F1 | L’orgoglio di Sainz, la sfida quasi proibitiva con Leclerc

Sainz ad AS puntualizza di avere anche lui "talento", il pensiero va già alla gerarchia interna...

F1 | L’orgoglio di Sainz, la sfida quasi proibitiva con Leclerc

A noi questi due qui piacciono e non poco come coppia piloti della Ferrari, perché sono perfettamente complementari, diversi per stile di guida e caratteristiche, diversamente eppure ugualmente efficaci. Leclerc e Sainz hanno il loro modo di andare forte, il primo è più istintivo, aggressivo, spettacolare, lo spagnolo è un “passista” che sembra uscito direttamente da certe cronache ciclistiche dell’epoca, un martello sul giro.

E il loro confronto, già intravisto in questo primo anno di convivenza, è uno dei grandi motivi di interesse della prossima stagione. Va anche detto che l’epilogo dell’ultimo campionato, un po’ per bravura di Sainz, un po’ per una serie di congiunzioni astrali che hanno frenato Leclerc, ha di fatto ribaltato i pronostici, con lo spagnolo salito improvvisamente alla ribalta per aver battuto in campionato il più quotato “predestinato”.

Le domande a questo punto sono sorte spontanee e la stessa Ferrari ha dovuto in qualche modo rispondere. La Rossa nel 2022 avrà due galli nel pollaio? Esploderà una rivalità tra i due piloti, che per ora hanno lottato davvero l’uno contro l’altro soltanto a Interlagos e a Jeddah?

Mattia Binotto ha ovviamente assicurato parità di trattamento tra i due piloti a inizio anno, con la pista che poi decreterà eventuali gerarchie, in caso di (auspicabile) lotta per obiettivi importanti. Ma lo stesso Binotto, dopo qualche voce su un certo malessere di un Leclerc apparso più disincantato nell’ultimo periodo, ha dichiarato che Leclerc sarà il prossimo campione del mondo della Ferrari, di fatto una investitura che non lascia spazio ad altre interpretazioni.

In quest’ottica, forse, vanno anche lette le dichiarazioni rilasciate da Carlos Sainz alla stampa spagnola, al quotidiano madrileno AS, con il pilota che ha sottolineato come non gradisca sempre l’etichetta di “lavoratore”, perché lui si sente un pilota di talento:

“Se mi sento sottovalutato dai media? Chi mi deve prendere in considerazione lo fa, Chiedete a Leclerc o Norris che hanno visto la mia telemetria, i miei dati, o i capi delle scuderie dove ho lavorato – le parole di Sainz – Loro sanno di cosa sono capace e hanno un’alta considerazione di me Per quanto puoi lavorare, se non hai talento non fai un giro veloce in qualifica. Per questo credo che dietro i miei risultati ci sia soprattutto il talento, il resto ce lo metto con il lavoro, l’applicazione”.

Chissà che Sainz non abbia voluto affermare questi concetti perché si sente “condannato” al ruolo di seconda guida. Per certi versi quello contro Leclerc è un  duello perso in partenza. Il pilota monegasco ha dalla sua il talento puro, la velocità, l’età, un contratto lungo e anche un certo peso politico all’interno del team, dato che è un pilota del vivaio, cresciuto in Ferrari e i suoi interessi sono curati da Nicolas Todt (con Jean Todt che potrebbe tornare come consulente a Maranello).

Sainz, già oltremodo convincente nel 2021, risponderà facendo leva sulla sua ostinazione, sul proverbiale impegno, sulla perseveranza. E sul suo talento, quello sottolineato nella succitata intervista, quasi un promemoria qualora qualcuno si dimenticasse di lui.

Antonino Rendina


5/5 - (37 votes)

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Focus F1

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati