Gran Premio del Brasile 2012, Interlagos: Anteprima e orari del weekend

Ultima gara, l'epilogo della sfida tra Vettel e Alonso

Gran Premio del Brasile 2012, Interlagos: Anteprima e orari del weekend

Dopo il GP USA, che ha visto Lewis Hamilton vincere la gara e la Red Bull Racing conquistare il titolo costruttori 2012, il Circus della F1 sbarca in Brasile per l’ultima gara dell’anno, il gran finale che assegnerà il mondiale piloti. Sebastian Vettel si presenta ad Interlagos con un vantaggio di 13 punti in classifica su Fernando Alonso che ad Austin è riuscito a limitare i danni giungendo terzo.

La Ferrari dovrà dimostrare di saper reagire dopo una serie di prestazioni non esaltanti della F2012 che hanno costretto la squadra a correre in difesa da Monza in poi mentre Vettel ha sfruttato al meglio la ritrovata superiorità della Red Bull mettendo a segno quattro vittorie nelle ultime sei gare oltre ad un terzo e un secondo posto.

Il Gran Premio del Brasile si disputa sul circuito José Carlos Pace di Interlagos, nel quartiere di San Paolo. L’impianto sorge in una zona circondata da due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings. La pista ha ancora le caratteristiche degli autodromi vecchio stile: carreggiata abbastanza stretta, tanti saliscendi e avvallamenti. Gli organizzatori sono stati spesso criticati per le condizioni del circuito, sia in termini di asfalto che di sicurezza oltre che per le strutture che non vengono riammodernate da decenni. La gara di Interlagos è comunque un classico del calendario di F1 ed è al momento l’unico Gran Premio che si disputa in Sudamerica.

Interlagos è ha ospitato il debutto del Brasile nel calendario iridato nel 1973, dopo che l’anno precedente si era disputata una edizione inaugurale vinta da Reutemann su Brabham. La pista era però molto più lunga, quasi 8 chilometri, ealternava curve veloci, curve lentissime e rettilinei ad alte velocità. Interlagos fu progettato con l’idea di permettere la visibilità quasi dell’intero circuito, dalle tribune del traguardo. Vinse quella prima edizione valida per il mondiale il campione del mondo e idolo di casa Emerson Fittipaldi sulla sua Lotus 72, vittoria poi bissata l’anno dopo con la McLaren, in una gara accorciata di otto giri per l’arrivo della pioggia.

Nel 1975 ci fu la pole a sorpresa della Shadow di Jarier, che era parsa imbattibile anche in gara, ma sette giri dalla fine si ritirò e per la terza volta in tre anni la vittoria andò ad un pilota brasiliano, Carlos Pace (Brabham) alla sua prima e unica vittoria.


Nel ’76 Niki Lauda, iridato in carica, vinse agevolmente con la Ferrari nonostante la pole di Hunt e la fuga iniziale di Regazzoni.
Nel ’77 e ’78 ancora la Ferrari sul gradino più alto del podio, con Reutemann, grazie al contributo delle gomme Michelin, ma nel 1978 il Circus si spostò Jacarepagua, a Rio de Janeiro.

Nel ’79 si ritornò a Interlagos, e le Ligier di Laffite e Depailler dominarono la gara. Nell’80 arrivò la prima vittoria di Arnoux sulla Renault spinta dal motore turbo, ma in partenza fu Villeneuve a prendere il comando della gara con una spettacolare partenza al volante della disastrosa Ferrari T5. L’anno successivo scoppiò un caso in Williams: sotto la pioggia battente, Piquet sbaglia le gomme, le due Williams di Reutemann e Jones dominano ma dal box il team ordina all’argentino di far passare Alan: Reutemann non esegue l’ordine e va a vincere. Da quel momento il team di Grove sarà diviso in due fazioni e a fine stagione Reutemann perderà il titolo per un punto a favore di Piquet.

Nell’82 dopo un grande avvio di Villeneuve, in testa per i primi 29 giri e poi fuori pista a causa delle gomme finite, Piquet batte Rosberg e vince, ma a fine gara vengono entrambi squalificati per vetture sottopeso . La vittoria viene dunque assegnata a Prost, al suo primo di una lunga serie di trionfi in Brasile.

Nell’83 Piquet vince senza polemiche. L’anno successivo Prost, all’esordio con la McLaren-Porsche, vince dopo un ottimo avvio di Alboreto al debutto con la Ferrari: 11 giri al comando, poi un guasto ai freni. Prost si ripete l’anno dopo iniziando la corsa al suo primo titolo mondiale battendo un Alboreto partito dalla pole ma tamponato da Mansell in partenza. Piquet vince ancora davanti ai suoi tifosi nell’86 festeggiando al meglio con la Williams e arrivando davanti ad Ayrton Senna.

Prost vince ancora nei due anni successivi: nell’88 approfitta di un problema allo start del suo nuovo compagno di squadra, Senna, e va a vincere.

Nel 1989, ultima edizione disputata a Jacarepagua, eliminati in partenza Patrese, Berger e Senna (che ancora una volta non riesce a trionfare nella gara di casa), Mansell al debutto sulla Ferrari vince inaspettatamente visti i ricorrenti problemi di affidabilità del nuovo cambio automatico. L’anno dopo Mansell viene raggiunto in Ferrari da Prost, che vince per la sesta volta in Brasile (record di vittorie nella stessa gara) approfittando anche di un errore di Senna, leader della gara, nel doppiaggio di Nakajima (suo ex-compagno in Lotus); nel pre-gara il presidente FIA Balestre, che dopo i fatti di Suzuka ’89 aveva minacciato di squalificare Senna, viene fatto oggetto nella pit lane di un eccezionale lancio di arance e pomodori da parte dei tifosi brasiliani inferociti.

Senna riesce a battere una volta per tutte la sfortuna nella sua gara di casa e nel 1991 trionfa con un GP leggendario, guidando negli ultimi giri col cambio bloccato in sesta marcia, battendo la fortissima Williams-Renault di Patrese: l’urlo di gioia e liberazione di Senna sul traguardo è ormai leggenda. Dopo il dominio di Mansell sulla stratosferica Williams ’92, Senna fa il bis nel ’93 e viene premiato sul podio dal leggendario Fangio, approfittando della pioggia che tradisce il rivale Prost, che non lo aveva voluto come compagno alla Williams.

Nel 1994, Senna strappa la pole a Schumacher (Benetton), il quale però in gara è imprendibile e costringe il brasiliano all’errore. Schumacher rivince nel 1995 davanti a Coulthard, ma a fine gara un giallo: la benzina dei due “non è conforme”, Berger viene dichiarato vincitore, ma il tribunale FIA ridà la vittoria ai primi due, togliendo i punti solo ai team. Nei due anni successivi vittorie nette di Hill e Villeneuve con la Williams e doppietta del finlandese Hakkinen con la McLaren nel biennio 98-99, preludio ai due titoli vinti da Mika in quelle stagioni.

Nel 2000 Michael Schumacher, alla quinta stagione con la Ferrari riesce a vincere ad Interlagos e a portarsi in testa al mondiale, che a fine anno riporterà finalmente a Maranello dopo 21 anni. Nel 2001 vince Coulthard ma la F1 rimane impressionata da Montoya, il colombiano che viene dalle gare USA e che in gara affianca Schumacher e lo sposta letteralmente a ruotate per poi passare in testa, prima di venir eliminato dal doppiato Verstappen.

Nel 2002 la Ferrari coglie una nuova vittoria di Schumacher, stavolta all’esordio con la inedita F2002 che alla vigilia sembrava troppo acerba per puntare alla vittoria. Memorabile Pelè che dimentica di sventolare la bandiera a scacchi:sarà l’inizio di una stagione segnata dal dominio della Rossa.

L’anno successivo la pioggia provoca tanti incidenti e dal groviglio di incidenti vince a sorpresa Fisichella, alla sua prima vittoria, con la Jordan. Tuttavia i confusionari commissari rovinano la sua legittima gioia perchè in un primo tempo assegnano la vittoria a Raikkonen, e solo dopo due settimane Fisichella si vedrà riconosciuta la vittoria.

Nel 2004 la gara brasiliana viene spostata a fine stagione e Montoya lascia la Williams con una vittoria. Il colombiano fa il bis nel 2005 con la McLaren, proprio nel giorno del matematico primo titolo mondiale di Alonso con la Renault, che diventa il più giovane campione del mondo della storia della F1.

Lo spagnolo rivincerà il titolo nel 2006 di nuovo in Brasile, gara che vede la vittoria del pilota di casa Felipe Massa, primo brasiliano a trionfare in casa dai tempi di Senna, mentre passa alla storia la gara d’addio alla F1 di Schumacher, che viene attardato da un guaio in prova e da un contatto in gara con Fisichella che gli provoca una foratura: Michael comincia una epica rimonta, degna di Clark e di Stewart, che lo porta a rimontare un giro di ritardo fino alla quarta posizione finale, con sorpassi eccezionali come quello a Raikkonen, suo successore in Ferrari. La gara del 2012, per il tedesco, segnerà un nuovo ritiro dalla F1, dopo il primo nel 2006.

Raikkonen nel 2007 compie l’impresa che nessuno si aspettava: Hamilton con la sua McLaren-Mercedes partiva con un vantaggio di sette punti sul finlandese della Ferrari e quattro sul suo compagno-rivale, il due volte campione in carica Alonso. Raikkonen, aiutato dal compagno di squadra Massa, sempre fortissimo ad Interlagos, va a vincere la gara, mentre dietro Hamilton,con un errore in frenata e un momentaneo problema al cambio, non va oltre un settimo posto finale, con Raikkonen campione del mondo per un solo punto sulla coppia, separata in casa, della McLaren. Nel dopo-gara il colpo di scena, con la possibile squalifica per carburante irregolare di Williams e BMW che, se attuata, consegnerebbe il titolo a Hamilton, ma poi il risultato in pista viene confermato e in Ferrari si può festeggiare.

L’anno successivo Massa perde il titolo per un punto a favore di Hamilton all’ultima curva della gara supera Timo Glock e agguanta il piazzamento che gli serve per diventare il più giovane iridato della storia fino a quel momento. Interlagos ha visto la consacrazione anche per Button nel 2009, mentre nel 2010 Vettel vincendo si avvicino in classifica ad Alonso, preludio al suo primo titolo, ottenuto nel successivo appuntamento di Abu Dhabi.

Nel 2011 doppietta Red Bull: Vettel (campione del mondo), partito dalla pole mantiene il comando al via ma un problema al cambio lo relega al secondo posto. Mark Webber va a vincere così la sua prima e unica gara della stagione che lo proietta al terzo posto in classifica alle spalle di Vettel e Button.

Ad aumentare le difficoltà di questo circuito già molto complesso vi è il meteo, ad Interlagos notoriamente variabile, il che significa che il Cinturato Pireli Green intermediate e il Cinturato Blue wet  potrebbero scendere in pista.

Per le sessioni di prove libere del venerdì, le squadre avranno a disposizione due set extra di pneumatici prototipo del prossimo anno:  le mescole e la costruzione degli pneumatici slick 2013 saranno modificati; questa sarà, dunque, un’ occasione preziosa per i piloti per familiarizzare con le coperture della nuova stagione.  Probabilmente, però, con la lotta per il titolo così serrata, molti piloti preferiranno concentrarsi unicamente sul Brasile.

Vettel si presenta in Brasile favoritissimo con 13 punti di vantaggio e una Red Bull in gran forma. Alonso conquista il titolo iridato se arriva primo in Brasile e Vettel chiude quinto o più indietro. Col secondo posto del ferrarista le cose già si complicano: Vettel dovrebbe arrivare ottavo o fare ancora peggio, cosa che quest’anno, ritiri a parte, è successa solo a Sepang. Se salisse sul terzo gradino del podio, Alonso dovrà sperare che Vettel non vada oltre il decimo posto.
In caso di pareggio, cioè con Alonso che termina primo e Vettel in quarta posizione, i due chiuderebbo a quota 285 ma vincerebbe comunque Vettel in virtù del maggior numero di Gran Premi vinti in stagione.

GP del Brasile – Punto di frenata più severo
Gli ingegneri della Brembo hanno individuato il punto di frenata più severo sul circuito di Interlagos, prima della curva 1, la “S” di Senna. Qui i piloti decelerano di 195 km/h, dissipando nel processo 2.086 kilowatt di energia! 5,02 G agiscono su di loro, mentre frenano con una forza pari a 130 kg

Dati del circuito
Circuito: Autodromo Jose Carlos Pace
Giri: 71
Lunghezza del circuito: 4.309 km
Distanza di gara: 305.909 km
Giro record: 1:11.473 – JP Montoya (2004)
Mescole Pirelli: Pzero silver hard/Pzero white medium

Albo d’oro

01. 1972 C Reutemann – Brabham Ford

02. 1973 E Fittipaldi – Lotus Ford

03. 1974 E Fittipaldi – McLaren Ford

04. 1975 C Pace – Brabham Ford

05. 1976 N Lauda – Ferrari

06. 1977 C Reutemann – Ferrari

07. 1978 C Reutemann – Ferrari

08. 1979 J Lafitte – Ligier Ford

09. 1980 R Arnoux – Renault

10. 1981 C Reutemann – Williams Ford

11. 1982 A Prost – Renault

12. 1983 N Piquet – Brabham BMW

13. 1984 A Prost – McLaren TAG

14. 1985 A Prost – McLaren TAG

15. 1986 N Piquet – Williams Honda

16. 1987 A Prost – McLaren TAG

17. 1988 A Prost – McLaren Honda

18. 1989 N Mansell – Ferrari

19. 1990 A Prost – Ferrari

20. 1991 A Senna – McLaren Honda

21. 1992 N Mansell – Williams Renault

22. 1993 A Senna – McLaren Ford

23. 1994 M Schumacher – Benetton Ford

24. 1995 M Schumacher – Benetton Renault

25. 1996 D Hill – Williams Renault

26. 1997 J Villeneuve – Williams Renault

27. 1998 M Hakkinen – McLaren Mercedes
28. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
29. 2000 M Schumacher – Ferrari

30. 2001 D Coulthard – McLaren Mercedes
31. 2002 M Schumacher – Ferrari

32. 2003 G Fisichella – Jordan Ford

33. 2004 J Montoya – Williams BMW

34. 2005 J Montoya – McLaren Mercedes

35. 2006 F Massa – Ferrari

36. 2007 K Raikkonen – Ferrari

37. 2008 F Massa – Ferrari

38. 2009 M Webber – Red Bull Renault

39. 2010 S Vettel – Red Bull Renault
40. 2011 M Webber – Red Bull Renaul

Gli orari del Gran Premio del Brasile
Venerdì 23 Novembre

10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1

14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2

Sabato 24 Novembre

11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3

14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche – Rai Due/Rai HD

Domenica 25 Novembre

14:00 (17:00) Gara – Rai Uno/Rai HD

Tra parentesi gli orari italiani

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46 commenti
  1. pierluigi

    20 novembre 2012 at 17:32

    previsioni meteo pioggia battente tifosi!!! tutto può succedere!! FORZA ALONSO

  2. carlopower

    20 novembre 2012 at 17:34

    Sara un gp adrenalinico,speriamo in un gp bagnato.

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 17:54

      io già me la sto facendo addosso. ho appeso in camera mia la bandiera della FERRARI……
      “Può essere più entusiasmante non arrendersi che vincere” : con qst frase ho zittito i miei amici di scuola che mi prendono in giro che sono FERRARISTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Gaens

    20 novembre 2012 at 17:35

    Che bel circuito!!ancora ricordo le edizioni del 2007 e 2008 che diedero l’estreme sentenza clamorosamente!! stavolta non so se sia possibile per la ferrari sperare nel “miracolo” di 5 anni fa quando Kimi Raikkonen vinse quel mondiale insperato. Ma lasciatemi dire,tifosi di F1, anche se il titolo dovesse vincerlo Alonso, l’iride non si connoterebbe di quella magia e dolcezza come nel 2007 quando quel Biondino a stento sorrise sul gradino più alto dopo aver vinto il campionato del mondo, al primo anno su una macchina per lui sconosciuta, al termine di una delle stagioni più travagliate per l’intero mondo della F1. Caro Fernando potrài anche vincere il titolo, ma, a prescindere dalla difficoltà di battere quel marziano di Vetttel, e non solo, lasciando da parte l’auspicio che qualche altro pilota gli finisca davanti, non sarà così bello. Potrete dire qualunque cosa, ma l’ultimo vincitore sulla rossa è ancora lui, Iceman.

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 18:01

      che ne sai se non succede di nuovo ? ad austin a webber gli si è rotto l’alternatore. può darsi che tocchi anche a vettel. l’affidabilità è uno dei punti di forza della Ferrari

    • -Leon-

      20 novembre 2012 at 19:19

      vincere il mondiale xchè si è rotta l’auto di vettel?
      No grazie, meglio perderlo.

      e x parlare di emozioni, l’emozione che ho provato quando Massa ha tagliato il traguardo del GP del brasile 2008 da campione del mondo, per poi perderlo dopo poco + di 10 secondi, ( titolo scippato da un accordo Mc Laren+-Toyota), è stata l’unica volta che son saltato dalla poltrona e esultato dalla felicità.

      ora potete anche criticarmi, ma quella gioia non me l’ha data nessuno dei titoli vinti da schumy ne tanto meno quello vinta da kimi.

      Buona F1 a tutti, e sempre forza FERRARI !!!

      p.s. che il titolo lo vinca Alonso o Vettel lo meritano entrambi, mi spiace solo che Vettel corra x una scuderia che tende a barare troppo e che alla fine renderà meno brillante il titolo,( se lo vincerà).

      • Mattia il Ferrarista

        21 novembre 2012 at 16:09

        Ma guarda che non ha senso fare una macchina velocissima e che poi si rompe….

    • Ele (mclaren)

      21 novembre 2012 at 11:06

      alla Ferrari non rimane che dire queste cose..Combattete in pista con le vostre forze invece!..anche se inferiori..e qualsiasi risultato verrebbe apprezzato di più nel bene e nel male…

  4. DieHard

    20 novembre 2012 at 17:38

    rain rain please

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 17:49

      grande
      rain rain please.
      Anzi : storm storm please

    • Ele (mclaren)

      21 novembre 2012 at 11:37

      Cosa imprecate la pioggia forte che poi dopo fanno entrare la SC per un’infinità e magari sospendono anche la gara..si formano quei rigagnoli che attraversano la pista e dopo il 2003 non si azzarderebbero a far continuare la corsa…quindi se vogliamo vedere un po’ di spettacolo vero speriamo in una gara asciutta o poco bagnata 😉

    • DieHard

      21 novembre 2012 at 12:23

      infatti io voglio pioggia “normale” non acquazzoni che fanno entrare le SC.

  5. Federico Barone

    20 novembre 2012 at 18:00

    Non riponete troppe speranze nella pioggia… anche se dovesse arrivare, potrebbe andare diversamente da come sperate (o credete).

    Spero che Alonso abbia ancora una chance di poter competere con Vettel, ma non ci credo molto.

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 18:02

      sono d’accordo con te ma vatti a vedere le previsioni sul sito della f1. appena lo api guarda a destra.

      • Federico Barone

        21 novembre 2012 at 10:45

        Ho capito, ci credo che pioverà. Ma non credo che la corsa finirà come in Malesia, solo per il fatto che pioverà… Sono passati dei mesi, le vetture sono diverse ed i piloti pure…

        13 punti di distacco da Vettel e dalla sua Red Bull sono – in questo momento – “ragionevolmente” non recuperabili.

        Sarebbe stata dura anche se fossero stati solo 6 punti, ma 13 sono troppi considerando le condizioni tecniche e psicologice dei contendenti.

        A mio parere. Non credo nei miracoli a prescindere.

      • Federico Barone

        21 novembre 2012 at 11:05

        “psicologiche”

        Meglio così. 😉

  6. matteo

    20 novembre 2012 at 18:08

    forza popolo ferrarista…la speranza si puo riaccendere sotto l’acqua…è piu rischioso con la pioggia è vero ma ormai noi cosa abbiamo da perdere??assolutamente niente…come dice nando…dai ancora 1 ne manca 1 sola dai 1 ultimo sforzo!!!coltello tra i denti e se nn ce la faremo vorra a dire ke nn era destino…

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 18:12

      continuiamo a sperare

      • matteo

        20 novembre 2012 at 18:16

        sempre…

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 18:20

      grazie alla pioggia potremmo avere sia una fregatura che la vittoria. stiamo attenti

    • dnma99f1

      20 novembre 2012 at 18:21

      può essere più entusiasmante non arrendersi che vincere………..

  7. Nico

    20 novembre 2012 at 18:28

    Brasileeeeeeeee stiamo arrivando,veniamo a prenderci il terzo titolo piloti COME ON VETTELLLLLLL.. http://www.youtube.com/watch?v=Z7oumCmaR4s&feature=player_embedded

  8. Max

    20 novembre 2012 at 19:03

    Con una vettura come la Ferrari sperare nella pioggia ci vuole coraggio.Gia’e’ una fortuna che rimane in pista con l’asciutto figuriamoco sul bagnato.NB qualcuno si dimentica che lo spagnolo e’ a -13 e non a + 13.Certo che leggendo qua e la,i tifosi che non perdono occasione per dire che il pilota della rossa e’ il migliore,ma per vincere cercano fortuna e’ tutta da ridere.Se e’ forte lo sapra’dimostrare sia con il sole che con la pioggia,anche se adesso e’ meglio non parlarne,tagliare il traguardo a 40 secondi di distacco ahahaha,tutta questa velocita di questo pilota che vince anche con una carretta a detta vostra,non la vedo 🙂

    • -Leon-

      20 novembre 2012 at 19:27

      scusa ma F1 hai visto fino ad oggi?

      1) Fernando non ha proprio nulla da dimostrare, è un Campione vero e con la C maiuscola, come a mio avviso lo è anche Hamilton e dopo di loro viene Vettel, sono 3 campioni e ognuno con un minimo di senso di sportività non può negarlo, poi la disposizione di chi è il primo o il terzo è puramente soggettiva, ma resta il fatto che sono 3 campioni.

      2) la Ferrari sul bagnato e soprattutto in condizioni di umido da la paga a tutti, mio caro.(ammenochè le altre scuderie non hanno fatto passi avanti in questo periodo) ma ogni volta che ci sono stare gare bagnate la Ferrari non aveva nulla da invidiare a nessuno, anzi.

      buona f1 a tutti e sempre forza FERRARI

      • 91.

        20 novembre 2012 at 20:03

        1) La C come campione la do ad Hamilton prima di tutto, secondo a pari merito Vettel e terzo Alonso che in america sembra che abbia dormito, di solito lotta e anche parecchio, ed infatti ce stato il compagno di squadra ( che tanti reputano scarso ) che e stato dietro nonostante partisse dietro di lui.

        2) La ferrari sara anche forte sul bagnato, ma lo e pure la mclaren e la RB, con relativi piloti che possono piazzarsi tranquillamente davanti ad Alonso

  9. luciano

    21 novembre 2012 at 00:05

    tifo alonso, ma sinceramente, ho visto un mondiale combatutto, e se piove ad interlagos, vedrò un altra gara spettacolarissima, chiunque sia il vincitore.. vincerà il migliore(e anche l’ affidabilità conta) non voglio tirare i piedi a nessuno… spero sopratutto di vedere un bel po di colpi di scena… 😀

  10. Riccardo_63

    21 novembre 2012 at 09:37

    Sembrerebbe che vincere perché la macchina dell’avversario si rompe sia diventata un ignominia, eppure se leggiamo l’articolo, e la storia della F1, vediamo che gare e mondiali sono stati vinti o perché le gomme tradiscono, o perché si rompono i freni ed altre amenità del genere.
    Ora perché un gruppo di DS ed un pilota, che dovrebbe stare zitto, lo dicono apertamente, sembra che vincere così sia da miserabili, FA PARTE DELLE GARE, se l’alternatore si rompe è perché non è raffreddato bene o perché viene sforzato, lo stesso il motore o i freni, è la squadra che perde perché non ha valutato tutte le variabili, non il pilota la squadra.
    Poi, in questo blog, ci sono alcuni che si riempiono la bocca con la parola “sportività”, sappiate che la sportività in F1 è presente solo quando la gara è finita, prima e durante coltello fra i denti e maledizioni ad iosa.

    • Federico Barone

      21 novembre 2012 at 17:00

      Il mondiale che vinse Prost a danno di Mansell e Piquet nel 1986, come viene ricordato? 😉

      Non mi sembra che Prost abia mai dovuto vergognarsene, piuttosto venne criticato Sir Frank, se non ricordo male. Ma neanche troppo, a dire il vero. Allora si parlava di scelte, di filosofia, di sport… e di cose che capitano.

  11. mattia

    21 novembre 2012 at 10:23

    Previsioni titolo mondiale piloti 2012:
    (gara asciutta)

    Vettel 65%
    Alonso 35%

    Gara bagnata o con pioggia intermittente:

    Vettel 53%
    Alonso 47%

    • Francesco_Iceman

      21 novembre 2012 at 14:40

      vettel se asciutto ha almeno l’80% di possibilità .. anche se esce fuori fare terzo per alonso non sarà comunque facile.

  12. pierluigi

    21 novembre 2012 at 13:40

    signori miei brutte notizie il meteo non porta più pioggia per domenica !!

  13. Mattia il Ferrarista

    21 novembre 2012 at 16:58

    Andatevi a sentire qst colonna sonora: perfetta per un montaggio video pre-gara, con alonso e vettel che si sfideranno nell’ultima gara.
    cmq sempre FORZA FERRARI
    http://www.youtube.com/watch?v=4H0JDomv8ac

  14. SuperKIMI2007

    22 novembre 2012 at 02:31

    Il ondiale lo vince Alonso è una certezza ve lo dice uno che ci becca sempre tra alternatore e medio variabile tendente a pioggia…..

    • Federico Barone

      22 novembre 2012 at 12:16

      A me farebbe piacere. Ma sono convinto che i miglioramenti fatti dalla Red Bull, negli ultimi mesi si ripercuotano positivamente anche sul comportamento della vettura su pista bagnata. Il resto lo fa Vettel, che in quelle condizioni – come tutti i piloti QUANDO il mezzo gli dà fiducia – si esprime ad ottimi livelli.

      Non credo possano ripetersi i rapporti di forze della Malesia…

      Inoltre, aggiungiamo la condizione psicologica dei 2 contendenti (uno a mille, l’altro – sembrerebbe – in fase calante) ed il fatto che pure le McLaren sono tornate davanti alle Ferrari… ed il gioco è fatto!

      Pensate veramente che io veda solo nero? Io credo di essere stato piuttosto “oggettivo” in questa analisi. Che spero si riveli completamente sbagliata, si sa… 🙂

  15. angeloprofeta

    23 novembre 2012 at 19:11

    A prescindere da chi diverrà campione del mondo 2012, questa stagione è stata a dir poco esaltante. Una gara bagnata sarebbe un epilogo fantastico per un mondiale fantastico. Comunque vadano le cose a mio parere quest’anno verrà ricordato per la combattività di Alonso che ha tenuto vivo un mondiale con una macchina inferiore non solo alla RedBull ma anche alla McLaren. In ogni caso FORZA ROSSA e, comunque, VINCA IL MIGLIORE

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