Formula 1: la vigilia degli ultimi test

Formula 1: la vigilia degli ultimi test

A qualche giorno dall’ultima sessione di test prima dell’inizio del mondiale di Formula 1, e alla luce di quanto visto tra Valencia, Jerez e Barcellona, tentiamo di fare un bilancio del lavoro svolto dai 12 team che parteciperanno al mondiale.

Fatte le ovvie premesse per cui:
– i risultati dei test vanno sempre presi con le pinze,
– una monoposto performante difficilmente si troverà (sempre) tra gli ultimi,
– quello che non dice la pista lo si può andare a leggere in faccia e tra le righe delle dichiarazioni di piloti e tecnici,
– le gomme Pirelli sembrano aver reso quest’indagine più difficile che mai (come ampiamente ripetuto da tutti),
si può procedere.

Stilare una classifica è molto difficile: per quello che si è visto finora le uniche posizioni abbastanza certe sono le prime due e l’ultima. Impossibile, poi, stimare i distacchi.
Dovrebbe, invece, essere possibile procedere “per gruppi”: dire chi è davanti, chi a metà e chi in fondo.
In un’analisi del genere, senza nemmeno un GP disputato, s’intrecciano, infatti, molteplici elementi: tempi di fine sessione, giri percorsi (sia consecutivi, in simulazione di gran premio, sia totali), problemi di affidabilità, dichiarazioni della vigilia (sempre altisonanti) e le “spiegazioni” se le cose non vanno come preventivato.
Un’ultima considerazione prima di iniziare: se da un lato la sessione nel caldo di Sakhir è saltata, e quindi i team non avranno la possibilità di valutare il comportamento delle Pirelli a temperature estreme, dall’altro avranno occasione di confrontare la bontà del lavoro svolto in questi 15 giorni, paragonando i dati relativi a due sessioni svolte sulla stessa pista.

In lotta per il mondiale
Di questa categoria, al momento, sembrano farne parte solo Red Bull e Ferrari.

A Barcellona le lattine si sono finalmente mostrate nel pieno delle loro capacità, con Vettel che ha chiuso al comando nelle prime due giornate. La RB7 sembra veloce e consistente. La sorpresa, considerando che si tratta di una monoposto progettata da Adrian Newey, è l’affidabilità: la vettura ha avuto solo qualche problema minore che non ha allarmato i tecnici. Come spiegato dallo stesso Newey, questa è la terza generazione del progetto iniziato con la RB5: ormai il progettista inglese può procedere per evoluzioni, senza prendere rischi inutili. Sul fronte motoristico, il congelamento dei propulsori dovrebbe garantire che il Renault RS27, sia completamente affidabile.

A contendere la vittoria finale alla Red Bull sembra esserci, per ora, la sola Ferrari. Anche la Ferrari 150° Italia è affidabile: la perdita d’olio nel giorno d’esordio di Felipe Massa a Valencia è stata un episodio, e a conti fatti la nuova monoposto del Cavallino è quella che ha percorso più chilometri in questi test: ben 5.200. Massa e Alonso hanno quasi sempre chiuso tra i primi, e si dichiarano soddisfatti: in più Felipe è dal primo assaggio delle Pirelli che va raccontando quanto le nuove gomme si sposano bene con il suo stile di guida. Quale delle due monoposto è messa meglio? Tutti dicono ancora Red Bull. Quel che è certo è che a Maranello hanno continuato a pensare con la propria testa, senza scopiazzare la RB6 campione del mondo, ma prendendo da questa solo la soluzione del muso alto e piatto (come fatto un po’ da tutti).

Subito dietro i migliori.
Questo gruppo è il più eterogeneo: vi fanno parte squadre che l’anno scorso sono state in lotta per il mondiale fino a qualche gara dal termine (McLaren), squadre “condannate” a vincere (Mercedes), sorprese già obbligate a non deludere (Toro Rosso), gente di cui gli stessi addetti ai lavori parlano bene (Williams e Force India), gente che ha un po’ perso la bussola (Renault), altri che, nel silenzio generale, vanno che è un piacere (Sauber).
Con che ordine? Difficile dirlo.

La prima considerazione è che la Lotus Renault, senza Robert Kubica, potrebbe essere costretta a rivedere i sogni di gloria e limitarsi a difendere il quinto posto ottenuto nel 2010: tutti, anche qui sul sito, ne parlavano davvero bene, poi quel gran manico di Kubica si fa male e nessuno se li fila più.
Alzi la mano chi si aspetta qualcosa di buono da Vitaly Petrov. Alzi la mano chi si aspetta degli exploit da Nick Heidfeld. Sul loro 2011 peserà sempre una domanda: cosa avrebbero fatto con Kubica? Se Nick, per ipotesi, arrivasse secondo nel mondiale… la gente si chiederà se Robert l’avrebbe vinto. Se il team, per ipotesi, chiudesse al penultimo posto… la gente si chiederà se Robert l’avrebbe tenuto a metà classifica. La R31, a detta di tutti, è nata bene: dovevano essere una certezza, ma per loro sfortuna, almeno per ora, sembrano aver perso parecchio nella considerazione generale.

McLaren. Ovvero “finora la teoria di Aldo Costa è azzeccata”: il direttore tecnico della Ferrari, per difendere il team dall’accusa di aver pensato una monoposto troppo conservativa, sentenziò: “Sperimentare qualcosa di estremo in un’area può risultare controproducente in un’altra. Per vincere occorre un approccio bilanciato”. A Woking ne hanno studiata una più del diavolo ed ecco il risultato: inaffidabilità, pochi giri all’attivo, grandi difficoltà nel capire le Pirelli e nel trovare un set-up di base, poco tempo da perdere alla ricerca del tempone per far capire che, comunque, la macchina è veloce. Infine, dichiarazioni sconsolate dei piloti che ammettono di non poter iniziare il campionato alla pari di Red Bull e Ferrari (Lewis Hamilton, appena 20 giorni fa, dichiarava che “la nuova McLaren è un passo avanti rispetto alla vecchia”). Magari quando troveranno il bandolo della matassa cominceranno a doppiare tutti, ma intanto sembrano destinati a partire molto più indietro di dove avevano concluso.

Mercedes, ovvero “gli scoppiati”. Ci hanno ricordato per tutto il 2010, dopo ogni prestazione opaca, che la W01 era una vettura senza sviluppi: avevano presto capito che da quella macchina non avrebbero cavato fuori nulla, quindi tanto valeva concentrarsi sulla monoposto 2011. Per non farsi mancare nulla, alla presentazione (11 febbraio) entrambi i piloti dichiarano di voler lottare per la vittoria. Dieci giorni dopo (e due sessioni di test in mezzo) la stampa tedesca riporta un’affermazione di Norbert Haug, gran capo di Mercedes Motorsport: “Non siamo tra i top ten”.
Qualche problema di affidabilità, due giornate di test chiuse con il miglior tempo, tanta perplessità all’interno dello stesso team. Ancora: Schumacher una volta dice di voler vincere l’ottavo mondiale e quella dopo dice che non vinceranno nemmeno una gara; Rosberg ricorda che la monoposto sarà aggiornata prima dell’Australia; Brawn afferma al termine degli ultimi test che la W02 è senz’altro migliorata. Penultima dichiarazione di Ross: gli aggiornamenti in questione saranno di aerodinamica e “importanti”. Infine l’ultima: siamo più lenti di un secondo rispetto ai migliori. Per quelle che erano le premesse hanno già deluso. Probabilmente il loro livello attuale è lo stesso dell’anno passato, poi bisognerà vedere quanto buona sarà l’evoluzione della vettura: perché questa volta non possono permettersi di sospendere l’aggiornamento della W02 per concentrarsi sulla 03. Schumy, come tutti, invecchia, quindi devono darsi una mossa. Confusi.

Toro Rosso, l’outsider che non ti aspetti. La STR6 motorizzata Ferrari, a detta degli altri piloti, è buona: la soluzione del doppio fondo, vale a dire sollevare le fiancate rispetto al fondo scocca per creare maggior effetto suolo, sembra sposarsi bene con le monoposto 2011. Franz Tost, team principal, alla presentazione della vettura ha dichiarato gli obiettivi dei tori di Faenza: progettare una vettura competitiva e sperare che i due piloti facciano un buon lavoro.
Bene: la prima metà è già stata centrata. Ora resta la seconda parte, quella in cui entrano in gioco Sebastien Buemi e Jaime Alguersuari.
Questo è il punto: i due nella stagione passata hanno messo assieme solo 13 punti, permettendo al team di precedere solo le scuderie esordienti. Lo svizzero Buemi è in una posizione delicata: a detta dello stesso Franz Tost, gli è già stato concesso abbastanza tempo per dimostrare se è all’altezza della Formula 1. Quindi o convince da subito, o probabilmente sarà appiedato.
Per lo spagnolo Alguersuari, invece, sarà la seconda stagione completa di F1 (dopo il debutto nell’agosto del 2009): di lui Tost, alla fine dello scorso campionato, sottolineò i miglioramenti affermando “è sulla buona strada”.
La sensazione è che entrambi siano fortemente a rischio: Helmut Marko e Dietrich Mateschitz non vedono l’ora di far debuttare l’australiano Daniel Ricciardo, per ora pilota del venerdì, indicato come la prossima stella di casa Red Bull.
La STR6 sembra poter garantire un netto aumento delle performance: il pilota che non la sfrutterà forse dovrà dare l’addio al sostegno della Red Bull e alla Formula 1.

Anche la Fw33 del team AT&T Williams, motorizzata Cosworth, sembra essere veloce: l’ultimo a ribadirlo è stato Lewis Hamilton. Gli uomini del team di Grove partono dal sesto posto dello scorso campionato, e il minimo che possono fare è confermarlo. Per riuscirci si affidano a due piloti sudamericani: il brasiliano Rubens Barrichello, che nel 2011 disputerà la sua diciannovesima stagione in F1, e l’esordiente venezuelano Pastor Maldonado, campione in carica della GP2. La battaglia a centro gruppo si preannuncia accesa, ma intanto la Fw33 deve risolvere i problemi di affidabilità: una volta si rompe il sistema di raffreddamento del KERS, un’altra un sensore, un’altra l’attuatore dell’ala posteriore, poi una perdita d’acqua, poi l’alternatore…

Tra i team più in forma in questo prestagione, più di un pilota ha annoverato la Force India. Dopo aver concluso il 2010 al settimo posto nel costruttori (un punto dietro la Williams), Vijay Mallya è stato chiaro: obiettivo quinto posto. La nuova VJM04, motore e KERS Mercedes, è arrivata solo per la seconda sessione di test a Jerez, ma ha fatto subito capire di essere all’altezza del compito: veloce e nessun problema in quattro giorni. Lo stesso scenario idilliaco si è ripresentato a Barcellona. Il tedesco Adrian Sutil, alla sua terza stagione nel team, sembra avere finalmente tra le mani una macchina costante, che dovrebbe rendere certi exploit meno occasionali. L’altro pilota è Paul di Resta, scozzese, esordiente, attuale campione DTM: uno che nel 2006 vinceva il titolo della Formula 3 Euro Series avendo come compagno di squadra un tale Sebastian Vettel. Se i fatti confermeranno le premesse, la Force India sarà protagonista. E in ottobre avranno l’emozione del primo Gran Premio di casa!

Degli svizzeri della Sauber motorizzata Ferrari sembra non essersi accorto nessuno. A parte i messicani, ovviamente, in attesa di vedere all’opera il connazionale Sergio Perez, 21 anni. L’altro pilota è il giapponese Kamui Kobayashi, 24 anni, uno che in appena 21 GP ha ottenuto le simpatie di molti per la sua guida aggressiva e la determinazione nei sorpassi. Peter Sauber ha dichiarato che l’obiettivo 2011 è andare regolarmente a punti (cioè finire tra i primi dieci) e migliorare la posizione dell’anno scorso, quando giunsero ottavi. La concorrenza, considerato anche il miglioramento della Toro Rosso, sarà agguerrita. In tre occasioni la nuova C30 ha avuto qualche problema con componenti legati al motore, ma nel complesso sembra affidabile. E anche a guardare la classifica dei tempi non sono messi male, anzi. Potrebbero sorprendere: forse vanno davvero forte, e le loro performance sono state messe in ombra dalla Toro Rosso. O forse gli altri non hanno spinto quanto potrebbero, e finiranno indietro. Difficile fare previsioni.

Nelle retrovie.

Una grande incognita è rappresentata, finora, dal Team Lotus di Tony Fernandes. Gli obiettivi delineati sono molto ambiziosi: migliorare, ma tanto, per competere a metà gruppo.
I mezzi ci sono tutti: dopo aver disputato il 2010 con una vettura conservativa per fare chilometri ed esperienza (prego, chiedete a Trulli se ci sono riusciti), quest’anno Mike Gascoyne ha progettato la T128, che può vantare il gruppo motore-cambio della Red Bull campione del mondo in carica, mentre non avrà il KERS. Ciononostante, finora i loro test sono stati disturbati da tante perdite d’acqua, al punto da far sospettare che Ecclestone abbia pensato a loro per irrigare artificialmente i tracciati. Come se non bastasse, nell’ultima giornata a Barcellona un problema tecnico ha spedito Trulli a muro dopo appena 18 giri. Nei tempi, per quello che contano, il miglior risultato è stato un sesto posto. Eppure nei box regna la fiducia: Heikki Kovalainen si è detto molto contento del comportamento della monoposto, mentre Trulli ha dichiarato che è normale nei test avere qualche inconveniente tecnico, e che la vettura ha il potenziale per stare senza problemi a centro gruppo. Confidando nella velocità della T128, la domanda è: avranno l’affidabilità per arrivare a fine gara?

Marussia Virgin Racing-Cosworth: il team ultimo classificato del 2010 sembra destinato a non essere più il fanalino di coda… sempre che quelli dell’HRT si presentino a Melbourne. La Marussia, costruttore russo di vetture supersportive nato nel 2007, ha acquistato a inizio novembre una significativa fetta di quote del team, garantendo la stabilità finanziaria. Un mese dopo è stato ingaggiato l’esordiente belga Jerome d’Ambrosio. Il 7 febbraio è stata presentata la nuova MVR-02, dove M sta per Marussia, che ha poi debuttato a Jerez. La monoposto, progettata per non ospitare il KERS, ha esordito senza problemi di affidabilità, e nei quattro giorni di test ha permesso ai piloti di completare ben 216 giri. Stesso discorso a Barcellona, dove l’unica giornata storta è stata l’ultima, quando un problema al cambio ha disturbato il lavoro del team. Chiaramente non sono da alta classifica, ma il gap da chi li precede dovrebbe essere drasticamente ridotto. Probabilmente d’Ambrosio avrà le sue difficoltà, mentre il tedesco Timo Glock, alla sua terza stagione completa di F1, potrebbe provare a segnare qualche punto.

Non giudicabili.

Qui ci vanno di diritto gli spagnoli dell’HRT F1 Team, per il semplice motivo che la F111 non solo non ha ancora visto l’asfalto, ma neppure è stata presentata.
Il team manager Jose Ramon Carabantes ha posto come obiettivo “migliorare rispetto l’anno passato”, quando avevano chiuso il mondiale al penultimo posto.
Di seguito c’è il resoconto dell’inverno dell’Hispania Racing Team, in modo che ognuno di voi possa trarre le proprie conclusioni.
A novembre veniva data per certa la collaborazione con Toyota per realizzare la nuova vettura, ma ecco che a metà mese Toyota sorprende tutti annunciando, invece, che la collaborazione “è cessata e non sarà ripresa” a causa di una serie di mancati pagamenti. “Cosa se ne fanno Colin Kolles e Carabantes di un motore Cosworth, quando non hanno una struttura dove progettare la monoposto?” si chiedono i più. Niente: infatti per tutto l’inverno si rincorrono voci di una chiusura del team, ogni volta smentite dai vertici HRT. Due sole notizie certe: la F111 non monterà il KERS, e “avremo due piloti paganti”. Così il 6 gennaio HRT annuncia di aver ingaggiato l’indiano Narain Kathikeyan, già visto al volante della Jordan nel 2005. Manca ancora la macchina. Tempo un mese, l’8 febbraio, il team pubblica sul sito alcuni rendering, cioè immagini fatte a computer, della nuova vettura, e annuncia che sarà pronta per i test in Bahrain a inizio marzo.
Nel frattempo HRT partecipa ai test di Valencia con la monoposto 2010, salta quelli a Jerez, torna in pista a Barcellona, dove oltre a Karthikeyan girano Vitantonio Liuzzi e Giorgio Mondini. Come ben sapete i test, e la gara, in Bahrain sono stati annullati, e qui ancora non c’è traccia né della F111 né del secondo pilota…

Filippo Ronchetti

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10 commenti
  1. michele

    6 Marzo 2011 at 20:25

    Troppe chiacchiere inutili. Alla fine è come dire: “se mio nonno avesse le ruote sarebbe un tram”. Si sa bene che i valori in campo sono gli stessi di quelli cisti alla fine del 2010. I test si chiamano appunto “test”, ovvero prove. Quello che sarà lo vedremo in pista, dove chi avrà lavorato bene verrà premiato.

  2. Federico Barone

    6 Marzo 2011 at 20:36

    Grazie! (Ironia-Mode ON)

    Almeno avreste potuto copiare qui tutti i 4 (o 5) messaggi già inseriti nell’altro articolo… 2 erano miei. :-((

  3. Manuel (tifoso Red Bull)

    7 Marzo 2011 at 00:20

    inutile spaccarsi la testa adesso
    fra una ventina di giorni si verrà a conoscenza della verità 😀

  4. Beppe (tifoso RedBull)

    7 Marzo 2011 at 08:56

    1 – apprezzo il coraggio della Mclaren, unico team a progettare una vettura estrema; della serie o la va’ o la spacca.
    2 – Redbull e Ferrari si sono nascoste, difficile stabilire la migliore; chi svilupperà più velocemente la monoposto durante l’anno sarà la migliore quindi anche i primi GP non saranno indicativi (Massa potrebbe essere la piacevole sorpresa, Webber lo vedo calando);
    3 – si spera nella Williams che troverà al più presto l’affidabilità;
    4 – Toro Rosso potrebbe essere la sorpresa del mondiale;
    5 – delusione del team Lotus, Gascoigne non è mai stato un progettista vincente.

    Beppe

  5. angelo 84

    7 Marzo 2011 at 09:37

    attenzione però nel dare finito il team lotus certo la macchina e inaffidabile ma come prestazioni forse sono meglio

  6. Michele

    7 Marzo 2011 at 09:45

    Una nota sulla HRT: le immagini della F111 mostrano in maniera chiara come la vettura non è altro che la F110 con gli alettoni modificati… Insomma, con la macchina del 2010 che pensano di fare?

  7. Paolo93

    7 Marzo 2011 at 11:23

    Faccio i complimenti per l’articolo.
    Vorrei fare solo una considerazione sull’HRT: non so perchè stanno prendendo così tanto tempo per presentare la macchina e per scegliere il secondo pilota, ma , molto probabilmente, non riusciranno a finire la stagione, visto il budget che si ritrovano (circa 30 milioni). Però potrei fare delle ipotesi: per quanto riguarda il notevole ritardo nel presentare la macchina, credo che stanno cercando qualcuno che gliela costruisce, visto che non hanno le strutture per poterlo fare (come faceva la dallara la scorsa stagione); per quanto riguarda la scelta del secondo pilota, credo che stanno cercando qualcuno con la valigia molto piena (per intenderci i 2 milioni di Liuzzi non bastano):

  8. Mattia

    7 Marzo 2011 at 11:57

    Secondo me, la Red Bull è la migliore seguita dalla Ferrari. La McLaren non è così indietro. Heidfeld non è un cattivo pilota e non farà rimpiangere più di tanto Kubica.

    @Michele: è normale che nei rendering non si faccia vedere la vettura vera e propria. Il rendering serviva solo a far vedere la livrea.

  9. Beppe (tifoso RedBull)

    7 Marzo 2011 at 16:51

    Comunque la livrea HRT è sempre la migliore e la più originale del circus.

    Beppe

  10. Paolo C.

    7 Marzo 2011 at 18:46

    Tanto originale che probabilmente la vedremo solo in quel rendering e poi più!

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