Formula 1 | Alonso e il rinnovo con Aston Martin: chiesti 80 milioni per due anni
L'asturiano rinvigorito dai progressi della AMR26, ma chiede una cifra mostruosa: la firma potrebbe arrivare a Zandvoort

Il futuro di Fernando Alonso sembra tutt’altro che lontano dalla Formula 1. Il pilota spagnolo, dopo il disastro combinato dall’Aston Martin e dalla Honda in questa prima parte di stagione, sembrava potesse decidere di smettere, arrivato a 45 anni soltanto qualche giorno fa. La competitività che l’asturiano cerca non è mai più arrivata dopo le prime gare del 2023, quando è riuscito ad ottenere otto podi, tanti alle spalle dell’irraggiungibile, all’epoca, Max Verstappen. Insomma la velocità a Fernando non è mai mancata, ma il mezzo meccanico non è mai stato dalla sua parte negli ultimi quindici anni, più o meno, e questo non ha fatto altro che accumulare frustrazioni e malcontenti in pista e fuori.
La svolta della AMR26 B all’Hungaroring e il test del motore Honda
Il punto di svolta di questo 2026 è arrivato a Budapest. Il genio di Adrian Newey, dopo il fallimento tecnico della prima parte di campionato, non è stato certo a guardare la nave che sprofondava, portando in Ungheria una vettura B completamente nuova e finalmente in grado di definirsi tale. Si è trattato di un pacchetto di aggiornamenti imponente, con ben sedici novità approvate nei documenti ufficiali della FIA, che ha permesso ad Alonso di superare la prima sessione di qualifica senza troppe difficoltà. Lo spagnolo ha poi conquistato un posto in Q2 per lottare stabilmente nel centro gruppo durante la gara domenicale, mettendosi alle spalle entrambe le Haas, le Williams, le Cadillac e una Alpine.
Tanto resta ancora da fare sul piano dell’efficienza aerodinamica e della dinamica del telaio, ma i segnali più attesi dalla squadra riguardano il reparto power unit. Chiuso il fine settimana di gara e completati i test Pirelli del martedì con Jak Crawford, l’Aston Martin ha sfruttato la permanenza sul tracciato magiaro per svolgere un filming day da 200 chilometri nella giornata di mercoledì.
In questa occasione il giovane pilota di riserva ha portato in pista la specifica evoluta del propulsore Honda RA626H con omologazione ADUO. I venti giri di verifica hanno confermato l’eliminazione totale delle vibrazioni anomale che avevano pesantemente condizionato l’affidabilità d’inizio stagione. Pur avendo girato con una mappatura di potenza conservativa, i dati raccolti indicano un guadagno secco di poco meno di trenta cavalli a partire dal Gran Premio d’Olanda a Zandvoort.
Dallo stallo con l’Alpine al maxicontratto da 80 milioni
Questo scatto pare aver cambiato radicalmente gli scenari di mercato per il futuro del due volte campione del mondo. Nel paddock di Barcellona, quasi due mesi fa, parlavamo di una possibile trattativa tra Alonso e l’Alpine di Flavio Briatore per un contratto nel 2027. Una situazione che al momento sembra essere in fase di stallo, anche perché i rumors degli ultimi giorni, in questo periodo di fabbriche chiuse per la sosta estiva, ci stanno dicendo tutt’altro. Pare infatti che lo spagnolo possa rimanere nel team di Silverstone, rassicurato dai passi avanti compiuti dalla vettura e dalla nuova intesa operativa con la Honda.
Quello che fa balzare sulla sedia è la cifra mostruosa che a quanto pare Alonso ha chiesto per il rinnovo: secondo Marc Limacher di Business Book GP, sarebbero ben 40 i milioni di dollari a stagione per un biennale, per un totale complessivo di 80 milioni per coprire i campionati 2027 e 2028. Si tratta di un incremento notevole rispetto ai 30 milioni percepiti attualmente e ai 20 pattuiti al suo arrivo a Silverstone nel 2023.
La richiesta appare pienamente in linea con i parametri del mercato attuale per i piloti di primissimo piano. Basti pensare che Charles Leclerc ha raggiunto la medesima cifra con l’ultimo rinnovo siglato in Ferrari, pur non avendo mai vinto un titolo mondiale. Se la trattativa andrà in porto a queste cifre, l’asturiano diventerà il terzo pilota più pagato della griglia a pari merito con il monegasco.
Le garanzie di Newey e le altre manovre del mercato piloti
Nel paddock molti considerano l’accordo con il patron Lawrence Stroll ormai definito nei dettagli. A confermare il clima di fiducia sono arrivate anche le parole di Adrian Newey sul rapporto di lavoro instaurato tra la squadra inglese e i tecnici giapponesi. “La nostra intesa operativa con Honda ha fatto progressi enormi dopo un avvio che si può definire senza mezzi termini disastroso. La gravità della situazione ci ha spinto a costruire una collaborazione strettissima. Sono felice dei passi avanti umani e professionali, perché quando le relazioni migliorano aumentano anche le prestazioni in pista. La permanenza di Fernando è un pilastro per dare continuità al progetto e la gara di Zandvoort rappresenterà un bell’esame per valutare il potenziale della nuova power unit”.
Oltre all’ingaggio economico, la scelta finale di Alonso dipende dalle garanzie tecniche e dalle motivazioni necessarie per sostenere un calendario lungo 24 gare. Per la Formula 1 guidata da Stefano Domenicali, la presenza del campione spagnolo fino al 2028 rappresenta un asset commerciale dal valore immenso in termini di audience e attrazione di sponsor. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare a Zandvoort, anche se l’asturiano non mostra alcuna fretta di firmare.
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