F1 | Russell al posto di Hamilton, cosa cambierebbe per lo spettacolo in pista? Assolutamente nulla

Un avvicendamento in Mercedes non smuoverebbe i reali problemi in cui versa il Circus

F1 | Russell al posto di Hamilton, cosa cambierebbe per lo spettacolo in pista? Assolutamente nulla

Lewis Hamilton fa parlare di sé anche quando non è impegnato in pista a fare incetta di vittorie, pole position e campionati del mondo. Ma questa è una delle qualità che accomuna i campionissimi e in questo il sette volte iridato non è secondo a nessuno. Sono oramai settimane in cui non si fa che parlare d’altro. I motori in pista sono spenti (speriamo che tornino ad accendersi e a rombare quanto prima), ma le indiscrezioni sul rinnovo tra Lewis e la Mercedes che tarda ancora ad arrivare continuano a fare notizia.

Guai se così non fosse. Stiamo parlando del pilota più forte dell’era turbo ibrida che catalizza sulla sua persona ogni minimo spiffero e rumors extra pista, figuriamoci per una questione così delicata come il prolungamento della sua avventura professionale con la casa della Stella.

In molti ipotizzano, o sarebbe meglio dire auspicano, uno scenario che vedrebbe Luigino salutare la compagnia e lasciare strada libera verso il futuro, la novità, la freschezza chiamata George Russell. Ma siamo proprio sicuri che l’avvento del talentino britannico sulla monoposto di Sir Hamilton risolverebbe come di incanto la depressione e la mancanza di spettacolo che stanno caratterizzando questa fase storica della Formula Uno?

La risposta è no. Assolutamente no. Sicuramente Russell è l’uomo (sarebbe meglio dire giovane, vista la sua età) che avanza, e la Mercedes sarà sua prima o poi, ma state certi che eventuali vittorie nelle prime gare porterebbero coloro che lo acclamano come nuovo Messia del Circus, volto a cancellare l’abbiocco pomeridiano da divano che caratterizza oramai tantissime domeniche, a nuovo campione della noia. Ne sono passati in molti, ultimo proprio Hamilton.

Anche perché Russell nel GP di Sakhir ha dimostrato di non avere nessun timore reverenziale nei confronti di Valtteri Bottas, non pagando lo scotto del grande salto e della pressione di guidare la monoposto settata in tutto e per tutto per lo stile del campione del mondo in carica. Un ostacolo, non di poco conto, per chi come il britannico ha una conformazione fisica completamente differente da Hamilton.

Nonostante questi vari handicap è andato veramente a un passo dalla pole e dalla vittoria, persa quest’ultima non certo per la sua guida ma per gli errori commessi al box della Mercedes. Ecco perché Russell non avrebbe problemi a prevalere su Bottas, che nella nuova stagione dovrà prestare molta attenzione difendendosi dagli attacchi da parte della coppia esplosiva Red Bull Verstappen-Perez che sulla carta rappresenta la migliore line up in griglia, in una sfida corpo a corpo sulla W12 lungo l’arco di tutto il campionato.

Perché il problema non è Hamilton e neppure la Mercedes, ma questi astrusi regolamenti tecnici che non permettono alla concorrenza di recuperare quell’enorme ventaglio prestazionale che si è aperto negli ultimi anni. Ma quando lo si capirà sarà forse troppo tardi. Eppure in molti continuano a utilizzare questo dominio anglo-tedesco come panacea per coprire le autentiche lacune di questo sport. Che sono evidenti come voragini e sono sotto gli occhi di tutti. Ma alla fine un capro espiatorio fa sempre comodo, no?

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