Le Pagelle del Gran Premio di Cina

Voti al Weekend di Shanghai

Le Pagelle del Gran Premio di Cina

LEWIS HAMILTON 10

Ennesima strepitosa gara dell’Inglese. Come commentare se non con un meritatissimo 10: un weekend dominato dalle prime sessioni di prove libere fino all’ultimo giro di gara. In partenza mette pressione al suo compagno di squadra fermandosi trasversalmente al rettilineo nella piazzola della pole, ponendo una seria ipoteca sul passaggio da primo alla prima curva. Da lì in poi è un assolo di 56 giri. La squadra gestisce alla perfezione i pit, facendolo entrare in sintonia con i diretti avversari, al quindicesimo e al trentaduesimo giro, montando prima le soft, che sembrano rallentare leggermente il passo dell’inglese, e poi le medium che invece fanno volare le frecce d’argento lontano dalla minaccia Ferrari. Seconda vittoria e leadership confermata. Chi lo ferma più?

NICO ROSBERG 6                                    

Dov’è finito il Nico che vinceva gare su gare sono un anno fa? Dov’è finita la voglia di vincere, l’aggressività e il carattere del pilota tedesco che ha tenuto vivo il campionato 2014 fino all’ultima gara? Il Nico che ha corso in Cina è solo l’ombra sbiadita di un pilota una volta vincente, un gregario che si è limitato a scortare il caposquadra al traguardo. Un secondo posto è sempre un secondo posto, e per questo non si merita l’insufficienza, ma se vuole conquistare questo titolo mondiale sarà ora di darsi una svegliata, e il più presto possibile. E che cominci anche a cercare di sorpassare Lewis direttamente in gara.

SEBASTIAN VETTEL 7

La Ferrari ritorna con i piedi per terra dopo il salto nell’olimpo della Malesia. Di buono c’è che i piedi sono ben piantati a terra, e poco distanti da quelli della Mercedes. Sebastian si prende il suo terzo posto in qualifica abbastanza facilmente, sperando in qualcosa di particolare durante la gara. Tallona il duo di testa per tre quarti di gara fino al momento del run sulle medium. A quel punto qualsiasi speranza di vittoria svanisce e allora il tedesco comincia a perdere terreno inesorabilmente. Tutto sommato è stato un weekend da tenere assolutamente buono, sotto l’aspetto dell’affidabilità della macchina e per quanto riguarda il passo gara. Prossimo appuntamento Bahrain: cambieranno i nomi dei primi tre?

KIMI RAIKKONEN 7

Il finlandese non riesce proprio a togliersi questa paranoia delle qualifiche. Anche qui in Cina sbaglia il giro decisivo e butta alle ortiche un quarto posto che sembrava già essergli stato prenotato dai tempi fatti segnare nelle libere. Poco male. La partenza, piuttosto, è da manuale. Nel giro di quattro curve ha già rimediato all’errore del sabato e si appresta a mettersi nel trenino di testa alle spalle del compagno di squadra. Da quella posizione può fare ben poco se non portare a casa una quarta posizione onesta e meritata.

FELIPE MASSA 6.5

Buona prestazione al sabato per Felipe, che chiude la Q3 al quarto posto, in un’ottima seconda fila per gli standard della scuderia inglese. Alla domenica, però, la tattica adottata in gara è molto conservativa e al primo pit stop monta subito le gomme più dure (medie) regalando di fatto secondi su secondi ai piloti davanti, che guadagnano quasi un secondo al giro. Al secondo pit monta ancora gomme medie, rivelando a tutti l’incertezza e l’insicurezza del team che non era affatto sicuro di potere arrivare in tranquillità alla fine facendo due stint con le morbide. Una gara in fin dei conti gestita per arrivare a tagliare il traguardo, senza rischiare né senza addormentarsi alla guida.

VALTTERI BOTTAS 6.5

Il suo weekend è una fotocopia di quello del compagno di squadra. Al sabato gli si piazza appena alle spalle in qualifica e alla domenica, come lui, si fa passare subito da Raikkonen e, con una strategia identica, vanifica ogni possibilità di sbloccare in qualche modo la sua posizione. Anche per lui sono due gli stint sulle medium. È stata una gara contro il tempo e il ritmo quella del finlandese, che, come chi lo ha preceduto al traguardo, ha dato ben poco spettacolo in termini di sorpassi.

ROMAIN GROSJEAN 7.5

Finalmente i primi punti stagionali della Lotus, scuderia che sembrava stregata visti i risultati delle ultime due gare. Il francese scatta bene dall’ottavo posto in griglia e si mette in coda alle due Williams da subito. Il pit stop al tredicesimo giro, pero lo fa scivolare alle spalle del compago di squadra che si era fermato due giri prima. Insieme riescono a sorpassare Kvyat che non ha ancora pittato e insieme viaggiano per tutto il secondo stint. Al trentatreesimo giro il secondo passaggio in corsia dei box, dove, grazie anche ad un errore del venezuelano, si ritrova da solo alle spalle delle Williams. A questo punto non deve fare altro che concludere la gara, cosa che fa onorevolmente al settimo posto.

FELIPE NASR 7+

Al sabato dimostra di essere veloce con una convincente qualifica che lo vede arrivare fino alla Q3. In partenza sfila via facilmente Ricciardo partito male, e si accoda insieme al suo compagno di squadra al trenino dei primi dietro a Grosjean. Al nono giro subisce un sorpasso da Maldonado che lo fa scivolare in nona posizione. Dopo il pit deve solamente liberarsi di Sainz e aspettare che anche tutti gli altri si fermino per la sosta. Nel finale deve passare Perez in difficoltà con le soft, portandosi al nono posto, e il ritiro nel finale del giovane Verstappen gli garantisce una buona ottava posizione.

DANIEL RICCIARDO 5

La delusione del weekend. A parte il risultato del sabato pomeriggio, settimo, dal quale non ci si aspettava chissà cosa, ma la guida fatta vedere durante la gara è stata qualcosa di tutt’altro che brillante. La partenza è da dimenticare, per cominciare, non riesce ad avere uno stacco liscio e viene sfilato da praticamente tutto il gruppo. Da qui comincia la sua rimonta, già dal terzo giro quando passa Alonso portandosi in sedicesima posizione. Al quinto giro battaglia con Perez e Kvyat per la tredicesima piazza, e a seguito di “suggerimenti” dal box, il russo lo fa passare abbastanza facilmente. Al giro diciassette, dopo il pit, riesce a passare Sainz per tornare tredicesimo. Qualche tornata più tardi cerca di sorpassare Ericsson ma alla curva quattro sbaglia banalmente e finisce lungo. Solo al giro 44 riesce, dopo un pit ad avere la meglio sullo svedese e a conquistare la decima piazza che diventerà nona grazie al ritiro dell’olandese della Tororosso. Forse non è solo la Redbull ad essere un po’ in crisi…

MARCUS ERICSSON 6.5

L’abbiamo mazzuolato per l’errore in Malesia, ma questa volta dobbiamo spezzare una lancia a suo favore. Finalmente ci ha fatto vedere una degna gara con degli sprazzi apprezzabili di guida senza paura. Durante la gara per lo più si deve difendere dagli attacchi altrui: al terzo giro da Maldonado, al diciannovesimo da un arrembante Verstappen, al ventisettesimo passaggio da Ricciardo in rimonta, e poi nel finale ancora da Ricciardo. Si è fatto sempre passare, direte. Tuttavia non è stato un gioco da ragazzi passarlo, e molte volte i piloti che lo hanno fatto si sono dovuti spingere al limite. Inoltre ha ottenuto un buon piazzamento a punti, che per la scuderia va più che bene. Questa volta ci è piaciuto.

SERGIO PEREZ 5.5

L’impressione a fine gara è quella di una vettura e di un pilota che avrebbero senz’altro potuto dare di più. Alla fine rispetto alla griglia di partenza ha sì recuperato quattro posizioni, tuttavia una strategia a tre pit stop non ha assolutamente pagato, specialmente quando le gomme soft si sono degradate pesantemente costringendolo a difendersi da Verstappen e Nasr che giravano con coperture medie. Alla fine chiude appena fuori dalla zona punti dopo una gara passata a combattere con il coltello tra i denti. Sforzi vanificati da una scelta strategica pessima.

FERNANDO ALONSO 7

Vede il traguardo. E questo è già un motivo di gioia. A tratti addirittura sembra riuscire a battagliare per qualche posizione che non sia in fondo al gruppo. In McLaren questi kilometri macinati ad analizzare il comportamento della macchina e della power unit sono oro colato. Alla fine grazie a tutti i ritiri Fernando si ritrova a tagliare il traguardo in dodicesima posizione, non di certo quella in cui avrebbe desiderato trovarsi quando lasciò la Ferrari, ma i progressi fatti con la scuderia di Woking cominciano ad essere visibili ad occhio nudo.

CARLOS SAINZ JR 5

Un weekend sottotono e segnato da un grave errore al secondo giro di gara per il pilota spagnolo. Alla curva uno, tutto solo, finisce in testacoda ritrovandosi in fondo al gruppo dove rimane per tutta la gara. Al giro ventiquattro inoltre sembra che la sua corsa sia destinata a finire quando le telecamere inquadrano la Tororosso procedere lentamente sul lungo rettilineo di Shanghai. Lui però smanetta un po’ sul volante e riesce a sbloccare il cambio e a ripartire, non senza perdere parecchio tempo. Chiude tredicesimo in classifica.

JENSON BUTTON 4

Gara discreta per il pilota inglese, fino al fattaccio alla prima curva con Maldonado. Da un pilota maturo e navigato come lui non ci si aspettano questi errori. Un incidente stupido e pericoloso, che poteva costare la gara a Jenson stesso, ma anche ad Alonso che era lì attaccato pronto a sfruttare qualunque occasione buona per passare i due in battaglia. Nel post gara gli viene assegnata una penalità di tempo che lo fa retrocedere di una posizione, portandolo al quattordicesimo posto.

WILL STEVENS & ROBERTO MERHI 6

Sufficienza sulla fiducia. La Manor porta al traguardo entrambe le vetture, a prova del gran lavoro svolto nelle prime due gare. I due piloti non sono mai in gara con le altre vetture, tuttavia danno una prova di stoicismo rimanendo in pista fino all’ultimo giro. Una bella soddisfazione per tutti i responsabili e meccanici del team.

MAX VERSTAPPEN 8

Arriviamo all’autore del miglior sorpasso della giornata. Ebbene sì, parliamo della strepitosa manovra su Ericsson al tornantino finale: da brividi. Senza paura, senza pensarci due volte, con lo svedese quasi incredulo. A parte questa bella prova di coraggio la gara dell’olandese è concreta, sempre in zona punti e sempre su un buon ritmo. Purtroppo alla fine uno strano guasto al propulsore Renault blocca le ruote posteriori della sua vettura in piano rettilineo, e lui è costretto a lasciare la corsa ad appena due giri dalla fine.

PASTOR MALDONADO 4

Una gara, un calvario. Non vi sto a riportare l’epopea del Venezuelano, la troverete molto più divertente nelle Pajelle. Sembra che Pastor non si smentisca mai, ma a parte la toccatina di Button che lo mette ko, anche lui ce ne mette di impegno per finire nelle retrovie. Che dire: se non ci fosse lui la Formula 1 sarebbe meno divertente, poco ma sicuro.

DANIIL KVYAT s.v.

Sedici giri mi sembrano davvero poco per potere giudicare un pilota. Certo la qualifica non è stata proprio spettacolare, ma il russo partiva con le gomme più dure proprio per cercare qualcosa di alternativo. Qualcosa che non sapremo mai se avrebbe funzionato, colpa del motore che lo lascia a piedi, anzi a fuoco in una nuvola di fumo.

NICO HULKENBERG s.v

Dieci giri sono sufficienti per mandare in crisi il cambio della sua Force India. Rallenta a lato della pista e torna mestamente ai box.

LE PAJELLE (il meglio e il peggio del weekend)

THE FLYING PASTOR

È tornato. L’Artista degli incidenti, il Van Gogh dei ritiri, il Picasso delle escursioni sull’erba. Lui non emula il Lewis Hamilton del 2007, lui fa di più. Perché se ti asfaltano la via di fuga dove tanto desideri impastarti, cosa ti impedisce di cercare di uscire dal tracciato presentandoti alla postazione dei commissari chiedendo “scusi ma… per il mare?”. Finita? No, credevate eh. Pastor reduce dalla seratona di Sabato al cinema si trasforma in Vin Diesel e si mette di traverso in una delle curve più veloci del tracciato, altro che Fast and Furious. Pace. Ebbene no. Questa volta non è lui il colpevole, ma Jenson vuole mettere la parola fine alla disgraziata gara del pilota venezuelano. Una speronata da dietro basta a far perdere ogni voglia di proseguire. Pastor, grazie, senza di te le Pajelle sarebbero una rubrica peggiore.

QUANTI CINESI CI VOGLIONO PER FARE MANOVRA?

Una cosa è certa. I commissari che hanno tentato invano di spostare la vettura di Verstappen non erano del tutto lucidi. Ok, che rimani incastrato una volta ci sta. Ma due, tre, quattro volte, fatevi delle domande, forse state sbagliando qualcosa. La scena tragicomica che va che si delinea all’ultimo giro ha dell’esilarante. Devono intervenire i meccanici della Tororosso staccando il musetto per riuscire a sbloccare la situazione. Altrimenti eravamo ancora ì adesso eh. Dopo sette ore… “ma com’è che non si sposta”

“AMORE SONO A CASA DA SOLA”

Pare fosse l’ultima chiamata ritrovata sul cellulare dell’invasore di pista di venerdì…

Matteo Bramati.

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