F1 GP Austria | Antonelli vola nel passo gara. Occhio a Verstappen, Ferrari più bassa di motore
Hamilton e Leclerc avranno comunque da lavorare per cambiare la situazione. McLaren bene nel giro secco, poi mangia le gomme sui long run

Si sono concluse le prove libere del Gran Premio d’Austria. Sotto il caldo torrido di Zeltweg, Kimi Antonelli si è ripreso con prepotenza la leadership della classifica al termine della seconda sessione. Il pilota bolognese della Mercedes ha stampato un tempo di 1:07.014, infliggendo un distacco pesante a tutta la concorrenza e, in particolare, al proprio compagno di squadra George Russell. Su una pista estremamente corta e veloce come quella stiriana, i 623 millesimi che separano le due vetture di Brackley rappresentano uno strappo netto ed evidente per l’inglese.
Se sul giro singolo le due McLaren hanno risposto presente occupando la seconda e la terza posizione, la situazione cambia radicalmente quando si analizzano le simulazioni con alto carico di benzina. I dati emersi dai long run indicano infatti che le monoposto di Woking tendono a perdere costanza sulla distanza, lasciando alla Mercedes il ruolo di unica scuderia dotata di un passo gara solido fin dai primi passaggi.
Inizio in salita per la Ferrari: Lewis Hamilton ha chiuso la sessione in quinta posizione, mentre Charles Leclerc si è fermato all’ottavo posto, entrambi molto distanti dal riferimento cronometrico di Antonelli. La spiegazione di questo gap è di natura tecnica. Con l’introduzione della nuova specifica di motore ADUO, la SF-26 ha girato deliberatamente con mappature di potenza molto basse. I riscontri telemetrici indicano picchi di velocità inferiori anche di 20-21 km/h nei tratti rettilinei rispetto alle vetture motorizzate Brixworth (Mercedes e McLaren), quantomeno fino a prima della simulazione qualifica. A Maranello sarà comunque necessaria una lunga notte di lavoro al simulatore per correggere il bilanciamento e ottimizzare il potenziale della vettura in vista delle qualifiche.
Analisi dei passi gara: i dettagli dei top team
I dati ricavati dallo studio dei long run effettuati in pista permettono di tracciare un quadro chiaro delle performance, basato sulle medie cronometriche calcolate al netto dei passaggi influenzati dal traffico o da anomalie elettroniche.
Mercedes: costanza e velocità di riferimento
Il team di Brackley si impone come il riferimento assoluto della simulazione di gara con pneumatici a mescola media (gialla – C4).
Kimi Antonelli (Media pulita: 1:11.265) – Escludendo il vistoso rallentamento del terzo passaggio (1:14.990), il leader del campionato viaggia con una regolarità impressionante. Spicca il secondo giro cronometrato in 1:10.912, l’unico in grado di scendere sotto il muro dell’1:11 insieme a McLaren e Red Bull. Il deterioramento degli pneumatici è minimo, come confermato dal 1:11.599 finale.
George Russell (Media pulita: 1:11.219) – Nonostante il distacco subito sul giro secco, il ritmo sulla distanza dell’inglese è speculare a quello del compagno. Al netto dell’errore o rallentamento al quarto giro (1:15.101), Russell inanella una sequenza cortissima: 1:11.180, 1:11.329, 1:11.155 e 1:11.214. La W17 si dimostra una vettura bilanciata e gentile sulle coperture.
McLaren: velocità d’attacco ma degrado evidente
Le vetture papaya si confermano velocissime a serbatoi vuoti, occupando la seconda e la terza prestazione assoluta con Piastri (1:07.251) e Norris (1:07.339). Sul passo gara, però, emerge il limite della gestione termica della gomma media.
Lando Norris (Media complessiva su 9 giri: 1:11.642) – L’avvio dello stint è micidiale, con tre passaggi consecutivi sotto il limite dell’1:11 (1:10.849, 1:10.862, 1:10.936). Dal quarto giro in poi l’efficienza decade drasticamente, salendo a 1:11.8, toccando l’1:12.5 e chiudendo addirittura in 1:13.047 al nono passaggio.
Oscar Piastri (Media complessiva su 10 giri: 1:12.003) – Dinamica identica per l’australiano. Trova un ottimo 1:10.845 al secondo passaggio, per poi accusare una pendenza negativa costante che lo porta a girare stabilmente sull’1:12 alto fino all’1:13.118 dell’ultima tornata.
Ferrari: l’enigma delle mappature motore
La scuderia di Maranello ha scelto di non cercare la prestazione pura, concentrandosi sulla raccolta dati legata alle temperature interne dell’unità termica aggiornata.
Lewis Hamilton (Media pulita su gomma media: 1:11.841) – La progressione iniziale mostra una vettura stabile (1:11.461, 1:11.236, 1:11.556). Dopo un giro lento in 1:16.877, lo stint si è stabilizzato sull’1:12 basso prima del rientro ai box. Da segnalare l’ultimo giro su gomma morbida (rossa – C5) in 1:11.875, utile per valutare il comportamento della mescola da qualifica ad alto carico.
Charles Leclerc (Media pulita: 1:12.148) – Più lineare rispetto al compagno, ma globalmente più lento. Oscilla costantemente attorno al muro dell’1:12 netto (1:12.019, 1:11.913, 1:11.868, 1:12.059). Il picco negativo a 1:15.652 denuncia problemi di bilanciamento, ma la tendenza generale mostra la necessità di deliberare un setup diverso per le curve veloci del secondo e terzo settore.
Red Bull: Verstappen minaccia concreta
Max Verstappen (Media pulita: 1:11.575) – L’olandese si inserisce come potenziale terzo incomodo. Strappa il miglior tempo d’attacco dello stint in 1:10.668 e si mantiene minaccioso con un 1:10.999 al terzo giro. Lo stint è intervallato da picchi alti (1:18.801 e 1:14.001) causati presumibilmente dal traffico e anche da un errore nel terzo settore, ma la velocità della RB22 sul tracciato di casa non va sottovalutata, ricordando i profondi aggiornamenti portati qui dal team di Milton Keynes. Più distante il compagno Hadjar, con un passo stabile ma ancorato all’1:11 alto.
Chi è il favorito nel GP d’Austria 2026?
Al netto delle variabili sconosciute relative ai quantitativi di benzina imbarcati nei serbatoi, alle mappature della parte endotermica ed elettrica e all’effettivo sfruttamento delle modalità di rilascio dell’energia, la Mercedes esce da questo venerdì con lo status di scuderia da battere. La costanza d’esecuzione di Antonelli e Russell garantisce ai tecnici una base solida per la gestione strategica del weekend. Certo, l’inglese deve fare meglio del sesto posto se vuole competere con il compagno di squadra, e partire più indietro non gli renderebbe la vita facile.
La McLaren dispone della velocità pura per tentare il colpo in qualifica, ma l’evidente crollo prestazionale emerso dopo appena quattro passaggi impone correzioni urgenti in fase di assetto. La Ferrari resta la vera incognita del weekend: se effettivamente la SF-26 ha girato più bassa di potenza, come appare evidente, le distanze evidenziate dal cronometro potrebbero ridursi drasticamente. L’altura e i motori in sofferenza potrebbero giocare un ruolo determinante nel prosieguo del weekend, e preservarli il più possibile potrebbe essere una scelta mirata.
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