La guerra in Medio Oriente continua a condizionare l'organizzazione della Formula 1. Le tappe di Qatar e Abu Dhabi che dovrebbero chiudere il mondiale 2026 restano ad alto rischio, con Imola pronta a subentrare a dicembre come sede del Gran Premio finale. Guardando al 2027, se le gare in Bahrain e Arabia Saudita non dovessero inaugurare la stagione, la FOM è pronta a lanciare il Gran Premio di Cina come gara d'apertura, mentre i test invernali potrebbero essere svolti su piste europee, come Barcellona o Portimão
La cancellazione ormai imminente delle tappe di Doha e Abu Dhabi, sulla scia di quanto già deliberato dal WEC con la sostituzione degli appuntamenti arabi con Barcellona e Monza, impone a Liberty Media e alla FIA una riorganizzazione fulminea per garantire il limite contrattuale minimo di 22 gare previsto con i network televisivi. Tramontate le ipotesi di un rientro anticipato di Portimao per lavori di ammodernamento in corso e il dubbio sul raddoppio della tappa di Las Vegas per problemi di ordine pubblico, prende quota la candidatura dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per il 6 dicembre