Formula 1 | Ferrari in pista a Fiorano con Lewis Hamilton nei test Pirelli

Due giorni di prove per il sette volte campione del mondo sul tracciato bagnato artificialmente: ieri 142 giri completati

Formula 1 | Ferrari in pista a Fiorano con Lewis Hamilton nei test Pirelli

La tabella di marcia della Pirelli per definire le mescole della prossima stagione procede a ritmo serrato, spostando il baricentro dell’attività tecnica dai curvoni veloci del Giappone alle varianti strette di Fiorano. Dopo aver raccolto dati fondamentali durante le sessioni svolte a Suzuka con i due team della famiglia Red Bull, dove l’attenzione era focalizzata sulla resistenza strutturale e sul degrado termico in condizioni di alto carico laterale, il fornitore unico si è trasferito sulla pista di proprietà della Ferrari per affrontare il capitolo più complesso del progetto: le coperture da bagnato, comunque provate anche in Sol Levante visto il meteo ballerino che ha accompagnato le due giornate di test.

Protagonista nella giornata di ieri è stato Lewis Hamilton. Il pilota inglese ha completato un programma estremamente intenso, mettendo insieme la bellezza di 142 giri (pari a circa 423 chilometri). Si tratta di una distanza ragguardevole, superiore a quella di un normale Gran Premio, che ha permesso ai tecnici della P lunga di valutare la costanza di rendimento delle nuove soluzioni prototipali. Il lavoro si è svolto in un ambiente controllato, con una temperatura esterna di 21°C e il tracciato mantenuto costantemente umido grazie al sistema di irrigazione artificiale, fondamentale per garantire la ripetibilità dei dati.

Il confronto tecnico: lo stress di Suzuka e il drenaggio di Fiorano

Per comprendere l’importanza delle due sessioni, comprendendo quella di ieri e quella attualmente in atto a Fiorano, sempre con Lewis Hamilton e la Ferrari SF-26, è necessario metterla in relazione con quanto emerso dai precedenti test di Suzuka. In Giappone, le coperture Pirelli sono state sottoposte a stress estremi, tipici di un circuito “high energy” dove le curve in sequenza, come le celebri “S”, mettono a dura prova la carcassa dello pneumatico. In quel contesto, l’obiettivo era minimizzare il surriscaldamento della superficie mantenendo un’aderenza costante.

A Fiorano, invece, le priorità cambiano radicalmente. Qui non si cerca la resistenza alle forze G laterali, ma la capacità di drenaggio e la rapidità di entrata in temperatura, ovvero il warm-up. Durante la mattinata e fino al primo pomeriggio, Hamilton si è concentrato esclusivamente sulle configurazioni Full Wet. Queste gomme devono essere in grado di smaltire enormi quantità di acqua per evitare l’aquaplaning, ma devono anche offrire un feedback sincero al pilota in fase di frenata e trazione. Il miglior tempo fatto registrare dall’inglese, un 1:01.031, è un riferimento che conferma come il ritmo sia stato sostenuto per tutta la durata del test.

La metodologia del test artificiale

L’utilizzo dell’irrigazione artificiale a Fiorano permette di eliminare la variabile meteorologica, che spesso rende inutili i test sul bagnato “naturale”. Potendo decidere lo spessore dell’acqua sul manto stradale, gli ingegneri possono verificare esattamente come reagisce la gomma a diversi livelli di allagamento. Questo metodo è l’unico che consente di validare i modelli matematici sviluppati al simulatore, confrontando la realtà della pista con le previsioni software.

Il programma non si conclude qui: Lewis Hamilton sarà impegnato anche nella giornata odierna per proseguire lo sviluppo. Il feedback di un pilota della caratura del sette volte campione del mondo inglese, unito alla precisione dei sistemi di rilevamento Pirelli, sta tracciando la strada verso uno pneumatico che possa garantire gare sotto la pioggia più spettacolari e, soprattutto, meno soggette a continue interruzioni per motivi di visibilità o sicurezza.

Certamente, con le vetture di questa generazione, ci saranno meno intoppi con la pioggia per via del fondo. Fino allo scorso anno i problemi erano molteplici, non certamente causati dal fornitore unico della Formula 1: gli ingegneri milanesi hanno provato anche diverse soluzioni per agevolare quanto più possibile le gare sul bagnato, ma tra un parco chiuso decisamente anti sportivo e spruzzi d’acqua eccessivi dovuti all’aerodinamica delle vetture, certe situazioni risultavano essere improbabili.

Da quest’anno, FIA e Formula 1 hanno finalmente liberato i team, togliendo di fatto il parc fermé in caso di pioggia tra qualifiche e gara, così da permettere cambi di assetto e adeguare le vetture alle condizioni mutevoli. A ringraziare è anche Pirelli, che specialmente con le Full Wet, negli anni, non ha potuto vedere la bontà del suo lavoro in maniera totale, come le gomme da pioggia senza termocoperte presentate nel 2023, ma quasi sempre castrate da bandiere rosse e Safety Car in favore di piste più “asciutte” e favorevoli alle Intermedie.

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