F1 GP Spagna | Antonelli: “Questa volta sono stato fortunato”
"Il Madring non offre possibilità di sorpasso, e il degrado è stato molto inferiore del previsto", ha detto Kimi

da Madrid, Spagna
Vittoria importantissima per Kimi Antonelli, che al Madring allunga sensibilmente in campionato, ora saldamente nelle sue mani con ben 81 punti di vantaggio su George Russell, 101 su Lewis Hamilton e 106 su un Lando Norris in costante e continua crescita, e che oggi avrebbe strameritato la vittoria se non fosse stato per il timing assolutamente sfortunato dell’uscita della Virtual Safety Car dopo il ritiro di Stroll. È lo stesso Kimi, infatti, ad ammettere questo aspetto, lo ha fatto subito dopo la gara e lo ha ribadito anche in conferenza stampa.
Il bilancio del fine settimana tiene conto dell’episodio chiave che ha orientato l’esito della corsa a discapito della McLaren, rimasta vittima di una VSC scattata nel momento peggiore possibile per la propria strategia: “È bello vincere e penso che il passo nel finale fosse buono, ma se devo essere realistico e onesto oggi non meritavamo – dichiara Antonelli analizzando la corsa -. Lando meritava la vittoria e credo che il nostro risultato reale fosse un secondo o persino un terzo posto. Bisogna accettare che la ruota gira: questa volta la fortuna è stata dalla nostra parte, ma nelle prossime gare la situazione potrebbe rovesciarsi. Per questo motivo è fondamentale massimizzare ogni opportunità che ci viene concessa per ottenere il miglior risultato possibile”.
L’avvio di gara e le fasi concitate al via
Lo spunto alla partenza si è rivelato problematico per Kimi, costretto a difendersi dall’attacco immediato degli inseguitori e a gestire un primo giro caratterizzato da duelli al limite del consentito: “Alla partenza non ho fatto un buon lavoro, sono stato un po’ troppo aggressivo mettendomi in una brutta posizione. Ci ho provato, ma era chiaro che Lando non mi avrebbe lasciato passare facilmente e ha fatto esattamente ciò che doveva”.
“Mi sono ritrovato a tagliare la chicane due volte. Nella seconda variante pensavo di potercela fare, ma ho avvertito che c’era un rischio troppo alto di contatto e ho deciso di accodarmi per evitare danni. In quel momento mi sono trovato in una posizione scomoda, tanto che Max Verstappen è riuscito a passarmi all’esterno in Curva 7”.
La dinamica delle posizioni nei primi giri ha visto anche un episodio singolare tra Antonelli e Verstappen, con l’olandese che ha rallentato perché intimato dai box (e dalla FIA) a restituire la posizione a Hamilton dopo l’episodio in partenza, con Lewis che nel frattempo era finito quarto dietro Max (terzo) e lo stesso Kimi (secondo).
“Quando Max mi ha lasciato sfilare al quarto giro ero un po’ confuso, perché non mi sembrava mi avesse sorpassato fuori pista. Inizialmente non capivo la manovra, poi mi ha spiegato che doveva restituire la posizione a Hamilton. È stata una situazione particolare, soprattutto perché Lewis stava avendo problemi ai freni. Ecco perché considero questa vittoria fantastica, ma certamente non arrivata nel modo in cui avrei voluto vincere sul campo”.
La gestione della Virtual Safety Car e l’intesa con il muretto
Il punto di svolta decisivo della corsa si è concretizzato in occasione dell’ingresso della Virtual Safety Car. La comunicazione tempestiva tra il muretto della Mercedes e il pilota ha permesso di sfruttare la finestra del cambio gomme con una precisione cronometrica.
“C’è stata una comunicazione eccellente tra me e il mio ingegnere di pista Bono. Mi ha avvisato tempestivamente della Virtual Safety Car e in quell’istante ho cercato di rallentare un po’ nell’ultimo settore, apposta per capire se riuscivo a cogliere il regime di neutralizzazione proprio prima dell’ingresso della corsia box. Il timing è stato perfetto. Prima di quel momento la situazione non era comoda, stavo dietro a Charles Leclerc e non sapevo se spingere per mettergli pressione o risparmiare le gomme. Ho dovuto avere molta pazienza. Quando lui ha effettuato la sosta ho avuto strada libera e ho potuto impostare il mio ritmo”.
Il comportamento degli pneumatici e i limiti del tracciato
Diverso dalle attese della vigilia si è rivelato il rendimento delle coperture Pirelli, capaci di garantire una tenuta superiore rispetto alle simulazioni dei team durante le prove libere.
“Il degrado si è rivelato molto inferiore alle previsioni, complice la progressiva gommatura dell’asfalto con il passare dei giri – chiarisce Antonelli -. Questo elemento ha reso percorribile la strategia ad una sola sosta. Nel finale le gomme erano arrivate, ma su questo tracciato sorpassare è difficilissimo e si può gestire la posizione fino al traguardo. Lo si è visto anche con Charles Leclerc, che ha completato circa cinquanta giri sulla mescola dura mantenendo un ritmo decoroso. La differenza principale l’ha fatta la gomma Hard, molto più resistente al graining rispetto alle attese”.
Le caratteristiche del tracciato di Madrid sono state oggetto di severe considerazioni al termine del Gran Premio, con una critica esplicita alla conformazione del disegno per quanto riguarda lo spettacolo e le opportunità di sorpasso.
“Questa pista non offre reali opportunità di sorpasso e non ti invoglia a tentare l’affondo perché l’80% delle volte rischi il contatto. Nella seconda chicane, se avessi forzato l’entrata, io e Lando ci saremmo toccati finendo contro il muro o bloccando la pista. Ci sono curve che vanno assolutamente modificate per favorire i sorpassi. Al momento il tracciato è bellissimo nel giro secco in qualifica, ma in gara si rimane inesorabilmente bloccati dietro alle altre vetture”.
La corsa al titolo e l’importanza dell’ambiente familiare
Con un margine di 81 punti sul primo degli inseguitori, la classifica iridata sorride ampiamente al portacolori della Mercedes. Ciononostante, la linea condivisa con il team e la famiglia rimane orientata alla cautela e alla costanza prestazionale senza fare calcoli prematuri: “Avere 81 punti di vantaggio e stare in testa è fantastico, ma mancano ancora otto o nove gare e dobbiamo continuare a spingere. Non si può mai sapere cosa possa accadere, per cui devo essere pronto a tutto e massimizzare ogni opportunità senza guidare con l’ansia del campionato”.
“Sono fortunato ad avere attorno persone eccezionali, a partire da un team incredibile fino alla mia famiglia. Mio padre è la persona che mi tiene saldamente agganciato alla realtà: quando vede che rischio di perdere la bussola non si fa problemi a sgridarmi e a riportarmi coi piedi per terra. Il suo supporto mi aiuta a concentrarmi solo sulla guida per dare il massimo ogni volta che salgo in macchina”.
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