F1 GP Belgio | Verstappen: “La gestione dell’energia è una vera giungla, benvenuti nel 2026!”

Hadjar rimonta fino al sesto posto: "Felice di come sia andata la giornata"

Terzo posto per Max Verstappen nel Gran Premio del Belgio, risultato che rappresenta il massimo potenziale estraibile dalla Red Bull RB22 sul tracciato di Spa-Francorchamps. L'olandese si è arreso al superiore rendimento della Mercedes e alla Ferrari di Charles Leclerc, quest'ultima avvantaggiata da una Virtual Safety Car. A completare l'ottima domenica del team di Milton Keynes è stata la prestazione di Isack Hadjar, risalito dalla 21ª fino alla sesta posizione grazie a una strategia impeccabile
F1 GP Belgio | Verstappen: “La gestione dell’energia è una vera giungla, benvenuti nel 2026!”

Terza posizione per Max Verstappen nel Gran Premio del Belgio. Il risultato ottenuto dal quattro volte campione del mondo della Red Bull è probabilmente il massimo possibile in questo momento: nonostante un motore degno di questo nome, il resto della RB22 non ha ancora tutte le carte in regola per giocarsela con la Mercedes, e su questa pista, dove il propulsore la fa da padrone, anche la Ferrari è stata superiore al team di Milton Keynes.

Il bilanciamento della RB22 e l’effetto della Virtual Safety Car

La prestazione di Verstappen è stata condizionata dal differente rendimento delle mescole Pirelli nell’arco dei 44 giri della corsa. L’avvio con le gomme medie aveva garantito un passo in linea con i primi, mentre il passaggio alla dura nel secondo stint ha fatto emergere problemi di bilanciamento che hanno limitato la spinta dell’olandese, privandolo della possibilità di difendere la piazza d’onore.

“Ho avuto qualche problema di bilanciamento nel secondo stint e quindi non potevo spingere come volevo – ha spiegato Verstappen al termine della gara. All’inizio ho cercato di trovare ritmo, ma c’era un cambiamento piuttosto rapido tra anteriore e posteriore, mentre mi sono sentito decisamente meglio con le medie nel primo stint. La vettura è entrata subito nella giusta finestra di utilizzo fin da venerdì e questo ha aiutato, ma oggi siamo stati sfortunati con la Virtual Safety Car. Senza quell’episodio avrei potuto potenzialmente giocarmi la seconda posizione con Charles Leclerc, ma ho perso troppo tempo nella prima metà del secondo frazionamento. È comunque positivo salire sul podio: è un buon risultato e me lo tengo stretto”.

La gestione energetica e i rischi del primo giro

Le caratteristiche della power unit 2026 hanno generato dinamiche estreme lungo i rettilinei delle Ardenne, con sbalzi nell’erogazione dell’energia elettrica che hanno costretto i piloti a manovre d’emergenza nelle fasi iniziali di gara.

“Ho avuto troppa erogazione di energia da curva 1 a curva 2. Poi ho affrontato l’Eau Rouge, ho guardato lo stato della batteria e ho capito che sarebbe stato un allungo difficilissimo fino a Les Combes. Mi aspettavo che Kimi Antonelli mi affiancasse, poi ho guardato nello specchietto e ho visto arrivare un razzo rosso. Mi sono detto di restare assolutamente sulla mia traiettoria, perché se mi fossi spostato avremmo fatto un incidente da aereo. È stato davvero incredibile vedere certe differenze di velocità. La gestione dell’energia in questa Formula 1 a volte è una vera giungla, fare la stessa identica cosa ogni giro può portare a risultati completamente diversi, benvenuti nel 2026!”.

Comunicazioni radio e la scalata di Hadjar fino alla P6

La tensione ha trovato sfogo anche nelle comunicazioni radio tra il pilota olandese e il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase, focalizzate sulle finestre operative delle coperture e sul supporto fornito dai sistemi informatici del team.

“Tutte le cose emerse via radio non erano collegate tra loro: le gomme fredde erano un discorso, l’analisi dei dati al computer un altro. Semplicemente mi piace tenere tutti sulla corda. So benissimo che ognuno dà il massimo, ma non siamo qui per divertirci: dobbiamo rimanere reattivi e concentrati in ogni singolo momento della gara. Esigo il massimo e il meglio dalla squadra perché è esattamente ciò che loro si aspettano da me”.

La giornata del team di Milton Keynes è stata impreziosita dalla prestazione di Isack Hadjar, autore di una rimonta straordinaria dalla ventunesima alla sesta posizione finale. Il giovane pilota francese ha concretizzato una strategia aggressiva basata sulla sosta anticipata in regime di Safety Car.

“Sono davvero felice di com’è andata la giornata – ha dichiarato Hadjar. Avevamo un piano chiaro fin da venerdì e siamo stati in grado di dare il massimo. Rimontare dalla ventunesima alla sesta non è facile, ma la strategia è stata perfetta e il passo solido. Rientrare subito con la Safety Car ci ha garantito più opzioni in seguito: un merito enorme va alla squadra per questa chiamata. Con il ritmo che avevamo sono riuscito a gestire il distacco da Lando Norris nel finale e a portare a casa punti pesanti”.

Il traguardo dei 300 podi Red Bull e le incognite sull’Hungaroring

Il terzo posto di Spa porta la Red Bull quota 300 podi nella propria storia in Formula 1, siglando contemporaneamente il 130° piazzamento nei primi tre per Verstappen. Un traguardo celebrato dal team principal Laurent Mekies, focalizzato sulla ricerca dei decimi mancanti per la vittoria.

“Un weekend solido per tutta la squadra – ha commentato il team principal Mekies. Kimi oggi era probabilmente fuori dalla nostra portata, ma dietro di lui Max era lì a giocarsela e meritava la seconda posizione prima che la VSC ci penalizzasse. Isack ha mostrato un passo incredibile firmando la sua miglior gara con noi. Il team a Milton Keynes e quello in pista stanno lavorando sodo su tutti i fronti: nelle ultime tre gare siamo sempre stati in lotta per il podio, ma non ci fermeremo finché non troveremo quegli ultimi decimi necessari per tornare a vincere”.

L’attenzione si sposta ora sul Gran Premio d’Ungheria, tracciato guidato che azzererà l’importanza della velocità di punta per premiare il bilanciamento.

“In Ungheria farà piacere non essere a secco di energia sui rettilinei. Non so se sarà un bene o un male, perché lì serve una vettura con grandi prestazioni in percorrenza di curva e al momento è impossibile sapere quanto saremo competitivi. Spero soltanto in un weekend lineare, che ci aiuti a capire dove ci troviamo realmente”.

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