De La Rosa: “Il Motodrom la parte più impegnativa”

“L’unico settore che ritengo ancora impressionante è l’ultimo”

De La Rosa: “Il Motodrom la parte più impegnativa”

“Sono un pilota della vecchia scuola e l’antico circuito di Hockenheim mi manca”. Con questa ammissione il collaudatore della Scuderia Ferrari, Pedro de la Rosa, parla a www.ferrari.com dell’autodromo tedesco. “Ho gareggiato ad Hockenheim nel 1999 e lo ricordo come un tracciato molto affascinante ed estremamente difficile: prima delle modifiche, era una pista con due lunghi rettilinei velocissimi intervallati da due chicane molto impegnative.

Sui rettilinei, tra i più rapidi del mondiale, si raggiungevano velocità di punta impressionanti e le macchine avevano sempre un basso carico aerodinamico. Di conseguenza, quando si raggiungevano le ultime curve, per un pilota era estremamente difficile affrontarle al meglio. Ora, invece, Hockenheim è una pista da alto carico aerodinamico e penso che sia meno interessante da guidare”. “L’unico settore che ritengo ancora impressionante è l’ultimo” – continua Pedro – “E non solo perché la quantità di tifosi presenti nella zona del Motodrom, che ti fa sentire come se stessi entrando in uno stadio, ma anche perché sono curve difficili da affrontare e che possono portare facilmente al bloccaggio degli pneumatici, specie alla Sachskurve”. “Un aspetto positivo del nuovo tracciato” – conclude il pilota – “è il tornante che porta alla Parabolika, perché da lì con buona velocità di punta e un impianto frenante altrettanto efficiente, si riescono a trovare importanti possibilità di sorpasso”. “In generale quella di Hockenheim non è una pista particolarmente dura per la meccanica o per il set up: è importante conoscere i segreti del circuito per poterlo percorrere al meglio”.

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