Formula 1 | Williams, non sono previsti aggiornamenti importanti per il 2026

Vowles: "Il pacchetto previsto per Baku non sarà sufficiente". E intanto Sainz si guarda intorno

Il 2026 della Williams si sta rivelando una stagione fallimentare, ben lontana dalle aspettative riposte nel nuovo ciclo regolamentare. Con appena 11 punti conquistati tra Carlos Sainz e Alex Albon, la squadra di Grove affronta la sosta estiva con l'umore peggiore della griglia. Tra il fallimento dei crash test invernali, una monoposto FW48 gravemente sovrappeso e gli sviluppi di Baku già ridimensionati, il team principal James Vowles ammette l'incapacità di stare al passo dei rivali
Formula 1 | Williams, non sono previsti aggiornamenti importanti per il 2026

Il 2026 della Williams è stato finora pessimo. La squadra di Grove ha conquistato soltanto 11 punti fin qui, sei con Carlos Sainz e cinque con Alex Albon, una situazione ben distante da quanto auspicato alla vigilia, visto che negli ultimi anni tutte le risorse economiche e umane del team si erano concentrate proprio su questa stagione. La genesi di questo fallimento parte da lontano, con un inverno nato malissimo segnato dai crash test falliti a gennaio, dalla conseguente assenza ai test inaugurali di Barcellona e da una vettura, la FW48, rivelatasi decisamente sovrappeso rispetto ai limiti regolamentari.

Questo scenario ha messo a nudo tutto il malcontento di Sainz, che aveva sposato la causa di Grove rifiutando la corte dell’Audi. Lo spagnolo si trova oggi a rimpiangere visibilmente quella decisione, dato che il costruttore di Ingolstadt ha dimostrato sul campo una competitività nettamente superiore. Con la prospettiva di una stagione priva di grandi miglioramenti, lo spagnolo sta spingendo per cambiare aria al più presto, cercando di riallacciare i contatti proprio con il team tedesco.

La disfatta dell’Hungaroring e la disillusione di Alex Albon

La pausa estiva rappresenta per la Williams soltanto un mese lontano dai campi di gara per prolungare un’agonia evidente. L’umore all’interno del box è il peggiore dell’intera Formula 1, visto che anche l’Aston Martin sembra aver ritrovato verve dopo gli aggiornamenti delle ultime settimane. Il weekend dell’Hungaroring ha certificato un punto di non ritorno che il team principal James Vowles ha definito “terribilmente doloroso”, chiuso con una vettura incapace di digerire le curve a lungo raggio, dove sembrava letteralmente di viaggiare su tre ruote.

I numeri e le prestazioni sul tracciato magiaro indicano che questo livello prestazionale rischia di diventare la norma. Emblematico è stato il cambio di atteggiamento di Alex Albon, passato dalla determinazione del venerdì alla rassegnazione dopo le qualifiche: “L’Aston Martin è una di quelle squadre che dovevamo cercare di battere, ma di fronte a un salto di qualità del genere possiamo solo sognare”, ha ammesso apertamente Albon. Il thailandese ha aggiunto come “il confronto ti apra gli occhi, perché sappiamo bene cosa prevede il nostro pacchetto per Baku e non è assolutamente a quel livello”.

Alex Albon – Foto XPB Images

La gara di domenica ha poi confermato una resa totale anche sulle prospettive a breve termine. “Dubito fortemente che a Baku riusciremo a risolvere i punti deboli strutturali della macchina – ha spiegato Albon a fine gara -. Quel pacchetto era stato definito da tempo e gran parte del lavoro che stiamo affrontando oggi serve purtroppo ad assicurarci che la vettura del prossimo anno non presenti questi stessi difetti. È estremamente frustrante lavorare in queste condizioni”.

Le ammissioni di James Vowles e il ritardo strutturale di Grove

Le parole del pilota trovano riscontro nelle dichiarazioni di James Vowles, che non ha nascosto la portata dei ritardi accumulati dalla struttura aziendale. Il team principal ha dovuto ammettere che il tentativo di rimediare ai danni tecnici accumulati durante la fase embrionale invernale, unito alla necessità di dirottare risorse sul progetto 2027, ha finito per far scivolare la Williams alle spalle di tutti i concorrenti diretti.

“Dobbiamo essere realistici e ammettere che dobbiamo migliorare nel ritmo con cui portiamo le prestazioni in pista, ovvero nei tempi di passaggio dall’idea alla realizzazione finale. Il problema principale riguarda la quantità e la qualità delle idee che produciamo dietro le quinte: non siamo al livello giusto. Ciò che accade attorno a noi dimostra chiaramente che i nostri avversari hanno capacità ingegneristiche e operative superiori a quelle che siamo in grado di esprimere noi oggi”.

James Vowles, team principal della Williams – XPB Images

L’atteso pacchetto “B-spec” previsto per il Gran Premio d’Azerbaijan ha subito un brusco ridimensionamento nelle parole dello stesso manager. Se l’Aston Martin ha portato in pista una vettura palesemente alleggerita ed evoluta sul piano aerodinamico, la risposta di Grove sarà contenuta e differita: “L’aggiornamento di Baku non sarà assolutamente sufficiente per riportarci in modo regolare all’interno della zona punti – ha detto Vowles -. Questo deve imporci interrogativi profondi su cosa possiamo ancora salvare da questo campionato”.

Si tratta di un’ammissione di impotenza grave, specialmente all’inizio di un nuovo ciclo regolamentare in cui i margini di sviluppo dovrebbero essere ampi. A Silverstone, Vowles aveva paragonato la ristrutturazione interna al dovere di “pilotare un aereo mentre lo si ricostruisce in volo”, sostenendo che la Williams dovesse dimostrare a se stessa di saper fare ingegneria ad alti livelli. Allo stato attuale, quel traguardo è stato clamorosamente fallito e la squadra vaga senza una direzione precisa.

Il mercato piloti e le prospettive di un divorzio anticipato

In questo quadro di profonda prostrazione tecnica si inserisce la posizione di Carlos Sainz, la cui permanenza a Grove per il 2027 appare sempre più compromessa. Il pilota spagnolo era stato convinto a sposare il progetto Williams dalle rassicurazioni sulla centralità delle risorse destinate al regolamento 2026. Trovarsi al volante di una monoposto pesante, aerodinamicamente inefficiente e priva di uno sviluppo efficace ha azzerato la fiducia nel management di Vowles.

Il confronto diretto con l’Audi, scuderia che Sainz aveva scartato dopo lunghe valutazioni durante il 2024, è oggi impietoso: il team tedesco ha mostrato una curva di crescita costante e risorse finanziarie garantite dalla casa madre, elementi che a Grove mancano strutturalmente. Per Sainz, gestire un’intera stagione nelle ultime posizioni senza prospettive di risalita immediata rappresenta un danno d’immagine insostenibile.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare