Formula 1 | La FIA estende la durata delle prove libere a Miami
Con il formato Sprint in Florida, la Federazione vuole concedere ai team tempo supplementare per adeguarsi al meglio al regolamento
Il quarto appuntamento della stagione 2026, in programma sul tracciato cittadino di Miami, si preannuncia come uno dei momenti più delicati e significativi per l’attuale corso della Formula 1. La Federazione Internazionale ha infatti ufficializzato un cambiamento nel programma di lavoro del venerdì, estendendo la durata dell’unica sessione di prove libere da 60 a 90 minuti. Si tratta di una deroga raramente concessa in un fine settimana caratterizzato dal formato Sprint, ma che si è resa necessaria alla luce della massiccia revisione del regolamento tecnico e sportivo che entrerà in vigore proprio in Florida.
La decisione di allungare la sessione mattutina risponde a una duplice esigenza: da un lato, sopperire al lungo periodo di inattività forzata che ha seguito la cancellazione delle tappe in Bahrain e Arabia Saudita; dall’altro, offrire a ingegneri e piloti il tempo materiale per calibrare le nuove mappature della power unit e testare le correzioni tecniche approvate nel vertice federale del 20 aprile. Con le vetture 2026 che stanno ancora cercando la loro piena identità, mezz’ora di attività extra in pista può fare la differenza tra un weekend di rincorsa e uno di vertice.
Il comunicato della FIA: le ragioni del cambio di programma
In una nota ufficiale, la FIA ha motivato questa scelta sottolineando la complessità del momento storico che la categoria sta attraversando. La necessità di garantire standard di sicurezza elevati e una competizione equilibrata ha spinto il management sportivo a rivedere le tempistiche del weekend americano.
Riguardo alla modifica degli orari, i portavoce della FIA hanno dichiarato: “In seguito a una serie di consultazioni con tutte le parti coinvolte nel campionato, abbiamo stabilito che la sessione di prove libere avrà una durata complessiva di un’ora e mezza, svolgendosi dalle 12:00 alle 13:30 ora locale. Di conseguenza, abbiamo anticipato di trenta minuti ogni altra attività programmata sul tracciato prima dell’inizio delle FP1. Questa scelta è maturata considerando diversi fattori concomitanti: la lunga pausa trascorsa dall’ultimo evento iridato, la recente introduzione di modifiche tecniche e regolamentari di rilievo e la natura stessa del weekend con formato Sprint, che di norma riduce drasticamente il tempo utile per i test in pista”.
Per gli appassionati italiani, questo significa che il semaforo verde in fondo alla pit lane del Miami International Autodrome scatterà alle ore 18:00, dando il via a una sessione che sarà seguita con estrema attenzione dai reparti tecnici delle varie scuderie.
La sfida tecnica: adattarsi ai nuovi limiti energetici
Il motivo principale per cui i team hanno spinto per avere più tempo riguarda la gestione della parte ibrida. Come spiegato nei giorni scorsi dal responsabile delle monoposto Nikolas Tombazis, il regolamento 2026 ha subito una messa a punto per evitare che le qualifiche diventassero un esercizio di ricarica costante a scapito della velocità pura. A Miami, i piloti dovranno confrontarsi con un limite di ricarica ridotto a 7 MJ e una potenza di superclipping elevata a 350 kW.
Questi parametri cambieranno parzialmente il modo in cui l’energia viene erogata durante il giro lanciato. Le scuderie dovranno sfruttare i 90 minuti di prove libere per validare i dati raccolti al simulatore durante la pausa pasquale. La sfida è trovare il compromesso ideale: avere una spinta elettrica più violenta ma più breve, evitando che il sistema tagli potenza (ovvero il clipping) nei tratti finali dei lunghi rettilinei della Florida. Senza questa estensione temporale, il rischio per molti sarebbe stato quello di affrontare la qualifica Sprint con mappature ancora acerbe, potenzialmente pericolose o inefficienti.
Sicurezza e affidabilità: le nuove procedure di partenza
Oltre alla gestione energetica, il tempo supplementare sarà fondamentale per testare le nuove procedure di sicurezza automatizzate. La FIA ha introdotto un sistema di assistenza elettronica per le partenze, volto a prevenire stalli o accelerazioni troppo lente che potrebbero causare tamponamenti a catena, specialmente su un circuito con muretti vicini come quello di Miami.
Il nuovo software deve essere calibrato in base ai livelli di pressione del turbo, che si sono rivelati estremamente sensibili su queste power unit di nuova generazione. Gli ingegneri utilizzeranno i 90 minuti anche per simulare diverse partenze dalla piazzola dei box e verificare che il sistema di emergenza intervenga correttamente, garantendo che la vettura possa muoversi anche in caso di anomalie elettroniche iniziali. Inoltre, verranno testate le nuove zone di limitazione della potenza (da 350 kW a 250 kW), studiate per evitare differenziali di velocità eccessivi tra le auto in gara.
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