F1 | Ipotesi Imola per chiudere il 2026: Portimao non è pronta, la doppia a Las Vegas non convince

All'Hungaroring incontri e possibilità: per Imola incognita meteo, ma non sembrano esserci altre grandi alternative

La cancellazione ormai imminente delle tappe di Doha e Abu Dhabi, sulla scia di quanto già deliberato dal WEC con la sostituzione degli appuntamenti arabi con Barcellona e Monza, impone a Liberty Media e alla FIA una riorganizzazione fulminea per garantire il limite contrattuale minimo di 22 gare previsto con i network televisivi. Tramontate le ipotesi di un rientro anticipato di Portimao per lavori di ammodernamento in corso e il dubbio sul raddoppio della tappa di Las Vegas per problemi di ordine pubblico, prende quota la candidatura dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per il 6 dicembre
F1 | Ipotesi Imola per chiudere il 2026: Portimao non è pronta, la doppia a Las Vegas non convince

Il calendario 2026 della Formula 1 sta per prendere una forma definitiva. Dopo l’annuncio del ritorno della gara in Malesia dopo nove anni, questa volta però sotto la denominazione di Gran Premio del Bahrain, Liberty Media e la FIA stanno definendo quello che sarà la chiusura di questo mondiale. La guerra in Medio Oriente sta evidentemente condizionando anche lo sport, specialmente quello motoristico, che deve cambiare di fretta e furia i suoi piani. Stessa cosa infatti sta accadendo anche nel WEC, con le tappe del Qatar e del Bahrain cancellate proprio in questi minuti, le quali verranno sostituite con Barcellona e Monza.

Lo scenario per la Formula 1 è molto simile: Doha e Abu Dhabi non possono al momento garantire alcuna sicurezza per tutto il Circus, che per ogni Gran Premio sposta migliaia di persone soltanto nel paddock, e per questo motivo si deve trovare alla svelta una soluzione anche per garantire almeno 22 gare in totale nel calendario, così che non si vada in penali tra Liberty Media e i detentori dei diritti TV, i quali hanno pagato per trasmettere la F1 per un numero minimo di 22 appuntamenti.

Gli scenari possibili sono molteplici: Stefano Domenicali ha chiarito che proverà fino all’ultimo a mantenere le gare di Qatar e Abu Dhabi, ma verosimilmente entro e non oltre metà settembre, all’incirca tra gli appuntamenti di Monza e Madrid per intenderci, dovrà essere presa una decisione definitiva per dare anche ai team il tempo materiale per spostare tutta la logistica.

Calendario F1 2026: Portimao non è pronta, doppia Las Vegas complicata

Nel paddock dell’Hungaroring le chiacchierate non sono mancate, ma le ipotesi al vaglio non sembrano essere tantissime. Si è provato a fare un back-to-back europeo finale con Barcellona e Portimao, ma se per la tappa spagnola non ci sarebbero problemi, per quella portoghese non sarà possibile correre nel 2026 perché bisogna fare dei lavori in vista del ritorno del circuito in calendario dall’anno prossimo, e per questo motivo si tratta di un’ipotesi al momento scartata, pensiamo anche in via definitiva.

Si parla anche di una possibile doppia tappa a Las Vegas: la gara in Nevada è organizzata direttamente dalla Formula 1, un unicum nel calendario, ma il dubbio di chiudere la Strip non per uno ma per due weekend non alletta, per una serie di ragioni, anche di ordine pubblico.

Il connubio Barcellona-Portimao, però, potremmo rivederlo il prossimo anno per i test pre-stagionali: quattro giorni in Spagna e quattro in Portogallo prima di volare a Melbourne per l’inizio della stagione, al di là di una impossibilità o meno del Bahrain per via della guerra, ma di questo ne parleremo approfonditamente più avanti.

F1, Imola a dicembre? Scelta romantica ma occhio al meteo

La soluzione più logica sarebbe quella di chiudere il mondiale in Europa, anche se la collocazione a inizio dicembre fa discutere. Badate bene, con l’inserimento della Malesia tra Baku e Singapore, e la conferma momentanea di Qatar e Abu Dhabi, ma che verosimilmente saranno cancellate visto anche quanto accaduto nel WEC, le gare adesso sarebbero 23. Senza le due arabe si passerebbe a 21, e per il discorso che vi facevamo prima sul numero minimo di eventi attesi dai detentori dei diritti TV, ovvero 22, adesso basterebbe coprire un solo buco a fine campionato.

L’appuntamento di Las Vegas è schedulato per il 22 novembre, il 29 dovrebbe esserci Qatar, il 6 dicembre Abu Dhabi. Cancellando le ultime due, si avrebbe la possibilità di avere una settimana di riposo, quella del 29 novembre, per poi correre in Europa il 6 dicembre, e nelle ultime ore sono avanzate prepotentemente le possibilità di tornare a Imola per un gran finale in Emilia-Romagna con, si spera, la Ferrari e Antonelli protagonisti.

La presenza di Imola nel paddock e le parole del sindaco Panieri

A confermare la concretezza della pista emiliana è stata la presenza del sindaco di Imola, Marco Panieri, presente sabato nel paddock dell’Hungaroring: “Siamo qui per continuare, insieme al direttore del circuito Pietro Benvenuti, un’analisi degli altri tracciati, proseguire nei progetti di ammodernamento del nostro impianto, tra cui la Casa Eventi, la copertura del corpo box, il nuovo ponte alla Tosa e la nuova viabilità sulla via Emilia lato Faenza e per mantenere i canali aperti con il Circus, che in questi mesi non si sono mai fermati. Ovviamente ci fa piacere l’interesse che c’è attorno a Imola e all’ipotesi di un suo ritorno in calendario”.

Panieri ha poi legato la disponibilità della città a una riflessione più ampia sulla situazione globale attuale: “Noi come sempre siamo pronti e disponibili, lavoriamo per esserlo sempre e al meglio. In queste giornate, tuttavia, il nostro primo pensiero va alle zone ancora colpite da tensioni e conflitti nel mondo, auspicando una normalizzazione di cui tutti abbiamo disperatamente bisogno”.

“Generano difficoltà sistemiche in cui siamo tutti coinvolti e che pesano in particolare sulle popolazioni, dalla violenza all’instabilità, fino all’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari. Anche per questo lo sport e il motorsport possono e devono rappresentare uno straordinario veicolo di dialogo, inclusione e unione tra i popoli, facendosi portatori di un messaggio universale di speranza, rispetto e convivenza pacifica”.

Il dubbio principale riguarda appunto il meteo: a inizio dicembre nella Motor Valley il freddo e la pioggia sono quasi all’ordine del giorno, per cui è una valutazione che andrà fatta sotto ogni punto di vista da parte dei team, della F1 e della FIA. Certo, chiudere un mondiale di Formula 1 in Italia, con l’Italia protagonista sul tracciato di Enzo e Dino Ferrari, non sarebbe affatto male.

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