GP Australia – Rosberg trionfo da opportunista, Hamilton distratto e Ferrari “più veloce di se stessa”…

Buona la prima in quel di Melbourne, con una F1 inaspettatamente vivace e divertente

GP Australia – Rosberg  trionfo da opportunista, Hamilton distratto e Ferrari “più veloce di se stessa”…

E finalmente le tante chiacchiere invernali e i pronostici più o meno sballati hanno lasciato spazio alla sola “parola” che conta, quella della pista. La Formula 1 ha iniziato col botto, in senso letterale; sono stati attimi di terrore quelli che hanno visto protagonista Fernando Alonso e la sua McLaren, coinvolti in una danza infernale in aria, sospesi tra “la terra e il cielo e speravo solo che finisse presto”.

E’ SEMPRE LEGGE MERCEDES MA….Nico Rosberg s’è regalato un quindicesimo sigillo in carriera segnando una rete di rapina, abile nell’approfittare della giornata “no” di Hamilton e nel gestire per tanti giri una monoposto comunque ineccepibile. Bravo il tedesco, alla quarta vittoria consecutiva e simbolicamente primo nel mondiale. Tanto per mischiare le carte quanto basta. Lewis Hamilton dopo tanti appuntamenti nel mondo dello spettacolo, tra concerti e “prime” di film hollywoodiani, ha mancato l’appuntamento più importante, quello con la frizione sulla griglia di partenza di Melbourne. Il campione “selfomane” ha vanificato una straordinaria pole-position, recuperando in gara dalla settima posizione in cui si trovava nel primo alla piazza d’onore. Purtroppo per Hamilton ogni suo passo falso peserà il doppio, considerando il personaggio che si è creato. Il mondiale in ogni caso è ripartito da dove era finito, con una doppietta Mercedes; ma il risultato va letto ed interpretato, perché gli anglo-tedeschi un po’ a sorpresa sono sembrati più vulnerabili rispetto al recente passato.

FERRARI VELOCISSIMA MA IMPRECISA Si è già capito che la variabile impazzita di un mondiale che si preannuncia più interessante del previsto è una macchina bianco-rossa che è tutta sogno, cuore e passione. Dallo scatto bruciante al semaforo, che ha fatto svegliare gli istinti corsaioli assopiti di una penisola di nuovo “Rossa”, alla rincorsa di Sebastian Vettel negli ultimi giri, nel GP di Australia c’è stata molta più Ferrari di quanto non dica un semplice terzo posto. La SF16-H ha dimostrato di poter reggere in gara il ritmo delle Mercedes, se non essere con alcune gomme (le più morbide) finanche più competitiva.

A Melbourne si potrebbe dire che il Cavallino è stato più veloce di se stesso, nel senso che le performance dimostrate hanno preso in contropiede lo stesso team, dimostratosi poco reattivo al muretto. Vero che la bandiera rossa causata dall’incidente tra Alonso e Gutierrez ha danneggiato la Ferrari, ma la Rossa non ha avuto il coraggio di marcare stretto la Mercedes, preferendo affidarsi alle proprie convinzioni (e quindi ad una strategia tradizionale) piuttosto che osare fino in fondo rischiando le gomme medie. Allarmante poi il guasto tecnico al turbocompressore che ha mandato in fiamme la power unit di Kimi Raikkonen. Il finlandese fin lì aveva corso la sua onesta gara in scia di Vettel, ed è un peccato che debba subire senza colpe un pesante zero in casella ad inizio campionato. Con una monoposto così competitiva Maranello dovrà essere capace di essere perfetta in tutto il resto: affidabilità ma anche lavoro in pista. Non può ad esempio passare inosservato l’errore commesso con l’anteriore sinistra durante il secondo pit-stop di Sebastian, contrattempo che probabilmente è costato al tedesco il secondo posto finale.

I TORI DANNO SPETTACOLO Passi per lo sfortunato Kvyat, fuori gara prima ancora di partire, ma il resto della banda Red Bull ha contribuito in modo notevole allo spettacolo in pista. Grande gara di Daniel Ricciardo, che si è preso il quarto posto a suon di sorpassi, mostrando una certa vivacità della Red Bull. Spettacolare, vero, cattivo il duello “fratricida” tra i baby della Toro Rosso Carlos Sainz e Max Verstappen. Prevedibile che i due saranno protagonisti durante il mondiale di una lotta in famiglia senza esclusione di colpi, in STR funziona così e i due lo sanno fin troppo bene. Ecco perché Max Verstappen è letteralmente impazzito dietro Sainz, con quest’ultimo che ha chiuso la porta a muso duro, per mettere in chiaro che l’olandesino i galloni del fuoriclasse dovrà sudarseli e non poco. La Toro Rosso, nonostante il nono e il decimo posto finale, è stata una delle sorprese del GP per velocità e brillantezza, ed è arrivata più dietro di quanto meritasse.

Senza lode e senza infamia la Williams, molto regolare nelle prestazioni, senza però trovare il guizzo degno di nota. Nico Hulkenberg nel silenzio generale batte il compagno Sergio Perez e porta a casa il solito buon piazzamento. La McLaren andava forte con Alonso, che il suo personalissimo GP l’ha vinto uscendo illeso e pimpante da una MP4-31 tanto danenggiata da essere irriconoscibile. Jenson Button ha pagato una strategia scellerata, in stile Ferrari, altrimenti poteva lottare per la zona punti.

GROSJEAN E HAAS, FROM ZERO TO HERO… Eroe di giornata, senza dubbio, è Romain Grosjean. Il pilota transalpino ha chiuso in sesta posizione una gara meravigliosa, con la Haas tanto inesperta quanto abile a capire in fretta come funziona la F1, pescando il jolly alla ripartenza delle gomme medie e portando a casa un risultato contro ogni pronostico. Otto punti al debutto sono tanta roba per una squadra che fino a qualche mese fa era circondata dal mistero ed era nota alle cronache solo per la sinergia con la Ferrari. La Haas sembra avere il potenziale per essere un progetto serio e non una meteora qualsiasi e Romain Grosjean dimostra sempre di più di aver acquisito quella maturità e quella “testa” che gli mancavano nei primi anni. La velocità c’è sempre stata.

BUONA LA PRIMA Sembrava che la F1, dopo le qualifiche farsa volute da Ecclestone, avesse toccato il suo punto più basso. Il Circus sembrava inoltre destinato a soccombere in modo impietoso nel confronto diretto con il GP del Qatar di MotoGP. E invece Melbourne è stata una piacevole sorpresa, che ha spazzato via più di qualche critica gratuita espressa spesso anche da chi scrive. Il primo Gran Premio del 2016 è stato vivo, divertente, con prestazioni livellate tra tante squadre e a tratti spettacolare. Meglio del previsto, nonostante il solito uno-due Mercedes. Ma il campionato sembra promettere meglio del previsto…

Antonino Rendina


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