Diversi appuntamenti hanno segnato i picchi di ascolto più elevati delle ultime stagioni sul territorio nazionale, con il Gran Premio del Giappone che ha fatto registrare il miglior risultato dal 2017 e il Gran Premio del Belgio che ha toccato il punto più alto dal 2019. In Cina, gli ascolti del fine settimana di gara a Shanghai sono più che raddoppiati su base annua, spinti da una maggiore copertura mediatica.

Su scala globale, lo storico Gran Premio di Monaco ha superato la soglia degli 80 milioni di telespettatori, mettendo a segno un incremento a doppia cifra percentuale rispetto alla scorsa edizione.

La svolta mediatica con Apple e la struttura del futuro calendario

Il consolidamento commerciale del campionato è passato anche attraverso l’estensione pluriennale dei contratti per i diritti televisivi con partner di rilievo quali ESPN LATAM fino al 2028, beIN fino al 2030, Kayo Sports fino al 2027, Sky UK fino al 2034 e Sky Italia fino al 2032. In parallelo prosegue la partnership di trasmissione avviata negli Stati Uniti con Apple, un’operazione destinata a ridefinire gli standard del settore.

Su questa scelta, Stefano Domenicali ha ribadito la visione della disciplina: “Stiamo cambiando il modo in cui i detentori dei diritti monitorano, producono e valutano i contenuti. Il nostro obiettivo è creare una maggiore consapevolezza nei mercati grazie a contenuti in streaming più ampi, e di recente abbiamo riscontrato numeri davvero eccellenti”.

Un esempio concreto di questa trasformazione si è visto durante il Gran Premio del Canada, caratterizzato dalla prima storica trasmissione in simulcast tra Apple e Netflix in contemporanea con il lancio della nuova stagione di Drive to Survive, intercettando un pubblico giovane e variegato.

Questa solidità finanziaria trova riscontro anche nell’assetto a lungo termine del calendario automobilistico. Oltre all’accordo per disputare il Gran Premio del Bahrain in Malesia nel 2026, in sinergia con il paese arabo, la Formula 1 ha siglato un contratto quinquennale con il tracciato di Istanbul Park in Turchia fino al 2031 e un prolungamento decennale per l’evento stradale di Las Vegas fino al 2037.

Completa la programmazione l’accordo di alternanza pluriennale stabilito tra Barcellona e Spa-Francorchamps per il periodo fino al 2032, oltre al rientro programmato di Portimão nel biennio 2027-2028. Un quadro commerciale di assoluta stabilità che permette alla Formula 1 di guardare al futuro con forza, a condizione di saper intervenire senza esitazioni sulle lacune tecniche che rischiano di oscurare lo spettacolo in pista.

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