F1 GP Spagna | Ferrari, Vasseur: “Leclerc ha fatto un ottimo lavoro senza commettere errori”

"Ci è mancata la qualifica, non riusciamo a mettere tutto insieme", ha detto Charles

La Ferrari archivia il Gran Premio di Spagna a Madrid con il quarto posto di Charles Leclerc e il ritiro di Lewis Hamilton. Fred Vasseur fa chiarezza sulle scelte tattiche del muretto, sulle criticità incontrate nelle qualifiche del sabato e sui problemi tecnici che hanno fermato il pilota britannico dopo pochi giri. Nonostante l'assenza di neutralizzazioni che avrebbero potuto favorire la strategia di Leclerc, il manager francese conferma la bontà del passo gara e la prosecuzione dello sviluppo sulla vettura
F1 GP Spagna | Ferrari, Vasseur: “Leclerc ha fatto un ottimo lavoro senza commettere errori”

da Madrid, Spagna

La Ferrari ha chiuso il Gran Premio di Spagna al quarto posto con Charles Leclerc, unico dei due piloti in rosso a rimanere in pista. Lewis Hamilton, infatti, è stato costretto al ritiro dopo appena sei giri per un guasto ai freni, con il pedale risultato essere troppo lungo improvvisamente. Un periodo certamente non fortunato per la Scuderia di Maranello, anche perché lo stesso campione inglese sentiva di avere a disposizione una SF-26 in grado di lottare per il podio, e forse per qualcosa in più. Dall’altra parte, la gara del monegasco è stata eccellente, praticamente tutta su gomme hard in attesa di una Safety Car, Virtual o bandiera rossa che però non è mai arrivata.

L’analisi del fine settimana da parte di Frederic Vasseur parte proprio dalla differenziazione tattica impostata alla partenza. La scelta di dividere le opzioni strategiche tra le due vetture è stata condivisa da tutti i principali team presenti in griglia. La scommessa di allungare lo stint con gomma dura sulla monoposto #16 puntava direttamente alla vittoria finale, ma l’assenza di incidenti o neutralizzazioni ha limitato la resa della tattica.

“Partire con una vettura sulle hard e l’altra sulle soft era la scelta comune un po’ per tutti – chiarisce il francese -. Charles ha fatto un ottimo stint con le hard. A un certo punto stavamo aspettando una Safety Car o una Virtual Safety Car. Prima della gara si diceva che ce ne sarebbero state almeno due, ma non è successo. Almeno ci abbiamo provato, il passo c’era e lo stint è stato molto buono. Alla fine non è stato il massimo come risultato finale, ma abbiamo corso praticamente due gare in una. Uno scenario prevedeva un’altra Safety Car e in quel caso saremmo stati in posizione per lottare per la vittoria. Senza Safety Car, ci siamo dovuti accontentare del quarto posto”.

La gestione di Leclerc e il momento della sosta

Durante la fase centrale della corsa, Leclerc ha mantenuto un ritmo costante senza commettere sbavature. Il muretto box ha monitorato il rientro di George Russell per evitare che il pilota della Mercedes potesse scavalcare la Ferrari durante la finestra del pit-stop.

“Sicuramente per un pilota è difficile, ma gli avevamo dato un tempo target sul giro e lui lo replicava costantemente. Era inutile mettersi a pensare ad altre opzioni. Onestamente Charles ha fatto un ottimo lavoro, molto solido. Non ha fatto un solo errore in 49 giri con gomme usurate spingendo come un matto, e credo che abbiamo ottenuto il massimo possibile dalla situazione che si era creata. Se ci è mancato qualcosa questo weekend non è stato la domenica, ma probabilmente un po’ la qualifica di ieri. A un certo punto avevamo Russell quasi nella finestra del pit-stop, a quattro o cinque secondi dal margine di sicurezza, e volevamo semplicemente coprirci su di lui. È chiaro che ti prendi un rischio, perché se rientri e al giro dopo c’è una bandiera rossa vieni penalizzato, ma non abbiamo la sfera di cristallo”.

Il ritiro di Lewis Hamilton e la sicurezza dei freni

Sul fronte opposto del box, la gara di Lewis Hamilton è finita dopo appena sei giri. Il cedimento dell’impianto frenante ha costretto la squadra a fermare la vettura per evitare situazioni di pericolo su un tracciato cittadino privo di ampie vie di fuga.

“Ha avuto un problema ai freni – spiega Vasseur nel dettaglio -. Ha perso i freni una prima volta e poi di nuovo in un’altra occasione qualche giro dopo. A quel punto abbiamo deciso di fermare la macchina perché su questo tracciato è troppo pericoloso prendere rischi del genere. Il pedale andava a vuoto ed è scattata la bandiera gialla. Abbiamo cercato di risolverlo dal muretto box, ma è successo di nuovo quattro o cinque giri dopo. Non aveva senso prendersi rischi folli in queste condizioni a 56 giri dalla fine”.

Il ritardo accumulato in classifica piloti non modifica l’approccio del team. Vasseur ribadisce che la squadra continuerà a gestire ogni appuntamento singolarmente, senza lasciarsi condizionare dai 101 punti di distacco dalla vetta.

Il nodo qualifiche e lo sviluppo della monoposto

L’elemento critico emerso nel fine settimana madrileno riguarda la resa della vettura durante la sessione di qualifica. La SF-26 ha mostrato una competitività solida sulla lunga distanza e nella gestione del passo gara, mentre ha faticato nell’estrarre la massima prestazione nel tentativo decisivo del Q3.

“Se guardiamo l’evoluzione tra Q1, Q2 e Q3 il quadro è chiaro – osserva Vasseur -. Negli ultimi due weekend il profilo è stato lo stesso: avevamo un passo discreto in qualifica ma non abbiamo messo tutto insieme nell’ultimo tentativo, mentre il passo gara si è rivelato buono. Se oggi dovessi indicare un aspetto su cui concentrare il team, sarebbe l’evoluzione del ritmo durante le qualifiche più che il passo secco in sé, ossia lo step che si riesce a fare tra un tentativo e l’altro. Eravamo lì in Q1 e Q2, il potenziale c’è, dobbiamo solo mettere a punto tutto per il Q3. Dobbiamo assolutamente fare un lavoro migliore in qualifica per capitalizzare poi la domenica”.

Nonostante il margine accumulato dalla concorrenza nei due campionati, la Scuderia non intende interrompere la progettazione e il lavoro di sviluppo sulla monoposto attuale. L’integrazione tra i concetti tecnici correnti e i progetti futuri consente di proseguire la ricerca prestazionale senza disperdere risorse.

“Non fermeremo lo sviluppo. Non siamo nella situazione di dodici mesi fa, perché ciò che sviluppiamo oggi potremo riportarlo sul progetto del prossimo anno. Continueremo a lavorare, magari concentrandoci di più su certi dettagli specifici, ma l’ottanta per cento dello sviluppo che facciamo ora sarà trasferito sulla vettura del prossimo anno”.

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