F1 GP Spagna | McLaren, Stella: “Non contesto nulla alla direzione gara”
"Forse si può valutare l'introduzione di correttivi in futuro per garantire maggiore equità", ha detto l'ingegnere di Orvieto

da Madrid, Spagna
La McLaren ha certamente da recriminare per il risultato del Gran Premio di Spagna. Lando Norris stava dominando la gara nei primi giri, ma la Virtual Safety Car chiamata dalla direzione gara per il ritiro di Lance Stroll ha cambiato le carte in tavola, entrando in regime di neutralizzazione proprio subito dopo il passaggio del campione inglese sul traguardo. Questo ha permesso a Kimi Antonelli e Max Verstappen, suoi diretti inseguitori, di fermarsi ai box e guadagnare un sacco di tempo.
A quel punto, Norris è rientrato il giro dopo, ma quando la VSC era già finita, peraltro con un errore al cambio gomme da parte dei meccanici che ha allungato la sosta a sette secondi. Insomma, è andato tutto storto al team di Woking, ma Andrea Stella non vuole fare drammi, e si porta a casa certamente un passo gara di altissimo livello e un Lando che negli ultimi mesi sta offrendo prestazioni eccellenti, persino migliori di quelle dello scorso anno, quando divenne campione del mondo.
L’analisi del muretto evidenzia l’insolita natura della battuta d’arresto subita in Spagna: “Nel giro di rientro Lando mi ha detto chiaramente che oggi eravamo perfino troppo veloci, dato che avevamo accumulato un vantaggio superiore a quello necessario per vincere la gara – ha spiegato Andrea Stella illustrando la dinamica degli eventi -. Rimaniamo con il rammarico per il tempismo sfavorevole sia dell’inizio che della fine della Virtual Safety Car, che ci ha impedito di ottenere il guadagno di tempo tipico di quella fase. Abbiamo valutato l’ipotesi di proseguire senza fermarci, ma restare in pista con gomme medie usurate contro avversari con coperture dure nuove ci avrebbe esposto a un degrado eccessivo. Rientrare ai box era l’unica decisione logica da prendere”.
L’analisi delle operazioni e il margine di miglioramento ai box
Sulla gestione delle procedure di sosta, Stella ha esaminato la prestazione dei meccanici senza attribuire al ritardo nei box la responsabilità primaria del risultato finale. Il problema riscontrato durante il cambio gomme rappresenta un fattore operativo che il team intende analizzare per evitare che si ripeta nei prossimi appuntamenti.
“Quando si parla di sfortuna occorre essere cauti, ma in questa occasione ci siamo trovati di fronte a una definizione quasi matematica di sfortuna – ha proseguito il team principal della McLaren -. Accettiamo a testa alta l’impatto degli eventi che non potevamo controllare, mentre valutiamo positivamente quanto è stato gestito sotto la nostra diretta responsabilità”.
“Resta il fatto che abbiamo registrato un pit-stop di sette secondi, un elemento su cui dobbiamo lavorare perché non è la prima volta in stagione che affrontiamo un rallentamento nei box. Però, ai fini della gara in sé, questo episodio non ha modificato l’esito finale: Lando sarebbe comunque rientrato alle spalle di Russell e non avrebbe avuto la possibilità di superare Verstappen e Antonelli in pista”.
La gestione della corsa e il dibattito sulle regole VSC
Il momento dell’attivazione della Virtual Safety Car ha riacceso la discussione sulla gestione delle neutralizzazioni e sull’impatto che queste hanno sui distacchi tra le vetture. Stella, su nostra precisa domanda, ha chiarito la posizione della squadra nei confronti della direzione gara, escludendo responsabilità degli ufficiali di gara.
“Il direttore di gara applica le direttive e i regolamenti esistenti nel momento in cui gestisce le fasi critiche, e la sua attenzione giustamente si concentra sull’attivazione e sulla disattivazione delle procedure in sicurezza – ha dichiarato l’ingegnere di Orvieto a Motorionline -. Chiedergli di monitorare le dinamiche delle posizioni in pista rappresenterebbe una distrazione inopportuna. Non abbiamo nulla da contestare alla direzione gara, che ha svolto il proprio compito in conformità con le norme vigenti. Esiste casomai un tema più ampio che la Formula 1 potrebbe affrontare per valutare se introdurre correttivi capaci di garantire maggiore equità”.
Un eventuale intervento sul regolamento sportivo richiederebbe tuttavia un confronto approfondito all’interno delle sedi competenti della categoria: “Non ho una certezza assoluta su quale possa essere la soluzione ideale. Si potrebbe discutere l’introduzione di una durata minima della Virtual Safety Car, ad esempio imponendo un giro completo per sottoporre tutti i piloti alle stesse condizioni, oppure mantenere l’impostazione attuale accettando la componente casuale degli eventi. Qualsiasi revisione dovrà essere esaminata prima dallo Strategy Advisory Committee e successivamente dalla F1 Commission, seguendo un iter che richiede i giusti tempi procedurali”.
In merito alla possibilità di anticipare la sosta prevedendo l’ingresso imminente dei mezzi di soccorso, Stella ha sottolineato l’importanza di non cedere a decisioni affrettate: “A posteriori potrebbe sembrare un’opzione valutabile, ma rientrare ai box prima dell’effettivo congelamento della gara comporta un rischio di perdita pari a ventisette secondi, una scelta inaccettabile per chi si trova al comando della corsa. La priorità resta quella di reagire alle condizioni oggettive del tracciato”.
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