Le Pagelle del Gran Premio del Messico

Voti al Weekend di Città del Messico

Le Pagelle del Gran Premio del Messico

NICO ROSBERG 10

Arriva forse troppo tardi questo stupendo Hat Trick sul circuito Messicano. Nico torna a vincere da quella lontana volta in Austria, e finalmente si tiene dietro quel diavoletto che è Lewis Hamilton. Torna secondo in campionato con un margine non indifferente visto lo zero fatto segnare qui da Vettel. Nico mette subito in chiaro le cose dalla prima staccata: “qui oggi non si passa!”. Giro dopo giro il duello di nervi con il compagno di squadra si fa sempre più serrato. La Safety Car contribuisce in parte a riaccendere qualche speranza per Lewis ma alla fine è il tedesco ad avere la meglio ed ad essere l’eroe dello stadio di Città del Messico.

LEWIS HAMILTON 8

Ma cosa ti importa se hai già vinto il mondiale di vincere una gara in più o una in meno? Dopotutto non ti bastano le dieci che hai già vinto? Forse un po’ di rammarico c’è, per non potere eguagliare il record di tredici vittorie in una sola stagione, ma alla fine se non vinci arrivi solamente una posizione più in là. Ecco quello che troviamo difficile credere è che Lewis non ci abbia provato proprio perché non ci riuscisse. Quello che penso è più che altro che un risultato del genere sia molto più comodo che a posizioni invertite, per tutti. Detto ciò l’inglese ha fatto la sua signora gara, dovendo, a questo giro, togliersi il cappello alla velocità di Nico.

VALTTERI BOTTAS 8.5

Grande gara del Finlandese, che in un colpo solo si prende un bel podio e anche la sua fredda (e come potrebbe essere altrimenti) vendetta sul connazionale della Ferrari. Il vero colpo di giornata, il team lo mette a segno facendo rientrare Valtteri per primo al nono giro. Si scopre ben presto che le gomme medie pagano decisamente meglio delle Soft, e questa scelta anticipata gli fa recuperare un paio di posizioni in classifica. Nel duello con Raikkonen ci scappa il contatto, ma fortunatamente lui ne esce indenne e può mettersi alla rincorsa di Kvyat. Una mano in questa direzione gliela dà la Safety Car, che riallinea tutti e per lui alla ripartenza è un gioco da ragazzi mettersi davanti al russo in terza posizione.

DANIIL KVYAT 8

Anche Daniil qui in Messico fa registrare una prestazione sopra le righe per quanto riguarda i canoni della RedBull. La sua corsa non è molto movimentata, in quanto i diretti avversari alle sue spalle un po’ si autoeliminano, un po’ si rallentano a vicenda, insomma il russo passa tutta la gara fino alla Safety Car a cercare di amministrare vantaggio e gomme in terza posizione. Quando però i distacchi diminuiscono, e quando deve affrontare un confronto diretto con la velocissima Williams, ecco che la RedBull monstra tutti i suoi limiti. Così svanisce il sogno del podio, ma rimane comunque un solido quarto posto.

DANIEL RICCIARDO 7

Meno brillante del proprio compagno di squadra, Daniel deve sudare decisamente di più il suo quinto posto finale, vedendosi costretto a gareggiare per tutti i settantuno giri contro le due Williams. In occasione del primo pit, infatti, perde la quarta posizione a favore delle due vetture del team inglese, riuscendo però a rimanere al loro passo. All’ingresso della Safety car riesce a riguadagnare il quinto posto su Massa, che incredibilmente, una volta ripresa la corsa, non riesce ad avvicinarsi e ad approfittare della strepitosa velocità di punta della sua macchina. Daniel chiude quinto a completare un buon weekend della scuderia di Milton Keynes.

FELIPE MASSA 6

Prestazione decisamente anonima quella del Brasiliano, che, specialmente nel finale, non riesce a concretizzare un attacco su Ricciardo, dovendo accontentarsi del sesto posto, mentre il suo compagno di squadra è decisamente più in alto in classifica. Per tutta la gara corre su Bottas, ma alla fine si ritrova dietro le due RedBull, che per Felipe risultano essere un muro pressoché invalicabile. Speriamo, ma siamo decisamente sicuri, che tra due settimane Felipe si risvegli dandoci un grande spettacolo sulla pista di casa.

NICO HULKENBERG 7

Nico adotta una strategia molto simile a quella di Bottas: vedendo ben presto l’inefficacia delle gomme soft decide di pittare al decimo giro, anticipando coloro che lo avevano passato in partenza, Perez e Sainz, riuscendo in quei pochi giri su gomme medie a recuperare lo svantaggio e inserirsi davanti ad entrambi dopo la loro sosta. Da lì in poi la sua gara è molto solitaria, lontano da duelli o da preoccupazioni. La regia non lo inquadra quasi mai, ma alla fine lui chiude settimo, addirittura davanti all’idolo locale, il suo compagno di squadra.

SERGIO PEREZ 6.5

Idolo locale, man of the day, riesce a portare ai box la vettura sana e salva dopo cinquantadue giri sulle gomme medie … però alla luce dei fatti i risultati dicono che si poteva fare di meglio. Si veda appunto il suo compagno di squadra. Con una strategia più accorta è riuscito a ricavare di più dalla gara. Essendo rimasto fuori quel tanto di più, poi se l’è dovuta vedere con il duo Tororosso, non proprio le persone più arrendevoli del circus. Entrambi i ha passati grazia a loro errori, e tutto è andato bene questa volta, e forse anche queste considerazioni su possibili migliori prestazioni saranno definite eccessive visto lo smisurato tifo di cui godeva Sergio nel weekend. Della serie “non importa dove arrivi, l’importante è che arrivi”.

MAX VERSTAPPEN 6

Dall’olandese, ahilui, ci si comincia ad aspettarsi sempre di più. Dopo la grande qualifica, a vederlo lì tra i primi ci si aspetta di ritrovarlo alla fine almeno nella top five. Purtroppo questa volta la strategia non è stata delle migliori. Restare fuori così a lungo su gomme soft avrebbe pagato solamente se si fosse arrivati alla fine della corsa senza nessuna safety. E invece non è stato così, e Max, bloccato in nona posizione non ha più avuto speranza di rimontare negli ultimi giri e ha potuto solamente mantenere la sua nona piazza.

ROMAIN GROSJEAN 6

Porta a casa l’ultimo punto disponibile in questo weekend. Questa gara non è stata nulla di eclatante per lui, quasi mai inquadrato dalla regia internazionale, corre con Maldonado, e la loro unica manovra degna di nota è il sorpasso su Sainz, per il resto nulla. Ad ogni modo rimane sempre il francese il punto di riferimento del team, ma la vera domanda è: l’anno prossimo su chi si affideranno?

PASTOR MALDONADO 5.5

Ecco qui la risposta alla domanda che ci siamo appena fatti. Anche se non ne siamo del tutto sicuri. Anche a questo giro Pastor ha fatto il bravo. Niente incidenti, toccatine, o scherzetti ad altri piloti. Però chiude la corsa alle spalle di Grosjean, commettendo un errore che quasi gli costa un bel timbro sul muretto all’entrata della zona dello stadio. Insomma si, ci aspettiamo di più dal venezuelano, così come ci aspetteremmo di più dal francese. Tassativo un miglioramento in vista della prossima stagione.

MARCUSS ERICSSON 5.5

Dire che dopo dieci giri le due Sauber erano al passo delle McLaren potrebbe bastare per chiudere qui il discorso. Non ci siamo, non ci siamo. Non si capisce come in alcuni circuiti la Sauber si ritrovi a lottare per i punti, mentre in altri finisce puntualmente doppiata a metà gara. E che si vuoi fare, Marcus non si può mica inventare l’acqua calda tutte le domeniche. È pure un pilota pagante, è già tanto se tiene dietro la Tororosso di Sainz.

CARLOS SAINZ JR. 4.5

Rincorre disperatamente sia in qualifica che in gara il buon Max, che però non gli capita mai a tiro, anzi, lui spinge spinge ma sbaglia parecchio. La prima volta mentre è in lotta con Perez va lungo alla staccata della curva quattro ed è costretto a restituire la posizione al messicano. Una seconda volta sbaglia ancora a quella staccata rischiando di tagliare ancora per prati. Alla fine, anche a causa della Safety Car, e dell’essere finito doppiato, chiude la sua corsa in tredicesima posizione, facendosi passare anche da Ericsson nel finale. Un piazzamento che non gli garantisce affatto la sufficienza.

JENSON BUTTON 6 politico (tanto ormai…)

Settanta posizioni di penalità in griglia e non sentirle. Correre senza la minima speranza di essere competitivi e sbattersene altamente. Questo è il motto della McLaren ormai. Non disputiamo le qualifiche? Chissenefrega. Scendiamo in pista con il motore attaccato con l’attack? Fa niente. Tanto al limite le posizioni che si guadagnano sono quelle sulle due Gp2… volevo dire Manor e sui ritirati, quindi…

ALEXANDER ROSSI 6 & WILL STEVENS 5

Bravo il primo a far sfigurare il secondo, un po’ meno bravo. Guidi da inizio anno questa carriola e arriva il primo che passa (neanche campione di Gp2) e tutte le volte che guida ti batte. Mi sembra di rivedere Ericsson che le prende da Lotterer…

FELIPE NASR 5.5

Copia e incolla con ciò detto nella pagella di Ericsson. Purtroppo per il brasiliano, però, la macchina non tira fino alla fine, e i freni lo salutano alla ripartenza dalla Safety Car. Parcheggia la Sauber nella zona dello stadio. Alla fine anche lui si è goduto la cerimonia del podio, almeno quello.

SEBASTIAN VETTEL 4

Ok, la foratura gliela perdoniamo, non è stata né colpa sua né di Ricciardo, e ci sta bene. Però, ecco, però quel testacoda alla curva sette ci ha fatto imprecare non poco, lì dove sembrava che una rimonta potesse cominciare. Non parliamo poi del dritto nelle barriere, che ci ha tolto ogni parola di bocca. Insomma, Sebastian questo weekend ha staccato la spina. Ci sta ogni tanto, però forse questo non era proprio il momento giusto. In realtà non c’è mai un momento giusto, allora diciamo che questo era proprio il momento sbagliato, ed ecco che Rosberg ora è tanto più avanti in classifica e la seconda posizione nel mondiale piloti diventa decisamente un miraggio.

KIMI RAIKKONEN 7

In fin dei conti ci è piaciuto anche oggi, aggressivo, deciso, determinato. This is motorsport, una volta capita a me e una volta a te. Nessun rancore verso Bottas, che si è giustamente preso la sua rivincita per il podio negato a Sochi. Kimi stava facendo una bella rimonta dal fondo, e come tante volte in questa stagione è stato vittima di un colpo di sfiga. Pregasi chiudere bene queste ultime due gare e voltare pagina al più pesto.

FERNANDO ALONSO 6 per la simpatia

“Sapevamo già che sarebbe stato un ritiro immediato, ma già con Jenson non avevamo disputato le qualifiche, e non scendere nemmeno in griglia sarebbe stato davvero triste.”.

 

Matteo Bramati.

 

 

 

 

 

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6 commenti
  1. walterc

    2 novembre 2015 at 14:20

    Il passo di nico era inferiore a quello di Hamilton….. lo sa benissimo… Hamilton ha fatto la sua gara senza stress.. comunque bravo rosberg.

  2. mirco015

    2 novembre 2015 at 16:02

    Hamilton ha fatto il gioco di squadra,e lo ha fatto vincere!!!
    ed è giusto così.

  3. andryz98

    2 novembre 2015 at 16:11

    Non credo che Lewis abbia fatto vincere Nico ma che invece non sia riuscito a prenderlo, comunque sono già diversi GP che Rosberg è costantemente davanti ad Hamilton, da Sochi in avanti, quindi trovo che Nico si sia ritrovato e che finalmente stia dimostrando le sue piene possibilità in prospettiva del prossimo anno e che questo campionato sono tardate ad arrivare.

  4. biker

    3 novembre 2015 at 06:54

    Nico e bello raccogliere le briciole! comprati il folletto fai prima….

  5. morriss

    morriss

    3 novembre 2015 at 11:52

    credo che lewis superiore a nico, si sia “dovuto” accontentare del secondo posto, probabilmente lo avrebbe anche superato ma x la mercedes è meglio cosi, mettere 2 piloti nei primi 2 posti è il miglior risultato possibile x ogni team ed inoltre rinfranca nico delle batoste prese quest anno dal “mastino” Ma credo che x lui il prox campionato lo vedra ancora dietro a lewis, essere 1 buon pilota non basta x competere con il “nero”!!!

  6. Kaiser88

    4 novembre 2015 at 01:18

    Il passo di Nico era inferiore a quello di Hamilton. Sì, nei sogni.
    Per la prima volta la squadra non ha fatto uno scherzetto con il telecomando a Rosberg, che tra l’altro si CONFERMA più veloce del compagno, ecco il punto.

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